L’accelerazione di Mario Calabresi verso una possibile candidatura a sindaco di Milano comincia a produrre effetti anche nel centrodestra. La coalizione, ancora senza un nome condiviso per Palazzo Marino, è costretta ora ad accelerare. E il primo effetto sarebbe lo stop imposto da Giorgia Meloni alla candidatura di Maurizio Lupi, da oltre un anno sponsorizzata dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
Secondo quanto ricostruisce Repubblica, il no della premier sarebbe arrivato durante il vertice romano di due giorni fa, formalmente dedicato alla legge elettorale ma nel quale sarebbe stata affrontata anche la partita milanese. Una decisione non ancora definitiva, perché la questione tornerà su un nuovo tavolo di coalizione, ma sufficiente a cambiare gli equilibri. Lupi resta infatti il candidato politico più strutturato tra quelli circolati finora, ma sul suo nome non è mai arrivata una convergenza piena. Forza Italia guarda da tempo a un civico capace di allargare il perimetro della coalizione, mentre la Lega continua a chiedere una figura “trasversale”.
La Russa rincula su Lupi: “Decide Roma, se c’è un civico mi va bene”
Anche La Russa, che aveva investito molto sulla candidatura del leader di Noi Moderati, sembra ora prendere atto del nuovo scenario. In un’intervista al Corriere della Sera, alla domanda se Lupi resti il nome da opporre a Calabresi, il presidente del Senato ha risposto: “Ho invitato tutti i papabili a far parte della squadra. Decide Roma. Se c’è un civico mi va bene. Ma di politici non ho visto altri che Lupi: ottimo candidato”. Una formula che mantiene aperta la porta a Lupi ma, rispetto alle posizioni dei mesi scorsi, certifica anche la disponibilità a convergere su un profilo diverso. E soprattutto riconosce che la scelta finale verrà presa a livello nazionale.
La linea di Meloni: ecco perché è meglio un civico
È proprio questa la strada che starebbe prendendo quota. La premier sarebbe orientata a puntare su un candidato civico, raccogliendo così le richieste avanzate sia da Forza Italia sia dalla Lega. Tra i nomi che tornano a circolare c’è quello dell’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, profilo da tempo apprezzato dal Carroccio. Resta sul tavolo anche Marta Marsilio, presidente dell’Istituto neurologico Carlo Besta e docente universitaria, il cui nome era già emerso nei mesi scorsi nonostante una sua smentita. Un altro profilo in ascesa è quello di Giovanni Terzi, giornalista ed ex assessore della giunta Moratti. Un nome che potrebbe risultare particolarmente compatibile con l’area moderata della coalizione e con Forza Italia.
Il Corriere della Sera sottolinea come il centrodestra continui comunque a guardare con attenzione anche a ciò che accade nel campo avversario. La vera incognita resta infatti il metodo con cui il centrosinistra sceglierà il proprio candidato: primarie oppure convergenza diretta su Calabresi. Il timore, nel centrodestra, è di ripetere quanto accaduto nel 2021, arrivando troppo tardi alla scelta del candidato.
La road map: Forza Italia si riunisce il 7 settembre
La prima data da segnare è il 7 settembre, quando Forza Italia riunirà la propria segreteria regionale con le Comunali del 2027 al centro della discussione. Gli azzurri continuano a escludere qualsiasi possibilità di convergere su Calabresi: Antonio Tajani ha ribadito che Forza Italia intende correre dentro il centrodestra e con un candidato espressione della coalizione. La vera decisione, tuttavia, arriverà probabilmente più avanti. Il tavolo nazionale dei leader non è ancora stato convocato e difficilmente una scelta definitiva maturerà prima di Pontida, in programma il 20 settembre. L’indicazione che filtra è comunque quella di chiudere la partita entro il mese. “L’accordo è atteso entro l’arco del mese”, ha spiegato il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina.
L’ombra del “Bernardo II”
Il tempo, però, comincia a diventare un fattore. Nel centrodestra resta vivo il ricordo della candidatura di Luca Bernardo nel 2021, arrivata a poche settimane dal voto e senza il tempo necessario per costruire una campagna elettorale realmente competitiva. Da qui la pressione per individuare rapidamente un candidato, anche perché i primi sondaggi che circolano negli ambienti politici vedrebbero il centrosinistra partire in vantaggio, con Calabresi e Pierfrancesco Majorino tra i nomi più forti. Il quadro si complica ulteriormente per la presenza di candidature già formalizzate alla destra della coalizione. Futuro Nazionale ha lanciato l’ex generale dei carabinieri Carmelo Burgio, che si è già detto disponibile a un eventuale passo indietro qualora maturasse un accordo più ampio. Patto per il Nord ha invece indicato Gabriele Abbiati, ex consigliere comunale leghista.
Milano e il Pirellone, come si incrociano le due partite
Sul fondo c’è poi un’altra partita, quella per la Regione Lombardia nel 2028. Secondo Repubblica, Fratelli d’Italia potrebbe essere meno interessata a forzare la mano su Milano proprio perché guarda già al dopo Fontana. In questo schema La Russa potrebbe avere un ruolo decisivo nella scelta del futuro candidato presidente. Tra i nomi più accreditati ci sarebbe quello del presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, vicino al presidente del Senato, con quotazioni considerate oggi superiori a quelle del presidente di Coldiretti Ettore Prandini.


