Il centrodestra accelera sul candidato sindaco di Milano. Dopo settimane di indiscrezioni e nomi fatti circolare più o meno apertamente, nella coalizione si intensificano contatti e confronti con l’obiettivo di arrivare a una scelta entro settembre. Matteo Salvini nei giorni scorsi aveva indicato tempi ancora più stretti, parlando di un nome “entro una settimana”. Una previsione, annota il quotidiano Libero, considerata ottimistica dagli altri partiti, che indicano più prudentemente la fine del mese come orizzonte realistico. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e lo stesso Salvini avrebbero dovuto affrontare anche il dossier Milano nel corso di un confronto romano. Sul tavolo non c’è soltanto il nome, ma anche l’equilibrio complessivo tra i partiti in vista delle principali città chiamate al voto nel 2027.
Forza Italia apre al politico, ma vuole una “faccia fresca”
Una delle novità riguarda la posizione di Forza Italia. Il coordinatore regionale Alessandro Sorte, dopo aver insistito a lungo sull’opportunità di una candidatura civica e su un possibile allargamento verso Azione, ha aperto anche a un profilo politico, a condizione che si tratti di una “faccia fresca”. Una formula che sembra ridurre le chance di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, indicato da tempo tra i possibili candidati e sostenuto in particolare da Ignazio La Russa. Lupi, tuttavia, continua a considerarsi in partita. Tra i profili politici che corrisponderebbero maggiormente all’identikit indicato da Forza Italia c’è Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa, classe 1982, il cui nome era già stato proposto nei mesi scorsi dal ministro Guido Crosetto.
Il possibile derby tra Forza Italia e Lega
La questione milanese si intreccia però con il risiko nazionale delle amministrative 2027. Roma e Torino potrebbero vedere candidature riconducibili a Fratelli d’Italia, mentre resterebbero da assegnare, tra le altre, Milano e Napoli. Da qui l’ipotesi di un confronto diretto tra Forza Italia e Lega per Palazzo Marino. FI punta ad avere un peso decisivo nella scelta, mentre Salvini potrebbe giocare la carta di Silvia Sardone, vicesegretaria federale della Lega e forte di un elevato consenso personale. Negli scorsi giorni persino il consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico aveva aperto alla possibilità che fosse lei il nome da lanciare. Una candidatura Sardone avrebbe anche l’obiettivo di contenere possibili fughe di voti verso Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che a Milano ha già schierato Carmelo Burgio.
Restano le carte Tatarella, Terzi e Spada
Nel campo dei politici resta anche il nome di Pietro Tatarella, ex Forza Italia, che potrebbe continuare a giocarsi le proprie possibilità. Non è però escluso che, dopo settimane di discussioni, la coalizione torni infine sulla soluzione civica. In questo caso i nomi più accreditati restano quelli rilanciati dalla Lega: il giornalista Giovanni Terzi e l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada. Spada avrebbe già fatto sapere di essere disponibile nel caso in cui arrivasse una proposta unitaria da tutto il centrodestra. Su entrambi i profili, però, Salvini potrebbe rivendicare la primogenitura della candidatura. Da Roma, come raccontato da Affaritaliani.it, torna anche la suggestione Stefania Craxi.
Noi Moderati resta su Lupi: “Persona capace e competente”
Anche Noi Moderati spinge per chiudere rapidamente la partita. “Entro settembre dobbiamo definire il programma e scegliere il candidato, in questo modo avremo otto mesi per presentare alla città l’idea che abbiamo della Milano dei prossimi dieci anni”, ha spiegato il coordinatore regionale Alessandro Colucci. Colucci ha ribadito il valore della candidatura di Lupi, definendolo “una delle persone più capaci e competenti”, ma ha sottolineato che la decisione dovrà essere condivisa dall’intera coalizione. La scelta, dunque, resta aperta. Ma rispetto alle settimane scorse il perimetro sembra restringersi: politico moderato, candidatura leghista forte o ritorno al civico. Con Forza Italia e Lega che appaiono sempre più destinate a giocare un ruolo decisivo nella partita milanese.


