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Milano
Foibe, Pisapia assente alla commemorazione, ira Fratelli d'Italia

Polemica tra un consigliere del Pd e Fratelli d'Italia al Pirellone nel giorno del ricordo delle vittime delle foibe. Il consigliere Democrat, Onorio Rosati, ha fatto sapere che non avrebbe partecipato alla commemorazione in Consiglio regionale lombardo. "Le tante vittime innocenti di quei terribili fatti hanno diritto ad essere ricordate e alla umana pieta' - sostiene Rosati, in una nota -. Ma non posso dimenticare che la triste e crudele vicenda delle foibe in Istria e Dalmazia sia stata e continui ad essere strumentalizzata dalla destra neofascista italiana, nel tentativo di mettere in atto un'operazione di revisionismo storico-militante. Io a questa operazione non mi presto".

Immediata la replica dell'assessore di Fratelli d'Italia, Viviana Beccalossi, che ha definito la presa di posizione di Rosati "grave, offensiva e razzista". "Un'affermazione alla quale Rosati puo' porre rimedio - ha sostenuto Beccalossi - solo chiedendo pubblicamente scusa alle migliaia di famiglie che ha offeso con la sua presa di posizione. La frase di Rosati, oltre che grave e offensiva, e' razzista perche', di fatto, discrimina tra morti e morti, una brutta abitudine di una certa sinistra italiana". "D'altra parte il lupo perde il pelo, ma non il vizio. L'atteggiamento di Rosati - conclude l'assessore - fa il paio con l'assenza assordante, in questa giornata, dell'amministrazione comunale di Milano e del sindaco Pisapia, che gia' da parlamentare si distinse per aver votato contro l'istituzione della 'Giornata del Ricordo' come legge nazionale".

La protesta per l'assenza "ancora una volta" del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, alla commemorazione dei martiri delle foibe e l'annuncio di una mozione perche' sia tolta a Tito l'onoreficienza conferitagli nel 1969. Il consigliere FdI, Riccardo De Corato, punta il dito contro Pisapia che "lo scorso anno aveva detto che aveva avuto un impegno improrogabile e quest'anno ne trovera' un altro per giustificare la sua assenza". Per De Corato, pero', dal sindaco arriverebbe in realta' un messaggio chiaro: "Pisapia - ha fatto notare - a commemorare i martiri delle foibe preferisce non venire. E' grave - ha aggiunto - un'umiliazione che i nostri morti e i nostri esuli non meritano. E' come un'attestazione a 'morti di serie B'". L'esponente FdI suggerisce dunque a Pisapia un'occasione per rimediare: "Si faccia promotore della richiesta di togliere al maresciallo Tito - ha detto -, criminale di guerra, il titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferitogli nel 1969. Presentero' in Comune una mozione per chiedere che Milano si faccia portavoce di questa richiesta".

"Fratelli d'Italia purtroppo non sa quello che dice e non studia, non guarda. Oggi come tutti gli anni abbiamo ricordato le Foibe, che e' stata una grande tragedia. Negli anni scorsi ci sono andato io personalmente (alla commemorazione ndr)". Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia replica cosi' al consigliere FdI, Riccardo De Corato che aveva protestato "per l'assenza, ancora una volta, del sindaco di Milano, alla commemorazione dei martiri delle foibe" "Abbiamo ricostruito una unita' di intenti e di valori - sottolinea il sindaco - capaci di condannare 'senza se e senza ma' qualsiasi tragedia che c'e' stata nel paese".

In un 'post' su Facebook, il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri non sembra prendere le difese del suo consigliere. Dopo aver ricordato la legge del 2004 che istituisce il 'giorno del ricordo', Alfieri commenta: "Almeno per oggi sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni. Da ogni parte politica".
Lega e Forza Italia chiedono al Pd di "dissociarsi" da Rosati. "Le dichiarazioni di Rosati sul dramma delle foibe sono gravi e imperdonabili", scrive il capogruppo, Massimiliano Romeo. "Auspico che qualche esponente del Pd intervenga per censurare le parole di Rosati, anche se su questo nutro poche speranze. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di nascondere la verita' storica e di disconoscere la gravita' dei massacri portati avanti dalla dittatura comunista. Al di la' del colore politico, non possiamo dimenticare che sono stati sterminati migliaia di nostri concittadini che avevano l'unica colpa di essere italiani". "Sono rimasto scioccato dalle gravissime di Rosati che confonde una delle pagine piu' tristi della storia del secolo scorso con piccole polemiche di Palazzo - scrive il consigliere comunale di FI, Gianluca Comazzi -. Il fatto che non abbia partecipato alla Commemorazione in consiglio regionale umilia migliaia di famiglie che hanno perso le loro case e i loro cari massacrati dall'esercito comunista di Tito e vittime della pulizia etnica dell'Ozna, la polizia segreta titina. La segreteria del Pd si dissoci dalle parole del suo consigliere o sara' complice di questa vergogna".

 

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