Assemblea agitata dell’Associazione nazionale locale nel palazzo di Giustizia di Milano. Le ‘toghe’ si sono alternate al microfono per esprimere un fermo dissenso contro la legge sulla responsabilita’ civile dei magistrati. “Ci cacciano le dita negli occhi con una legge punitiva”, e’ l’immagine consegnata alla platea dal giudice Enrico Consolandi. Per il presidente dell’Anm milanese Federico Rolfi “non e’ vero che e’ stata l’Europa a chiederci questa legge sciagurata. Il rischio e’ quello di entrare in un loop se chi e’ condannato per la responsabilita’ civile a sua volta si rivale su chi l’ha condannato”.
Durissimo il giudice Fabio Roia che ha preso di mira il ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Le sue dichiarazioni sono peggio di questa legge malfatta. Se Orlando non ci ‘arriva’, evitiamo di parlare con lui, non si puo’ parlare con persone che non hanno le conoscenze minimali dal punto di vista giuridico. La gente – ha continuato Roia – dice di noi ‘Cosa vogliono, hanno solo passato un concorso pubblico’, ma chi e’ nelle istituzioni non ha neanche fatto questo”. Un governo “serio”, ha continuato il magistrato, “avrebbe fatto uno studio di settore prima di fare una legge cosi’ che avra’ degli effetti dirompenti e potra’ essere uno strumento per rimuovere magistrati scomodi”. “Il nostro nuovo interlocutore politico, l’uomo delle slide – ha aggiunto Roia, con riferimento indiretto a Matteo Renzi – in buona o cattiva fede non e’ in grado di capire i problemi e allora non parliamoci piu’”. Il giudice Oscar Magi ha sottolineato che questa legge puo’ portare alla “burocratizzazione del magistrato”. “Il rischio piu’ grosso di questa cosa grave e drammatica – ha proseguito – e’ che i magistrati da oggi si rifugino nell’anonimato. Ritengo che uno sciopero sarebbe complicato perche’ il rischio e’ che ci si ritorca contro, siamo percepiti come una casta, rischiamo di avere ragione e che la nostra ragione non interessi a nessuno”. Infine, il presidente dei gip Claudio Castelli ha paventato la possibilita’ che i magistrati diventino “pubblici impiegati” e che i processi vengano vissuti come “pratiche”, trascurando l’aspetto umano. Durante l’assemblea, alcuni magistrati hanno anche fatto presente le difficolta’ col processo civile telematico, tanto che Rolfi ha proposto una “sospensione” a Milano del Pct
