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Milano
E-Care, in campo Sel e Pd con due interrogazioni. Il caso

di Fabio Massa

Dopo il corteo di 500 persone nel cuore di Cesano Boscone e l'attenzione mediatica, la politica si sveglia. La Lega Nord era intervenuta, fin da settembre con il vicepresidente della Regione Lombardia Cecchetti. Adesso Sel schiera i propri parlamentari. Ricciatti, Ferrara, Farina e Bordo hanno infatti presentato una interrogazione a risposta in commissione nella quale riepilogano la vicenda e poi fanno una serie di domande: "E-Care Spa è una società che opera nel settore del Business Process Outsourcing e si occupa principalmente di attività di customer care, quali assistenza “24/24”, supporto commerciale, tecnico e amministrativo, help desk, telesales, gestione reclami, gestione CPU (Centro Unico di Prenotazione), telemarketing, indagini di mercato, sondaggi, recupero crediti, gestione contratti ed ordini per importanti aziende dei settori telecomunicazioni, bancario ed editoria - scrivono i parlamentari - la società, che ha sede a Roma, opera sul territorio italiano attraverso sei unità produttive autonome e conta una forza lavoro complessiva di 1833 dipendenti; alla fine di settembre 2014, E-Care ha comunicato alle organizzazioni sindacali, ai sensi della legge n. 223/1991 e successive modifiche e integrazioni, l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per cessazione delle attività operative dell’unità produttiva di Cesano Boscone (MI), con conseguente collocazione in mobilità di 489 lavoratori; tra le motivazioni addotte dalla società vi è l’andamento negativo dei conti economici aziendali".

E da dove derivano i cattivi conti aziendali? La risposta è Fastweb: "In particolare E-Care sottolinea come parte dell’andamento negativo dei conti sia dovuto alla commessa ricevuta in appalto dalla società Fastweb Spa, che a partire dal 2013 sarebbe stata caratterizzata da un modello contrattuale “a filiera”, nel quale non vengono retribuite adeguatamente le singole attività; nonché per un affidamento di volumi di traffico fortemente inferiori rispetto a quelli pianificati in un accordo del 2013 con la stessa committente Fastweb; in data 30 settembre 2014 scadeva il contratto di appalto di Fastweb che non veniva rinnovato; la stessa E-Care Spa chiarisce, tuttavia - nella comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo per cessazione delle attività , inviata ai sindacati - che i ricavi provenienti dalla commessa Fastweb ammontavano a 6 milioni di euro su un totale di 17,9 di fatturato complessivo dell’unità produttiva".

Insomma, Sel pensa che il fatturato sia comunque in gran parte preservato. Non così l'azienda: "Il licenziamento collettivo di 489 lavoratori su un totale di 509 dell’unità produttiva di Cesano Boscone sarebbe necessario – si legge nella comunicazione della azienda – al fine di “avviare un radicale processo di riorganizzazione del centro operativo di Cesano Boscone mediante la cessazione di tutte le attività operative della struttura e conseguente ridimensionamento del personale di staff ivi impiegato”. E-Care ha inoltre spiegato che “i volumi residui dei servizi oggi gestiti nel Centro di Cesano Boscone verranno, ove possibile, gestiti negli altri centri della Società con auspicabile saturazione del personale impiegato”. Su questo, però c'è già lo stop di Atm, che in una lettera ad Affari ha scritto nero su bianco che se E-Care lascia Milano, la commessa non la segue.

Sel fa notare a questo punto che "la circolare L/01 del 28 maggio 2001 del Ministero del Lavoro afferma radicalmente l’esclusione dei licenziamenti comunicati a causa della cessazione di un appalto, qualunque sia il loro numero, dall’area di applicazione della disciplina dei licenziamenti per riduzione del personale dettata dalla L. n. 223/1991 considerandoli, invece, come licenziamenti individuali plurimi per giustificato motivo oggettivo da assoggettare, quindi, alla disciplina della L. n. 604/1966". E - conclusione dell'interrogazione - chiede "quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di evitare il licenziamento dei 489 lavoratori dell’unità produttiva di Cesano Boscone e se i Ministri interrogati non ritengano di dover convocare con urgenza un tavolo tra azienda e organizzazioni sindacali al fine di verificare la situazione di crisi aziendale e di agevolare una soluzione".

Insomma, ancora qualcosa si sta muovendo. Anche perché pure il Partito Democratico, con Francesco Laforgia (e Onorio Rosati e Simone Negri, tutti della corrente Sinistradem), è sceso in campo, anche lui con un'interrogazione, chiedendo "se il Governo intenda assumere iniziative strutturali ed urgenti al fine di tutelare il lavoro dei 489 lavoratori licenziati da E-care e di tutti i lavoratori del settore e se il Governo non reputi opportuno assumere con urgenza iniziative normative per regolamentare la tutela dei lavoratori nei casi di cambi d'appalto".


@FabioAMassa

Tags:
e-careselpd







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