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Milano, allerta per il weekend: 500 parà della Folgore pronti a intervenire con Lince e droni

Dopo gli scontri dello scorso fine settimana, rafforzati i controlli in città e nelle stazioni lombarde. Salvini: “Milano sarà presidiata”. Stretta sui minori e multe fino a 10mila euro

Milano, allerta per il weekend: 500 parà della Folgore pronti a intervenire con Lince e droni

L’allerta a Milano resta alta in vista del prossimo fine settimana, dopo gli episodi di guerriglia urbana dello scorso 17 e 18 ottobre. Il timore è che le manifestazioni annunciate sui social possano trasformarsi nuovamente in momenti di tensione e violenza. Per questo è stato predisposto un dispositivo di sicurezza rafforzato, che vedrà anche l’impiego di 500 parà della Folgore.

A confermare la linea adottata è il vicepremier Matteo Salvini, secondo cui la presenza dei militari rappresenta una garanzia per la città. “Milano sarà presidiata, anche le stazioni”, ha spiegato Salvini, sottolineando l’esperienza dei militari che arriveranno in città, con un’età media superiore ai 40 anni e alle spalle missioni all’estero e precedenti impieghi nelle piazze milanesi. Il contingente sarà impiegato insieme alle altre forze dell’ordine e, in caso di necessità, potrà contare anche su mezzi Lince e droni. Salvini ha parlato di militari “preparati a fare quello che un militare deve e può fare”, nel rispetto della normativa vigente. Il vicepremier ha inoltre auspicato che la presenza dei parà non sia limitata all’emergenza del prossimo weekend, ma possa proseguire nel tempo. L’idea espressa da Salvini è quella di una presenza dei militari per mesi, se non per anni, a presidio dei punti sensibili della città.

I 500 parà senza poteri di polizia e i controlli nelle stazioni

L’impiego della Folgore sarà però circoscritto alle funzioni previste dal piano “Strade sicure”. I militari non avranno poteri di polizia e saranno impegnati soprattutto in pattugliamenti fissi e dinamici, con particolare attenzione a stazioni, consolati e luoghi religiosi. Il dispositivo si inserisce in un piano più ampio messo a punto dalla Prefettura e dalla Questura di Milano. L’obiettivo è intervenire prima che possano formarsi gruppi diretti verso il centro, soprattutto attraverso controlli nelle stazioni ferroviarie delle province lombarde.

Uno dei punti centrali della strategia riguarda infatti i minori. Le verifiche partiranno dalle stazioni di partenza delle diverse province lombarde, con l’obiettivo di impedire che gruppi di adolescenti raggiungano Milano senza una motivazione precisa e finiscano coinvolti negli eventuali disordini. Nel caso dei minorenni fermati preventivamente potrà essere contattata anche la famiglia, soprattutto nei casi in cui i genitori non siano a conoscenza degli spostamenti dei figli. A Milano sarà inoltre predisposto un punto di raccolta per i minori identificati, in via Cagni, all’interno dell’area del Reparto mobile della Polizia, con la collaborazione della Protezione civile. Il piano prevede anche sanzioni per chi parteciperà a manifestazioni non autorizzate o sarà coinvolto in disordini: le multe potranno andare da 500 a 10mila euro e, nel caso dei minorenni, essere recapitate direttamente ai genitori.

Duomo, Porta Venezia e Gae Aulenti: controlli rafforzati

Il dispositivo non riguarderà soltanto piazza Duomo. Polizia e carabinieri, affiancati anche da circa 300 agenti della Polizia locale, saranno impegnati per evitare raduni e assembramenti nelle aree maggiormente esposte. Tra le zone interessate figurano, oltre al Duomo, Porta Venezia, corso Buenos Aires, Gae Aulenti e piazza Castello. Chi dovesse opporre resistenza o mettere in atto azioni di disturbo potrà essere identificato e successivamente sanzionato.

Massima attenzione anche alle manifestazioni già annunciate o ipotizzate. Per il corteo anarchico previsto da tempo per sabato pomeriggio, da piazza Conciliazione al carcere di San Vittore, resta alta l’allerta per il rischio di possibili infiltrazioni negli eventuali incidenti che potrebbero verificarsi in centro. Un eventuale raduno di estrema destra all’Arco della Pace, circolato sui social, non sarebbe invece autorizzato.

I commercianti: “Sabato è un’incognita”

A preoccupare non sono soltanto le forze dell’ordine. Nel centro di Milano cresce l’apprensione tra commercianti e ristoratori, che temono un nuovo weekend di violenze dopo quanto accaduto nei giorni scorsi. Tarcisio De Bacco, titolare dello storico Biffi in Galleria, racconta di una situazione di forte preoccupazione: dopo gli episodi di violenza, il locale avrebbe registrato circa il 50% di disdette, con clienti stranieri che chiedono informazioni su quanto sta accadendo in città.

Anche altri esercizi del centro si stanno preparando al weekend con misure di sicurezza aggiuntive. Al ristorante Charleston, per esempio, è previsto un rafforzamento della vigilanza, mentre diversi locali segnalano una riduzione delle prenotazioni. Il timore è che la ripetizione degli scontri possa avere conseguenze non soltanto sulla sicurezza, ma anche sull’immagine internazionale e sull’attività economica della città. “Sabato è un’incognita” è il sentimento che accomuna molti esercenti: la maggior parte ha scelto di restare aperta, ma con la consapevolezza di trovarsi davanti a un weekend ad alta tensione.

Milano si prepara a un altro weekend ad alta tensione

Dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre, dunque, Milano si prepara a un fine settimana nel quale il dispositivo di sicurezza sarà significativamente rafforzato. 500 parà della Folgore, controlli nelle stazioni, pattugliamenti nelle zone sensibili e verifiche sui gruppi di minorenni sono alcuni degli elementi della strategia preventiva.

Sul fronte politico, Salvini punta sulla presenza dei militari come misura di presidio della città, mentre sul territorio cresce la preoccupazione di chi lavora e vive nelle zone interessate. Il vero banco di prova sarà ora il weekend: l’obiettivo delle autorità è evitare che le tensioni annunciate sui social possano tradursi in una nuova notte di violenze nel centro di Milano.

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