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Scuola romana, la burocrazia lascia senza assistenza gli studenti con disabilità

Dodici scuole escluse dai finanziamenti, oltre cento studenti coinvolti a Roma e ore di assistenza ridotte in altri istituti. La Regione promette un bando d’urgenza, mentre famiglie e scuole chiedono una soluzione immediata.

Scuola romana, la burocrazia lascia senza assistenza gli studenti con disabilità

Dodici istituti fuori dai finanziamenti regionali e oltre cento ragazzi coinvolti soltanto a Roma. In alcune scuole orari ridotti e famiglie chiamate a sostituire gli assistenti. La Regione prepara un intervento d’urgenza

Una firma digitale che non risulta, un documento giudicato irregolare, una procedura che si inceppa. E alla fine il conto lo pagano gli studenti con disabilità. A Roma l’anno scolastico è partito con una pesante emergenza sull’assistenza specialistica nelle superiori: secondo quanto emerso in commissione capitolina Scuola, dodici istituti sono rimasti fuori dai finanziamenti regionali, con oltre cento ragazzi coinvolti nella Capitale.

Quando l’errore burocratico entra in classe

Il bando della Regione Lazio per l’assistenza specialistica era stato pubblicato il 30 giugno, mentre l’elenco degli istituti ammessi e non ammessi è arrivato il 14 settembre, praticamente alla vigilia dell’avvio ufficiale delle lezioni. In alcuni casi l’esclusione sarebbe legata a irregolarità formali nella documentazione.

Tra le scuole interessate figurano l’istituto agrario Emilio Sereni e il liceo De Sanctis. Le conseguenze, però, sono tutt’altro che burocratiche: studenti costretti a frequentare con orari ridotti, attività laboratoriali difficili da garantire e genitori chiamati direttamente ad accompagnare e assistere i figli durante le ore scolastiche.

Il problema, secondo la presidente della commissione capitolina Scuola Carla Fermariello, non riguarderebbe soltanto gli istituti esclusi: sarebbero state segnalate anche riduzioni consistenti delle ore assegnate, in alcuni casi superiori al 30 per cento.

La Regione cerca nuove risorse

Dopo le proteste delle consulte municipali, delle famiglie e delle scuole, la Regione ha annunciato un intervento. L’assessore Alessandro Calvi ha assicurato che gli uffici stanno lavorando per reperire nuove risorse e predisporre un bando d’urgenza, con l’obiettivo dichiarato di non lasciare nessuno senza assistenza.

Resta però il corto circuito: l’inclusione scolastica può essere scritta nei bandi, nei progetti e nei regolamenti. Ma se un ragazzo deve restare a casa perché manca chi dovrebbe aiutarlo a stare in classe, il problema smette di essere amministrativo. Diventa, semplicemente, un diritto che aspetta ancora di essere garantito.