Anna Scavuzzo si prepara alla corsa per Palazzo Marino e prova a definire con sempre maggiore nettezza il proprio profilo. La vicesindaca di Milano, intervistata da Il Giorno, conferma la disponibilità a partecipare alle primarie del centrosinistra e marca le distanze sia dagli altri nomi che circolano nella coalizione sia dall’attuale sindaco Giuseppe Sala. “Se il tavolo sceglierà le primarie per selezionare il prossimo candidato sindaco o candidata sindaca, io ho già detto che parteciperò a questa competizione”, spiega Scavuzzo. E aggiunge: “In questo momento non vedo le condizioni per scegliere il candidato sindaco senza primarie”. Alla domanda se esista oggi un nome capace di mettere d’accordo tutta la coalizione, la risposta è secca: “Non mi sembra”.
Scavuzzo: “Majorino e Calabresi? Sono molto diversi da me”
Tra i possibili avversari alle primarie ci sono Pierfrancesco Majorino e Mario Calabresi. Scavuzzo evita attacchi personali, ma sottolinea con decisione le differenze. “Stimo entrambi, hanno un profilo interessante per la città. Ma sono molto diversi da me, per storia e provenienza”, afferma al Giorno. La vicesindaca rivendica innanzitutto il tema della leadership femminile. “Io sono una donna. Avere uno sguardo al femminile su una città che da tanti anni viene amministrata da uomini credo che dia un contributo non banale alla riflessione complessiva sul futuro di Milano”. Una differenza che, precisa, non significa semplicemente proporre “una visione femminista”, ma “aprire a una leadership diversa rispetto a quella a cui siamo stati abituati negli ultimi anni”.
Scavuzzo mette poi sul tavolo il proprio curriculum amministrativo: dieci anni nei quali si è occupata di scuola e servizi educativi, sicurezza durante il Covid, rigenerazione urbana e dossier San Siro. “Da quei tavoli ho visto una Milano che da fuori non si vede, ed è lo sguardo che porto alle primarie”.
“Non sono la fotocopia di Sala e neanche una sua emanazione”
Uno dei passaggi politicamente più significativi dell’intervista riguarda il rapporto con Giuseppe Sala. Scavuzzo è vicesindaca da due mandati, ma respinge l’idea che una sua eventuale candidatura rappresenterebbe una semplice prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa. “Io non sono la fotocopia di Beppe Sala. E neanche una sua emanazione”, scandisce. Il giudizio sul lavoro svolto insieme resta positivo: “Io e lui abbiamo lavorato bene insieme, ci sono state scelte che abbiamo fatto nell’interesse della città e che hanno portato una prospettiva di sfida importante per Milano”. Ma, secondo Scavuzzo, il 2027 dovrà necessariamente segnare anche un cambiamento. “Ogni cambio di amministrazione ha in sé un segnale di cambiamento e di trasformazione, come Milano richiede da sempre. Se qualcuno pensa di guardare alle Comunali con lo sguardo rivolto al passato, sta sbagliando”. E aggiunge: “Ci devono essere degli elementi di cambiamento sia in termini di obiettivi che di strumenti”.
Disuguaglianze, salari e casa: le priorità per la prossima Milano
Tra i problemi che la futura amministrazione dovrà affrontare, Scavuzzo mette in primo piano il crescente costo della vita. “Oggi c’è un tema legato alle disuguaglianze, ai salari troppo bassi, al costo della vita troppo alto, all’accessibilità all’acquisto o all’affitto della casa che deve essere affrontato dalla politica cittadina in dialogo con la politica nazionale”. Anche qui torna il tema del metodo e della leadership: “L’idea di avere uno sguardo più femminile, più collaborativo e più capace di includere esperienze diverse è importante: i problemi che dobbiamo affrontare sono complessi e hanno bisogno di soluzioni condivise”.
Sicurezza, Scavuzzo: “La sinistra deve rispondere alla paura”
Altro terreno destinato a diventare centrale nella campagna elettorale è quello della sicurezza. Scavuzzo critica duramente Roberto Vannacci e le sue recenti dichiarazioni su Rogoredo: “Le ultime uscite di Vannacci hanno imbarbarito il dibattito. Milano non merita che questo sia il livello della discussione sulla sicurezza”. Ma allo stesso tempo invita il centrosinistra a non eludere il problema. “La sinistra deve rispondere al sentimento di paura”, afferma. La ricetta, secondo l’ex assessora alla Sicurezza, deve tenere insieme “prevenzione, intervento e promozione”.
E sul ruolo delle forze dell’ordine Scavuzzo usa parole nette: “Non dobbiamo avere paura di ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine, quando questo è necessario”. Un intervento che però “non dev’essere visto come la panacea di tutti i mali” e deve accompagnarsi alle politiche di prevenzione del degrado e dei reati. Come esempio cita via Bonfadini: “Oggi c’è un’area pulita e sicura dove prima c’era un insediamento abusivo. Le famiglie che ci vivevano hanno un tetto e chi commetteva reati ne ha risposto davanti alla legge. Si possono tenere insieme legalità e rispetto, senza timidezze”.
“Il centrosinistra favorito? Milano non dà nulla per scontato”
Scavuzzo invita infine a non considerare già vinta la sfida del 2027, nonostante i sondaggi favorevoli al centrosinistra. “Finché le urne non dichiarano chi vincerà, la partita non è chiusa. Meglio non dare nulla per scontato”, osserva. Milano, ricorda la vicesindaca, “ci ha stupito in molte occasioni” e resta una città “molto esigente”, capace di giudicare i candidati “non solo in base alle parole e alle suggestioni, pur importanti, ma alla capacità di tradurre le promesse in atti”.

