Mentre la sanità territoriale sta affrontando una trasformazione profonda determinata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità e dalla diminuzione del numero dei Medici di Medicina Generale, il Consigliere Regionale Giuseppe Licata (Forza Italia) e componente della Commissione Sanità, riporta al centro del dibattito la necessità di investire con maggiore determinazione nell’organizzazione delle cure primarie e nel sostegno alle forme associative dei medici di famiglia.
«I dati illustrati durante il convegno “Cantiere Sanità” promosso a Varese lo scorso 07 ottobre in collaborazione con Rete Popolare e Circolo delle Imprese, in cui sono intervenuto con la collega Claudia Carzeri, fotografano una realtà chiara: l’Italia è sempre più anziana e quindi richiede una sanità territoriale più forte e capace di accompagnare i cittadini nel tempo – dichiara Licata – In questo scenario il medico di famiglia non può più essere lasciato solo. La presa in carico dei pazienti cronici e fragili richiede lavoro di squadra, supporto organizzativo, competenze amministrative e strumenti digitali adeguati. Le associazioni dei Medici di Medicina Generale rappresentano un presidio fondamentale per garantire continuità assistenziale, prevenzione e integrazione con Case di Comunità, servizi infermieristici e mondo del volontariato»
I dati emersi nel corso del convegno “Cantiere Sanità” evidenziano come negli ultimi vent’anni in Italia le nascite sono passate da 543 mila a 355 mila all’anno, mentre l’età media della popolazione è salita da 40,1 a 47,1 anni. La quota degli over 65 è più che raddoppiata, passando dall’11,5% del 1973 al 24,3% del 2024. Parallelamente si prevede che nel 2050 il 75% della spesa sanitaria pubblica sarà concentrato nelle fasce d’età superiori ai 60 anni, contro il 61% registrato oggi. A fronte di bisogni crescenti, diminuiscono però i medici di famiglia: dai 45.382 del 2013 si è scesi a 35.398 nel 2024, con una riduzione di quasi 10 mila professionisti in undici anni. “La questione assume un peso particolare in provincia di Varese, uno dei territori lombardi maggiormente interessati dagli effetti dell’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche – prosegue Licata – Nell’area dell’ASST Sette Laghi risiedono oltre 440 mila abitanti e circa un cittadino su quattro ha più di 65 anni, mentre i pazienti affetti da almeno una patologia cronica sfiorano quota 190 mila. Un quadro che alimenta la domanda di assistenza sul territorio e rende sempre più strategico il ruolo dei Medici di Medicina Generale”.
“Ogni ora che un medico dedica a pratiche burocratiche è un’ora sottratta ai pazienti. Investire in segreterie qualificate, strutture organizzative, formazione e sistemi operativi efficaci, significa liberare tempo clinico, migliorare l’accessibilità dei servizi e rendere più attrattiva la professione del medico di famiglia – sottolinea Licata – È una scelta che va nella direzione di una sanità territoriale moderna, vicina alle persone e capace di affrontare le sfide demografiche dei prossimi anni”.
In questo contesto si inserisce la proposta del consigliere regionale Giuseppe Licata, che in occasione della sessione di bilancio che si affronterà nei prossimi mesi, porterà al centro del dibattito il tema del potenziamento delle risorse regionali da destinare al finanziamento delle aggregazioni dei MMG, del personale di studio, di strumenti digitali integrati e interoperabili e di una formazione mirata per il loro efficace utilizzo. “L’obiettivo deve essere alleggerire il carico burocratico che grava sugli ambulatori, consentendo ai medici di dedicare più tempo all’attività clinica e alla presa in carico dei pazienti, soprattutto quelli anziani e cronici, sempre più numerosi”, conclude Licata.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


