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Tra il 2011 e il 2012 sono raddoppiate le diagnosi di virus Hiv nella città di Milano, che da sola rappresenta il 50% dei casi di tutta la Lombardia. Sono invece in calo i casi di Aids, ovvero della sindrome 'conclamata' in persone che hanno contratto il virus, e in crescita i numeri delle diagnosi delle altre malattie trasmissibili sessualmente (Mts). Sono questi i dati forniti da Asl Milano in una conferenza stampa a palazzo Marino sulla rilevazione e la diagnosi delle principali malattie a trasmissione sessuale in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids, prevista per domenica 1 dicembre.

I dati forniti da Asl parlano di 572 persone che nel 2012 a Milano hanno contratto il virus dell'Hiv, un numero in forte crescita rispetto agli anni passati (erano 289 nel 2011, 226 nel 2010), anche per effetto, è stato spiegato, di una "più stretta collaborazione tra Asl Milano e i reparti e gli ambulatori di Malattie infettive delle aziende ospedaliere del territorio, che ha permesso una più puntuale rilevazione dei dati". Oltre tre quarti dei nuovi casi sono stati ravvisati nella fascia d'età 26-50 anni, il 10% in quella 16-25 anni mentre il 13% in quella maggiore di 50 anni. Circa il 70% sono maschi e quasi un soggetto su 3 è straniero. In calo progressivo i casi di Aids: 65 nel 2012, dopo i 72 del 2011 e gli 81 del 2010. Crescono invece tutte le altre malattie sessualmente trasmissibili: 208 i casi di sifilide, 120 quelli di gonorrea, 88 quelli di chlamydia.

"I dati che abbiamo sono da considerare sottostimati almeno del 30%", spiega Gianmarino Vidoni, direttore del servizio Mts di Asl Milano, "perchá prendono in considerazione solo chi si è sottoposto a test. Le persone che credono di non correre alcun rischio e non fanno il test, anche se malate, non figurano nelle nostre statistiche". Stesso discorso per i dati sulle altre malattie a trasmissione sessuale: in quel caso, spiega Vidoni, "Siamo davanti a un vero 'disturbo di notifica', queste malattie spesso non vengono notificate, e le cifre vanno aumentate di molto".

Il dato di crescita di Milano è in controtendenza rispetto alle statistiche nazionali in calo, ma per Asl i numeri sono indicativi anche della più stretta collaborazione con i reparti di malattie infettive, che porta a una migliore efficienza nelle diagnosi. Per il direttore generale di Asl Milano Walter Locatelli i dati presentati oggi "non sono solo negativi, ma indicano anche una maggiore capacità di intercettare le situazioni dei cittadini". L'Hiv è al primo posto tra le malattie infettive di cui soffrono i residenti nella città di Milano tra i 16 e i 25 anni, e al secondo posto tra quelli con più di 65 anni: "Questo è un segno che l'età di chi contrae l'Aids è cresciuta", spiega Vidoni. "La prima causa di trasmissione oggi è il sesso", continua il direttore del servizio Mts: "Per questo le nostre iniziative oggi puntano soprattutto sulla prevenzione e sull'educazione, andando a intercettare le persone con iniziative che riguardino la contraccezione e uno stile di vita sessuale più sano".

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