Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Milano Fashion Week, la città torna capitale della moda: Prada apre la settimana delle grandi firme

Milano Fashion Week, la città torna capitale della moda: Prada apre la settimana delle grandi firme

Dalla vigilia di ieri al debutto delle sfilate di oggi: Milano accoglie buyer, stampa e celebrità. In calendario Prada, Fendi, Gucci, Dolce&Gabbana, Armani e Bottega Veneta

Milano Fashion Week, la città torna capitale della moda: Prada apre la settimana delle grandi firme

Milano si è svegliata questa mattina con un ritmo diverso. Auto nere davanti agli alberghi, troupe fotografiche agli angoli delle strade, modelle in movimento tra un fitting e l’altro e locali del centro già occupati da buyer, giornalisti e addetti ai lavori. È iniziata ufficialmente la Milano Fashion Week dedicata alle collezioni donna, con alcune proposte uomo, in programma fino a lunedì 28 settembre.

Già ieri, nella giornata di vigilia, la città aveva cominciato a cambiare volto. Negli showroom si sono susseguiti gli ultimi appuntamenti, mentre sartorie, uffici stampa e agenzie hanno lavorato fino a tarda sera per completare fitting, casting e allestimenti. Nei grandi hotel del centro sono arrivati ospiti internazionali, influencer e rappresentanti dei principali department store mondiali.

Al via la settimana della moda e gli appuntamenti più attesi

Oggi si entra nel vivo. L’apertura del Fashion Hub della Camera Nazionale della Moda Italiana precede il primo appuntamento davvero atteso della settimana: alle 14 Prada presenta la nuova collezione in via Lorenzini. Un debutto che, come sempre, va ben oltre la passerella. Ogni sfilata di Miuccia Prada e Raf Simons diventa infatti un’analisi del presente, un laboratorio nel quale la moda prova a interpretare trasformazioni sociali, inquietudini e desideri.

Nel pomeriggio sarà la volta di Dhruv Kapoor, Diesel, J. Salinas e Venerdì Pomeriggio. Diesel, in particolare, resta uno degli appuntamenti più osservati per la capacità di trasformare la sfilata in uno spettacolo aperto a una nuova generazione di consumatori. La prima giornata sarà accompagnata anche da Vogue World: Milano, evento destinato ad amplificare ulteriormente l’attenzione internazionale sulla città.

Ma sarà da domani che il calendario inizierà a mostrare tutta la sua potenza. Mercoledì sfileranno Luisa Beccaria, Jil Sander, Daniela Gregis, Antonio Marras, Fendi, Vivetta, Missoni, Maison Margiela ed Etro. Una giornata che racchiude anime molto diverse della moda italiana: dalla femminilità romantica di Luisa Beccaria alla ricerca concettuale di Jil Sander, dalla teatralità mediterranea di Antonio Marras alla solidità internazionale di Fendi.

Giovedì toccherà a Max Mara, Genny, Phan Dang Hoang, Anteprima, Marni, Francesco Murano, Alberta Ferretti e Roberto Cavalli. Venerdì sarà invece una delle giornate più dense e mediaticamente rilevanti, con Tod’s, Sportmax, Blumarine, Gucci, Elisabetta Franchi, Moschino e Luisa Spagnoli.

Sabato arriverà un’altra concentrazione di grandi nomi: Ermanno Scervino, Ferragamo, Dolce&Gabbana, MSGM, Laura Biagiotti, Marco Rambaldi, Bottega Veneta e Philipp Plein. Domenica, infine, sarà dominata dall’attesa per Giorgio Armani, prima della chiusura digitale di lunedì.

Milano Fashion Week: molto più di una settimana di abiti

Quella che prende il via oggi non è soltanto una settimana di abiti. La Milano Fashion Week rappresenta uno dei più importanti motori economici e reputazionali della città. Moda, ospitalità, ristorazione, trasporti, eventi, comunicazione e servizi vengono coinvolti in una macchina che genera lavoro e visibilità internazionale.

Milano si riempie, i prezzi degli alberghi salgono e le prenotazioni nei ristoranti si moltiplicano. Anche i quartieri esterni al tradizionale Quadrilatero diventano protagonisti: da via Tortona a Porta Romana, da via Padova agli spazi industriali riconvertiti, la moda occupa l’intera geografia urbana.

Questa edizione si apre però in un momento complesso per il settore del lusso. Il rallentamento dei consumi in Cina, la prudenza del mercato americano, le tensioni internazionali e l’aumento dei costi stanno mettendo sotto pressione numerosi gruppi. Dopo anni di rincorsa ai prezzi e ai margini, molte maison devono tornare a interrogarsi sul valore reale del prodotto, sulla creatività e sul rapporto con i clienti.

Le passerelle milanesi saranno quindi osservate anche come un test economico. I grandi marchi dovranno dimostrare di saper ritrovare desiderabilità senza affidarsi esclusivamente alla forza del logo. I brand emergenti, invece, dovranno affrontare costi sempre più elevati e una distribuzione diventata selettiva e difficile.

La vera sfida sarà conciliare spettacolo e concretezza. Le immagini delle sfilate viaggeranno in pochi secondi sui social di tutto il mondo, ma il successo delle collezioni si misurerà nei mesi successivi, negli ordini dei buyer e nelle scelte dei consumatori.

Da oggi Milano torna dunque a essere la capitale mondiale della moda. Per una settimana ogni cortile può trasformarsi in una passerella, ogni palazzo in una scenografia e ogni strada in un set fotografico. Dietro il glamour, tuttavia, si gioca una partita industriale decisiva per uno dei settori più importanti del Made in Italy.