Nel centrosinistra milanese si apre un nuovo fronte sulla scelta del candidato sindaco per il 2027. Dopo le tensioni emerse nel Pd attorno alla possibile candidatura di Mario Calabresi, arriva ora la presa di posizione de LaCivica, che chiede di accelerare sulle primarie e soprattutto di riportare il confronto dentro il perimetro politico della maggioranza che in questi anni ha governato Palazzo Marino. “Vogliamo che siano i milanesi a scegliere il prossimo candidato sindaco del centrosinistra e continuiamo a ritenere le primarie lo strumento più giusto, aperto e trasparente”, scrive il gruppo consiliare. “Per questo chiediamo che abbiano luogo a breve”. Il punto, però, non è soltanto il ricorso alle primarie. LaCivica insiste anche su chi debba definire il percorso e le regole della competizione.
“Apprezziamo gli sforzi che si stanno facendo, ma il percorso e le regole con cui arrivare alla scelta del candidato devono essere definiti innanzitutto dai soggetti politici che, in Consiglio comunale, si sono assunti in questi anni la responsabilità di governare Milano”.
LaCivica rivendica il proprio peso in maggioranza
Il gruppo civico ricorda di rappresentare da 15 anni il civismo milanese e di essere oggi la seconda forza politica della maggioranza in Consiglio comunale. “Per questo proponiamo a Partito Democratico, Azione, Italia Viva, Verdi e ai partiti e alle forze che si riconoscono nel centrosinistra di aprire subito un tavolo politico, anche alla luce dell’accelerazione degli ultimi giorni”. È proprio questo riferimento all’”accelerazione degli ultimi giorni” a dare alla nota il suo significato più immediato. Il nome di Mario Calabresi è ormai entrato stabilmente nella discussione sul dopo Sala e la sua disponibilità, pur non ancora formalizzata in una candidatura, ha modificato gli equilibri di una partita fino a poco tempo fa giocata soprattutto dentro i partiti e la giunta. In queste ore si è aggiunto l’intervento del leader di Azione Carlo Calenda, che è tornato a chiedere alla coalizione di puntare su Calabresi senza passare per le primarie.
LaCivica non cita mai direttamente l’ex direttore di Repubblica e La Stampa, ma il passaggio successivo appare difficilmente equivocabile: “Milano non può limitarsi a prendere atto di scelte maturate in luoghi diversi da quelli della rappresentanza politica e democratica della città”.
Il messaggio alla coalizione
Il gruppo civico lega poi il tema della successione a Giuseppe Sala alla tenuta stessa della maggioranza nell’ultima parte del mandato. “Alle elezioni mancano alcuni mesi e nelle prossime settimane questa maggioranza sarà chiamata ad assumere decisioni importanti per Milano e a sostenere in Consiglio il lavoro degli assessori e della Giunta”, si legge nella nota. Da qui l’avvertimento: “Anche per questo la coesione politica non può essere considerata un dato acquisito: va costruita attraverso il confronto, il rispetto reciproco e la condivisione delle scelte”. Un passaggio che segnala come la questione del candidato non venga considerata separabile dagli equilibri politici presenti in Consiglio comunale.
Sullo sfondo la disponibilità a candidarsi di Emmanuel Conte
La posizione de LaCivica ha inoltre un peso particolare perché proprio da quell’area proviene Emmanuel Conte, assessore della giunta Sala e indicato nei mesi scorsi come riferimento politico della formazione civica. Conte ha già manifestato la propria disponibilità a partecipare alla corsa per Palazzo Marino e si è espresso a favore delle primarie. LaCivica, dunque, non rivendica soltanto un metodo, ma rappresenta anche una forza che potrebbe presentarsi al confronto con un proprio candidato. La nota si chiude con una frase che sintetizza bene la richiesta politica: “Chi ha governato insieme Milano deve assumersi oggi anche la responsabilità di costruire insieme il percorso che porterà alla scelta del prossimo sindaco”.


