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Ciclabili, riaprire i Navigli e “blindare” La Maura: cosa c’è nel piano del verde di Milano

Palazzo Marino mette nero su bianco 17 azioni per aumentare e proteggere il verde cittadino. Tra gli obiettivi anche nuove depavimentazioni, filari alberati, piste ciclabili e una cintura di parchi urbani

Ciclabili, riaprire i Navigli e “blindare” La Maura: cosa c’è nel piano del verde di Milano
Naviglio Pavese Milano: via Ascanio Sforza

Riaprire almeno una parte dei Navigli, tutelare l’area della Maura da possibili operazioni speculative e proseguire con la rimozione dell’asfalto per contrastare le isole di calore. A meno di un anno dalla conclusione del mandato amministrativo, Palazzo Marino prova a lasciare in eredità alla città una strategia di lungo periodo per il verde urbano. La giunta comunale ha predisposto una prima bozza del Piano del verde, un documento di indirizzo di quasi 70 pagine che individua 17 azioni considerate prioritarie per proteggere, valorizzare e ampliare il patrimonio naturale di Milano.

«È un cambiamento rispetto alla visione della città», spiega l’assessora al Verde Elena Grandi. L’obiettivo è fare in modo che il verde non venga più considerato soltanto un elemento accessorio, ma uno dei criteri centrali nella pianificazione urbanistica e nella progettazione degli spazi pubblici.

Riapertura dei Navigli, il progetto resta nel futuro di Milano

Tra le indicazioni contenute nel documento, spiega il Corriere, torna uno dei progetti più ambiziosi e discussi dell’era Sala: la riapertura dei Navigli. Lo stesso sindaco aveva definito la mancata realizzazione dell’intervento uno dei principali rimpianti dei suoi due mandati. Il taglio del nastro entro il 2027 appare ormai fuori portata, ma il Piano del verde prova almeno a fissare l’obiettivo della riapertura del tratto compreso tra la Martesana e la Darsena, consegnandolo alla futura amministrazione. La strategia prevede inoltre il rafforzamento della vegetazione lungo i corsi d’acqua e la promozione di itinerari ciclabili lungo i Navigli, con l’intento di creare una rete integrata tra acqua, alberature e mobilità sostenibile.

Una rete ciclabile per collegare parchi e periferie

La mobilità dolce continua ad avere un ruolo centrale nei programmi di Palazzo Marino. Il Piano immagina nuovi collegamenti ciclabili tra i principali parchi urbani e i quartieri più esterni, così da costruire una rete verde capace di attraversare l’intero territorio cittadino. Tra le ipotesi figura anche la creazione di una vera e propria cintura dei parchi urbani, accompagnata da interventi per rendere più accessibili e connesse le diverse aree naturali di Milano. Il documento propone inoltre fasce verdi di mitigazione acustica lungo le linee ferroviarie, utilizzando alberi e vegetazione come barriera contro il rumore.

Meno asfalto e più alberi contro le isole di calore

Uno dei capitoli principali riguarda la depavimentazione, vale a dire la rimozione dell’asfalto e delle superfici impermeabili per restituire spazio al terreno, agli alberi e alla vegetazione. Ai 27 interventi già programmati o in corso, Palazzo Marino intende aggiungerne altri 27. L’obiettivo è ridurre l’effetto delle isole di calore, migliorare l’assorbimento dell’acqua piovana e rendere strade e piazze più vivibili durante i mesi estivi. Il Piano prevede anche la realizzazione di nuovi filari alberati lungo i viali e l’impiego dell’intelligenza artificiale per monitorare lo stato di salute del patrimonio arboreo cittadino.

La Maura, il Comune punta all’acquisizione per tutelare l’area

Per incrementare il verde, Palazzo Marino guarda anche alla possibilità di acquisire direttamente alcune aree considerate strategiche. Tra queste c’è la Maura, il grande spazio verde vicino all’ippodromo di San Siro, da tempo al centro del dibattito politico e urbanistico. L’area è attualmente coinvolta in un contenzioso tra Snaitech, proprietaria dei terreni, e F3a Green, la società che inizialmente aveva manifestato l’intenzione di acquistarli. «Vorremmo che su quel parco non ci fosse speculazione», afferma Grandi. L’idea del Comune è quindi quella di proteggere la destinazione verde dell’area e sottrarla al rischio di futuri interventi edilizi.

Il voto in Consiglio comunale previsto per gennaio 2027

La bozza del Piano resterà aperta alle osservazioni fino al 31 agosto. Il percorso amministrativo dovrebbe poi proseguire nei mesi successivi, con l’obiettivo di portare il documento in Consiglio comunale nel gennaio del 2027. I tempi saranno stretti, considerando che la consiliatura sarà ormai vicina alla conclusione. Palazzo Marino punta tuttavia ad approvare almeno l’impianto generale del Piano prima delle elezioni. «Se riuscissimo ad adottare il testo in tempo, la progettazione della città non potrebbe più prescindere da questo documento», sottolinea l’assessora. «Sarà a disposizione di chi verrà dopo».

Il Piano del verde si presenta così anche come un’eredità politica dell’amministrazione Sala: una cornice destinata a vincolare, o quantomeno a orientare, le scelte della prossima giunta sul futuro degli spazi aperti e sulla trasformazione climatica della città.