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Milano

di Antonino D'Anna

angelo caloia

Angelo Caloia, il presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo, non parla. L'ex presidente dello IOR, la banca vaticana, oggi consigliere dello Stato Città del Vaticano ed alla guida dell'ente che da secoli si occupa della cura del Duomo, preferisce tacere sulla vicenda del progetto “Adotta una guglia”, sottoscrizione lanciata per ovviare alla necessità di fondi per la manutenzione della cattedrale meneghina, che – come ha riferito Repubblica - ha visto una donazione di 50 euro del gruppo naziskin Lealtà Azione. Ma, al di là della notizia, Oltretevere c'è fermento.

LA MISCELA- Non sono infatti pochi quelli che spiegano la vicenda ipotizzando una presunta miscela di politica e vecchi rancori romani. E c'è poi la Veneranda Fabbrica del Duomo, un'istituzione che malgrado la crisi economica grazie a Caloia ha potuto godere di un incremento dei versamenti statali e privati per la cura della Madunina e del più importante monumento di Milano. Un posto più che prestigioso, direttamente alle dipendenze dell'Arcivescovo di Milano Angelo Scola (che a breve dovrà scegliere se confermare o no Caloia nel CDA della Veneranda), per il quale non sarebbero pochi quelli in lista d'attesa. E qualcuno a Roma azzarda ed è pronto a scommettere: molti di questi, nel mondo cattolico, sono identificabili con quelli che a Milano (e in Lombardia, più in generale) ultimamente si stanno dando da fare tra eventi e manifestazioni varie.

LA POLITICA- Il primo punto è quello politico. Detto in sostanza: l'attuale presidente della Veneranda sarebbe in buoni rapporti con Dario Franceschini e si sarebbe parlato anche di Caloia per un possibile incarico di governo all'interno dell'esecutivo di Enrico Letta. L'ex presidente IOR, infatti, economista di vaglia, è un esponente della società civile che avrebbe potuto (o potrebbe) benissimo ricoprire un incarico di governo – dicono ad Affari all'ombra del Cupolone – come sottosegretario o viceministro in campo economico-finanziario. Sarebbe un degno coronamento della lunga carriera di Caloia, che ha lavorato nel campo economico e finanziario, oltre all'insegnamento di Economia Politica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Vedremo che cosa succederà.

LA VENERANDA- Ma il punto nodale si chiama Veneranda Fabbrica del Duomo. Un macchina (tecnicamente: fabbriceria) che dal 1387 si occupa – come riporta il suo sito - della “manutenzione e agli interventi di restauro della Cattedrale, attraverso i cantieri e le cave di Candoglia. Promuove inoltre iniziative mirate per far conoscere l’attività dei diversi asset culturali: l’Archivio, la Biblioteca, il Museo e la Cappella Musicale”. Qualche dato: accoglie 5 milioni di visitatori del Duomo ogni anno e sta cercando 25 milioni di euro per far arrivare il Duomo all'appuntamento dell'Expo 2015 in perfetta forma. C'è di più: secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza e di Anholt Brand Index, il brand Milano vale 400 miliardi di Euro. Il Duomo da solo ne vale 82. Se ci fosse ancora qualche dubbio sul peso del posto da presidente della Veneranda.

GIRO DI POLTRONE?- E adesso si tratta di rinnovare il CDA della Fabbrica, che per legge è composto da 7 membri in carica per un triennio. Due di questi sono di nomina arcivescovile, cinque li sceglie il Viminale (sentito l'Arcivescovo), e poi il CDA elegge il presidente. Caloia ha avuto la sua seconda elezione nell'aprile del 2010, dopo che il 29 marzo di quell'anno è stato indicato dal cardinale Dionigi Tettamanzi, allora Arcivescovo di Milano, come uno dei due membri di nomina arcivescovile. I membri a scelta del Viminale sono stati indicati da Roberto Maroni, oggi governatore della Lombardia. E adesso il triennio è in scadenza. Tutto bene, all'ombra della Madonnina?

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