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La squadra bipartisan di Palazzo Marino. Il pallone che supera gli steccati ideologici

Prima edizione della Melting Cup, successo della squadra del Comune di Milano

La squadra bipartisan di Palazzo Marino. Il pallone che supera gli steccati ideologici
Champions City
La squadra bipartisan di Palazzo Marino. Il pallone che supera gli steccati ideologici
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La squadra bipartisan di Palazzo Marino. Il pallone che supera gli steccati ideologici

di Lorenzo Zacchetti

La prima edizione della Melting Cup ha visto il successo della squadra di calcio del Comune di Milano, che ha battuto prima i ragazzi della No League All Stars e poi la Uisp, con il medesimo punteggio di 3-1. Il torneo disputato al Saini è stato un ottimo esempio di come lo sport possa contribuire a costruire integrazione e coesione sociale, connotandosi come strumento di welfare di straordinaria efficacia.

E’ soprattutto per questo che esiste una rappresentativa calcistica del Comune, nella quale esponenti di schieramenti contrapposti vestono la stessa maglia e si battono per uno scopo comune: fare del bene, oltretutto divertendosi.

In questi anni nei quali ho avuto il piacere di farne parte, la squadra ha preso parte a varie iniziative molto meritevoli: dalla “Fermati Otello Cup”, contro la violenza sulla donne, all’inaugurazione di centri sportivi comunali e a frequenti incontri con i detenuti, che attraverso il calcio sperimentano un modo nuovo di rapportarsi con il mondo esterno, attraverso il rispetto delle regole e l’impegno quotidiano richiesto dallo sport, anche amatoriale.

Un appuntamento imperdibile è il Memorial Marra, intitolato al compianto Presidente del Consiglio Comunale, grazie al quale due anni fa ho provato la grande emozione di debuttare a San Siro… alla bella età di 42 anni.

La carta di identità è uno degli avversari più difficili da dribblare, ma se io – in tutta onestà – devo dire che da giovane non ero granché più performante di quanto lo sia oggi, ci sono alcuni politici che fanno ancora una degnissima figura pur non essendo più ragazzini: Andrea Fanzago del PD (classe ’61) e Giulio Gallera di Forza Italia (’69) sono ottimi difensori centrali.

L’ex assessore allo sport Alan Rizzi (FI, classe ’73) è un attaccante con un passato nelle giovanili dell’Inter ed ancora si notano le movenze e i tocchi di chi da del tu al pallone. Certo, lo scatto non è più quello di una volta, quindi attualmente il bomber della squadra è il suo compagno di partito Pietro Tatarella, certamente avvantaggiato anche dal fatto di avere 32 anni.

Tra i giovani, vanno segnalati i trentenni Alessandro Capelli (già delegato di Pisapia alle politiche giovanili) e Jacopo Gandin (membro dello staff del Gabinetto del Sindaco), che risolvono più di un problema rintuzzando rispettivamente il centrocampo e la difesa con le loro doti di velocità e forza fisica. Un recente rinforzo di grande valore è Francesco Mauri, candidato del PD a Pioltello: un classe ’90 (beato lui) che assomiglia in maniera impressionante a Marchisio, sia come aspetto, sia per come fa girare la squadra a centrocampo.

Il consigliere comunale Luca Gibillini di SEL compirà 40 anni proprio in coincidenza col ballottagglio, ma è tuttora una delle colonne della squadra, sia in termini di quantità che di qualità. Alessandro Giungi del PD, classe ’70, è altrettanto assiduo nelle sue presenze ed in particolare si occupa degli eventi legati alla socializzazione dei detenuti, visto che a Palazzo Marino è Presidente della Sottocommissione Carceri. E sul campo, schierato rigorosamente sulla fascia sinistra, raramente delude le attese.

Inevitabilmente, gli impegni politici e personali costringono molti consiglieri a presenze solo saltuarie. Marco Osnato di FDI, il radicale Marco Cappato, i forzisti De Pasquale e Comazzi ed i democratici Maran, Bisignano, Barberis e Lazzarini partecipano quando possono, quindi la squadra viene spesso completata con l’innesto di alcuni consiglieri circoscrizionali (come Jarach di Forza Italia), ma soprattutto con dipendenti comunali e membri delle ACLI.

Non li nomino tutti, per evitare di saltarne qualcuno, ma soprattutto perché non sono personaggi pubblici. Faccio solo un’eccezione per mandare un forte abbraccio ad Enzo Di Grisolo, del quale lo scorso mese i giornali si sono occupati per un motivo decisamente triste. Tutta la squadra, comprese le “madrine” Chiara Bisconti, Anna De Censi ed Elisabetta Strada, è vicina al papà di Lisa, la ragazza scomparsa a soli 18 anni, travolta da un treno che non aveva sentito avvicinarsi per via della musica nelle sue cuffie. Non ci sono parole per lenire un dolore del genere, ma, per quello che conta, anche in questo siamo una squadra unita. E in qualche occasione ai nostri eventi ha partecipato anche la bellissima Lisa, che sognava un futuro da modella.

 

L’esistenza stessa della squadra è merito dell’infinita pazienza del suo “mister”, che peraltro detesta essere chiamato così. Meglio dargli un nome e un cognome: Enrico Lupatini, già consigliere DC ad Abbiategrasso ed oggi candidato a Palazzo Marino nella lista del PD, nonché perno delle ACLI. E’ lui il vero “top-player” di questa squadra sui-generis, vista la sua capacità di districarsi tra i mille impegni dei vari giocatori, combinando l’agenda con gli oggettivi limiti tecnici e con i giusti criteri di rappresentanza che ci permettono di fare sempre bella figura, che si vinca o che si perda.

 

E quando anche Lupatini non può esserci, come alla Melting Cup, a reggere le sorti della squadra è un bel gruppo di amici composto da suo nipote Domenico, Andrea Palmisano e Roberto Baroni. A meno di un mese dalle elezioni, nelle quali immagino che non mancheranno scontri anche accesi, il valore dello stare bene insieme per un obiettivo comune è ancora più prezioso.