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Milano
La Cgil: “Primarie del Pd? Serve prudenza”

di Fabio Massa

“Ci è capitato di criticare Pisapia, ma il suo progetto per Milano deve andare avanti”. A dirlo ad Affaritaliani.it è Graziano Gorla, segretario della Camera del Lavoro di Milano. “Il suo addio non era inaspettato. Le primarie? Sarei prudente, visto quel che succede a Genova e Napoli”. Infine, sulla questione del finanziamento al Pd… L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Segretario Gorla, che cosa ne pensa dell’addio di Pisapia?
Purtroppo la sua mancata ricandidatura non è stato un evento inaspettato. Era da settimane che la cosa girava. Tra l’altro l’ha annunciato dopo essere stato da noi per un convegno sulla città metropolitana, che proprio noi avevamo promosso. Nel corso di quella giornata non aveva espresso nulla sul suo futuro, ma è apparso sereno. Segno che sapeva che cosa voleva. Sulle motivazioni, bisogna stare a quello che lui ha detto e dichiarato. Devo dire che mi preoccupa un po’ il fatto che la sua rinuncia sia stata data con questo anticipo rispetto ad eventi come Expo.

Parliamo di perimetro della coalizione. C’è chi dice che adesso tenere tutti insieme è più difficile. Molto più difficile.
Io credo che Milano, dopo vent’anni di giunte di centrodestra che avevano amministrato molto male, aveva fatto un vero capolavoro: riunire tutte le forze della sinistra, movimentiste e riformiste, per cambiare un governo di Milano che era sbagliato e ingiusto. Pisapia è stato il coronamento di quel sogno. Per me è stata una esperienza grande e ricca. Mi piacerebbe ripartire da là, continuare con quella esperienza, raccogliendo magari altre forze, allargando. Ma intendiamoci: dobbiamo stare nel campo di quel progetto.

Eppure c’è chi dice che si debba esppellere la sinistra radicale…
A Milano c’è un grande fermento di associazioni, di volontari, di un mondo laico e di un mondo cattolico. Definire le sinistre come “estreme” o “radicali” mi sembra usare misure del passato francamente eccessive.

Per le candidature si parla di manager, anche di grido.
Anche se è una pratica fiorente, non dobbiamo entrare oggi nel totonomi. Mi piacerebbe capire quali sono i progetti e le idee. In questi anni anche noi abbiamo criticato Pisapia su certe cose, ma abbiamo sempre fatto una cosa: messo una proposta davanti a tutto. Non abbiamo mai messo le preclusioni a prescindere, senza idee. Dobbiamo ricominciare a fare politica per Milano. Ma soprattutto dobbiamo ricordare che sono stati anni difficili per la crisi, e che i sindaci sono stati lasciati soli da Roma. Ripartiamo da là, per elaborare la proposta per Milano.

Ripeto la domanda: un manager la convince?
Preferisco non ragionare in termini di totonomi, l’ho già detto. Preferirei un giorno alzarmi e vedere una coalizione che ragiona intorno a una rosa di candidati. 

Primarie sì, primarie no, primarie forse.
Di fronte alle primarie ho sempre avuto un atteggiamento molto molto prudente. Quello che accade in Liguria e a Napoli, ci dovrebbe far dire che le primarie non sono la panacea di tutti i mali. Se è lo strumento utilizziamolo, ma con garanzie. Vorrei evitare di vedere qualche mafioso che viene a votare e noi che non diciamo nulla. Oppure esponenti del fronte avverso, che cerca di condizionarci.

Secondo lei il movimento di Landini ci sarà, nella partita di Milano?
Non mi pare abbia lanciato un messaggio di questo tipo. Ma non so e quindi non mi esprimo. Se nascerà un partito lo vedremo.

Cambiamo discorso e concludiamo: una polemica ha opposto voi e la segreteria metropolitana del Pd sul tema dei finanziamenti.
E’ stato scritto che i finanziamenti della Cgil al Pd sono opachi. E che non abbiamo bilanci. Questo è falso: i nostri finanziamenti sono alla luce del sole. E sapete in che cosa consistono? Nel fatto che quando mettiamo un gazebo alla festa dell’Unità noi lo paghiamo. Non capisco a che cosa si riferisse il segretario di Milano, e quindi non ho intenzione di replicare a cose che non corrispondono a verità. Poi vorrei anche sapere se quello che è uscito sui giornali è il suo pensiero oppure no. Ora stanno facendo un decalogo sui finanziamenti al partito: lo leggeremo. Ma intendiamoci: se non ci vuole più alla festa dell’Unità lo dica. Andremo da altre parti.

@FabioAMassa

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