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Milano 2027, Albertini: “Con Calabresi il centrosinistra vince al primo turno. E potrei votarlo pure io…”

L’ex sindaco: “Centrodestra in enorme difficoltà”. Cottarelli “era l’unica possibilità per giocarsela”, mentre tra i civici cita Spada. Su La Russa: “Vuole essere il vero gestore delle scelte”

Milano 2027, Albertini: “Con Calabresi il centrosinistra vince al primo turno. E potrei votarlo pure io…”

Mario Calabresi candidato sindaco del centrosinistra? Per Gabriele Albertini sarebbe un avversario quasi proibitivo per il centrodestra. L’ex sindaco di Milano, intervistato dal Corriere della Sera, arriva persino a evocare l’ipotesi del voto disgiunto. “Se non dovesse convincermi il candidato scelto dal centrodestra, il voto disgiunto su di lui potrebbe tentarmi”, afferma Albertini. Un giudizio accompagnato da una previsione ancora più netta: “Con lui gli avversari politici vincono al primo turno. Mi dispiace essere così pessimista”.

Albertini: “Con Calabresi centrodestra in enorme difficoltà”

Secondo Albertini, Calabresi avrebbe soprattutto la capacità di allargare il consenso oltre il perimetro tradizionale del centrosinistra. “Con lui il centrodestra sarebbe in enorme difficoltà perché ha la capacità di attrarre anche i centristi”, spiega l’ex primo cittadino, che non nasconde la propria stima personale per il giornalista. Albertini ricorda anche un episodio legato alla vicenda di piazza Fontana e alla figura del padre di Calabresi, il commissario Luigi Calabresi. Fu proprio durante la sua amministrazione, racconta, che venne modificata la lapide dedicata a Giuseppe Pinelli, sostituendo la parola “ucciso” con “morto tragicamente”.

“Cottarelli sarebbe stato l’unico per giocarsela”

Guardando invece al campo del centrodestra, Albertini indica in Carlo Cottarelli la candidatura che avrebbe potuto davvero cambiare gli equilibri. “L’unica possibilità per giocarcela, secondo me, sarebbe stata l’economista Carlo Cottarelli”, afferma. Un nome che, a suo giudizio, avrebbe consentito di allargare la coalizione “anche ai riformisti, come Azione e magari anche Italia Viva”. Un’ipotesi che però sembra ormai tramontata.

I civici: Spada “nome di peso”, dubbi su Civita e Terzi

Tra le alternative, Albertini cita Alessandro Spada, già presidente di Assolombarda, definendolo “un nome di peso”, pur senza sapere se sia effettivamente disponibile. Più tiepido il giudizio su Antonio Civita, patron di Panino Giusto: “Per quanto abbia tutta la mia stima, non ha quella caratura di notorietà sufficiente per recuperare quei 10-14 punti di distanza dal centrosinistra”. Giovanni Terzi viene invece definito “un intermediario”, una figura a metà “tra il civico e il politico”. Anche l’eventuale apporto della moglie Simona Ventura in campagna elettorale, secondo Albertini, potrebbe non essere sufficiente. Maurizio Lupi, infine, “non riuscirebbe ad allargare la coalizione”. Da qui la conclusione dell’ex sindaco: “Serve un civico”.

Albertini su La Russa: “Vuole essere il vero gestore delle scelte”

Nell’intervista Albertini si sofferma anche sul ruolo del presidente del Senato Ignazio La Russa nella partita milanese. “Credo che nel retropensiero di Ignazio ci sia se non altro la volontà, non so quanto la convinzione, di essere il vero gestore delle scelte”, osserva. Albertini cita come esempio il pranzo organizzato prima della pausa estiva con alcuni degli aspiranti candidati. Ma aggiunge che questa impostazione potrebbe essersi scontrata con quella della premier Giorgia Meloni.

Per Albertini il tempo, però, stringe. “L’accordo deve essere trovato entro il mese di settembre”, afferma, soprattutto se la scelta dovesse ricadere su una figura civica. “Serve un’organizzazione molto forte per recuperare i punti percentuali che ci separano dal centrosinistra”, sottolinea.

“Calabresi alle primarie? Quasi un’umiliazione”

L’ex sindaco prende posizione anche sull’eventuale passaggio di Calabresi dalle primarie del centrosinistra. “Ha un profilo tale per cui considererei quasi un’umiliazione sottoporsi alle urne preventive”, sostiene Albertini, dicendosi d’accordo con Carlo Calenda sulla necessità di una convergenza diretta. Secondo l’ex primo cittadino, proprio per non mettere a rischio il consenso dei centristi, Calabresi dovrebbe essere scelto senza passare dalle primarie: “Non è una candidatura che può competere con le altre”.

E Majorino? “Ha ottime probabilità di vincere”

Albertini riconosce comunque competitività anche a Pierfrancesco Majorino. Il capogruppo dem al Pirellone, osserva, “ha comunque ottime probabilità di vincere”. Con un profilo più spostato a sinistra, però, il centrodestra potrebbe avere qualche margine in più: “Il centrosinistra potrebbe andare al secondo turno se noi candidiamo un civico di buon livello”.