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Milano
Giunta metropolitana, Fi risponde no alle larghe intese di Pisapia

di Fabio Massa

Dopo il no di Fratelli d’Italia, anche Forza Italia dice niet al sindaco Pisapia. Il primo cittadino di Milano, sindaco della città metropolitana - come anticipato da Affaritaliani.it - aveva chiesto di dare vita a una “giunta costituente”. Insomma, di andare al governo tutti insieme, attribuendo deleghe anche dall’opposizione. In un primo tempo Mariastella Gelmini si era mostrata possibilista, poi - in un’intervista ad Affaritaliani.it - aveva detto chiaro e tondo che “quello di Pisapia è un grido d’aiuto” e ancora, che era una proposta tardiva. Adesso, secondo quanto può anticipare Affari, gli azzurri riuniti a Milano avrebbero deciso: niente accordo con il sindaco di Milano. L’idea che ha prevalso tra gli azzurri è che sarebbe ambiguo fare opposizione al Comune e governare insieme alla Città Metropolitana. Insomma, una questione di coerenza.

Intanto, sulla giunta, si è già aperto il totonomine, che a questo punto risente della decisione di Fi. Anche perché difficilmente la proposta di Pisapia può essere applicabile al solo Nuovo Centrodestra. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, vista l’insussistenza di un problema “economico” per l’erario, in un primo tempo Pisapia aveva pensato di varare una squadra con addirittura 16-18 assessori. Un po’ pletorica, ma vasta al punto di comprendere tutti, opposizioni comprese. Invece, pare consigliato da alcuni esponenti di Sel, poi si sarebbe convinto a varare una squadra decisamente più snella, solo 8 componenti. Nuova mediazione e pare che il numero sia fissato in 10 persone. Di queste 10, secondo i calcoli che si stanno facendo nelle varie segreterie, cinque dovrebbero spettare al Partito Democratico. Prima però del gran rifiuto della Gelmini. Probabilmente adesso il numero è salito a 6 o a 7. E proprio su questi numeri si sta accendendo la partita tra le varie anime del partito (chiamarle correnti sa di vecchia politica, anche se è proprio così). Un posto di questi cinque è già “blindato” e spetta al vicesindaco Eugenio Comincini, renziano doc, sindaco di Cernusco sul Naviglio. Poi ci potrebbe essere un posto al sole per Area Riformista, sicuramente uno per Area Democratica (il nome in pole position sarebbe quello di Arianna Censi). E siamo a quota tre. In bilico il nome di Lamberto Bertolè. Lui vorrebbe a tutti i costi rimanere capogruppo del gruppo consiliare a Milano, anche se la pressione del partito è forte. Pare però che i civatiani, dei quali Bertolè fa parte, non vogliano in nessuna maniera cambi tra Comune e Città Metropolitana. Poi, ovviamente, è il gruppo consiliare che decide, e quindi entrambe le opzioni sono aperte. Di certo se Bertolè dovesse (obtorto collo oppure no) trasferirsi in città metropolitana, si aprirebbe una partita nel cuore del partito più rappresentativo in città, quella - appunto - sulla guida. C’è chi parla di un’opzione Anna Scavuzzo per avere una cinghia di trasmissione perfettamente renziana. Ma potrebbe anche saltare fuori una terza opzione dal cappello. Insomma, le grandi manovre sono cominciate.

@FabioAMassa

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