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Malloni tra mercati e memoria: la crescita del Gruppo e la nuova collezione MÉMOIRE

Fabio Malloni racconta la strategia di crescita di IXOS, MALLONI e MLO, mentre la Creative Director Floriana Orsetto spiega come la nuova collezione rilegge l’heritage del brand tra destrutturazione, sartorialità e sperimentazione.

Dalla manifattura marchigiana ai nuovi mercati internazionali, passando per un lavoro costante sull’identità dei brand e sulla capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie origini. Il Gruppo Malloni sta attraversando una fase di sviluppo che punta a tenere insieme crescita, qualità, retail, wholesale e una visione sempre più articolata dei tre marchi IXOS, MALLONI e MLO. La strategia è quella di valorizzare percorsi distinti, evitando sovrapposizioni e costruendo per ciascun brand un posizionamento riconoscibile: IXOS concentrato soprattutto sul mercato italiano e sullo sviluppo retail diretto, MALLONI con una vocazione internazionale più marcata e uno sguardo rivolto in particolare a Middle East e Stati Uniti, MLO impegnato invece a consolidare una propria identità autonoma mantenendo il legame con la matrice del Gruppo.

Alla dimensione industriale si affianca quella creativa. Con MÉMOIRE, Malloni torna alle proprie origini rileggendo il tema della destrutturazione, dei volumi morbidi, delle sete, delle organze e dei materiali lavorati, per metterli in dialogo con una sartorialità maturata nel tempo. Non una semplice operazione nostalgia, ma una ricomposizione dell’heritage in chiave contemporanea. È su questo doppio binario, tra strategia e creatività, che si muove l’intervista a Fabio Malloni, amministratore delegato del Gruppo, e Floriana Orsetto, Creative Director: da una parte i mercati, il posizionamento e i progetti di crescita; dall’altra il processo creativo, la sperimentazione e il lavoro manuale che danno forma alla nuova collezione. Dalla manifattura marchigiana ai nuovi mercati internazionali: Fabio Malloni e Floriana Orsetto raccontano la strategia del Gruppo e la collezione MÉMOIRE, tra heritage, sperimentazione e sartorialità. L’INTERVISTA DOPPIA

Fabio Malloni – Amministratore delegato

Il Gruppo Malloni sta attraversando una fase di sviluppo che punta a coniugare manifattura italiana, qualità ed espansione internazionale selettiva. Qual è oggi la visione strategica del Gruppo e quali sono i mercati e le opportunità su cui state concentrando maggiormente gli investimenti?
La nostra visione è portare nel mondo la manifattura italiana, e in particolare quella marchigiana, attraverso tre brand con identità e percorsi di sviluppo distinti, valorizzando in modo integrato i canali offline e online e offrendo alle nostre clienti un’esperienza coerente con ciascun marchio. La crescita e le strategie di sviluppo, però, non possono essere sostenute se alla base non consolidiamo nel nostro modo di fare business due concetti semplici ma determinanti. Il primo è preservare la storia di ogni brand, i suoi valori e ciò che ne determina la differenziazione rispetto ai competitor, mantenendo però sempre lo sguardo rivolto al mercato e una forte capacità di evolvere, interpretare i cambiamenti e rispondere alle esigenze contemporanee. Il secondo è avere molto chiaro chi sono le nostre clienti, cosa si aspettano dai nostri brand e, soprattutto, come possiamo anticipare e soddisfare le loro aspettative prima ancora che emergano in modo esplicito.

Con l’apertura del primo concept store IXOS a Roma, il consolidamento internazionale di MALLONI e l’evoluzione di MLO in un brand autonomo, il Gruppo sembra procedere verso un’architettura sempre più articolata. Come state costruendo l’identità e il posizionamento dei tre marchi affinché possano crescere senza sovrapporsi, ma contribuendo a un’unica visione di Gruppo?
Anche lo sviluppo internazionale sarà quindi selettivo e diverso per brand. IXOS nei prossimi anni sarà concentrato principalmente sull’Italia, attraverso un percorso di sviluppo retail diretto. MALLONI, per la sua vocazione più internazionale, guarda invece a nuovi mercati come Middle East e Stati Uniti, con una crescita inizialmente orientata al canale wholesale. MLO, il marchio più giovane del Gruppo, rappresenta il filo conduttore tra queste esperienze: sta progressivamente definendo una propria identità e un posizionamento più autonomo, pur mantenendo i codici distintivi della matrice Malloni, con l’obiettivo di svilupparsi sia in Italia sia sui mercati internazionali. L’obiettivo, quindi, non è appena crescere semplicemente in nuovi mercati, ma costruire nel tempo una crescita coerente, sostenibile e capace di valorizzare le diverse identità del Gruppo.

Floriana Orsetto – Creative Director

MÉMOIRE nasce dalla tensione tra memoria e trasformazione e rilegge l’heritage del brand senza ricorrere alla nostalgia. Quali elementi del passato di Malloni hai scelto di frammentare e ricomporre in chiave contemporanea, e come si traduce questo dialogo nei capi della collezione?
L’heritage di Malloni nasce dalla destrutturazione: quando il brand è nato, la sartorialità non era ancora il nostro linguaggio. Lavoravamo su volumi morbidi e fluidi, recuperando elementi come foulard, materiali serici e gonne messicane, che venivano smontati e ricostruiti per dare vita a nuovi capi. Anche il mondo militare veniva riletto attraverso la destrutturazione: per esempio, spolverini e trench venivano smontati e trasformati in gonne. Per MÉMOIRE siamo tornati a quell’origine, ripescando dagli archivi i capi più destrutturati, caratterizzati dai volumi, insieme agli elementi più romantici e femminili. Da qui nasce il lavoro sui tessuti sfilacciati trasformati in ricami, sulle organze e sulle sete, elaborate e ricamate su capi dalle forme più morbide e destrutturate. A questa memoria abbiamo affiancato un’altra anima di Malloni, quella sartoriale, che si è sviluppata nel tempo ed è oggi riletta in chiave più contemporanea. Anche qui, però, abbiamo mantenuto il principio della destrutturazione: per esempio attraverso colli che vengono separati dalla giacca e possono essere inseriti o sovrapposti ad altri capi. È proprio nel dialogo tra queste due anime — la fluidità e la destrutturazione delle origini e la sartorialità sviluppata successivamente — che prende forma la collezione.

La presentazione a 10 Corso Como Cafè trasforma la collezione in un percorso attraverso Creazione, Sperimentazione e Rivelazione, mostrando il processo costruttivo dei capi. Perché hai scelto di rendere visibile proprio il processo creativo e cosa vuoi che il pubblico comprenda del lavoro che normalmente rimane “dietro le quinte”?
Abbiamo scelto di rendere visibile il processo creativo perché è una parte fondamentale dell’identità di Malloni. Il nostro modo di lavorare conserva ancora oggi una dimensione molto legata al fatto a mano e alla costruzione sartoriale del capo, e volevamo che questo aspetto arrivasse al pubblico in modo diretto. Mostrare il percorso attraverso Creazione, Sperimentazione e Rivelazione significa quindi portare alla luce ciò che normalmente rimane dietro le quinte: vedere come nasce un capo, come viene costruito, modificato e trasformato. È un processo che spesso non viene percepito quando si guarda soltanto il risultato finale, ma che per noi è parte integrante del valore e dell’identità del capo. Vogliamo soprattutto condividere con il pubblico la dimensione artigianale e manuale del nostro lavoro e far comprendere quanta ricerca e quanta costruzione ci siano dietro una collezione. Rendere visibile questo processo significa, in fondo, raccontare non solo ciò che il capo è, ma anche tutto ciò che lo ha portato a diventare quello che è.