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Milano, il mattone continua a correre: prezzi di vendita +2,6%. Ma frenano gli affitti

Nel primo semestre 2026 il capoluogo lombardo resta la città più cara d’Italia. Per acquistare servono in media 5.675 euro al metro quadro, per affittare 22,3 euro. L’accessibilità resta molto bassa soprattutto per i nuclei monoreddito

Milano, il mattone continua a correre: prezzi di vendita +2,6%. Ma frenano gli affitti

Nel primo semestre del 2026 il mercato immobiliare milanese continua a muoversi su due velocità. I prezzi di vendita proseguono la loro crescita, con un aumento medio del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i canoni di locazione registrano una lieve flessione dello 0,9%, interrompendo almeno temporaneamente una lunga fase di rialzi. Milano si conferma comunque la città più cara d’Italia sia per chi compra sia per chi affitta. Il prezzo medio richiesto per un’abitazione si attesta a 5.675 euro al metro quadro, mentre sul fronte delle locazioni la media è di 22,3 euro al metro quadro. È quanto emerge dal Market Monitor relativo al primo semestre 2026 elaborato da Immobiliare.it Insights, società specializzata in analisi di mercato e data intelligence del gruppo Immobiliare.it.

Nel 2027 attesi nuovi rialzi

La frenata degli affitti potrebbe però essere solo temporanea. Le previsioni per la prima metà del 2027 indicano infatti una nuova crescita dei canoni di locazione, stimata al 4,3%, mentre i prezzi di vendita dovrebbero aumentare di un ulteriore 2,9%. Il quadro resta quindi quello di un mercato caratterizzato da valori molto elevati, con conseguenze dirette sulla possibilità per famiglie e singoli di trovare una casa economicamente sostenibile.

Cala la pressione della domanda, cresce l’offerta

Sul fronte delle compravendite, Milano mostra una dinamica diversa rispetto a molte altre grandi città. La pressione media della domanda sui singoli annunci è diminuita del 7,6% rispetto a dodici mesi prima, mentre l’offerta è aumentata del 5,8%. L’incremento dello stock disponibile amplia dunque la scelta per i potenziali acquirenti, anche se non si traduce per ora in un calo dei prezzi. Una dinamica analoga emerge nel mercato degli affitti. La pressione della domanda diminuisce del 3,9%, mentre l’offerta di abitazioni disponibili cresce di circa il 24%.

Casa sempre meno accessibile per chi vive con un solo reddito

Il vero nodo resta però quello dell’accessibilità economica. Milano si conferma tra i centri italiani dove acquistare o affittare una casa è più difficile, soprattutto per chi può contare su un solo reddito. Nel mercato delle compravendite, un nucleo monoreddito può permettersi appena il 6,2% degli immobili presenti sul mercato. Per una famiglia con due redditi la quota sale a circa il 39%, restando comunque inferiore alla metà dell’offerta complessiva. Ancora più complicato il quadro degli affitti per chi vive da solo: soltanto poco più del 4% delle abitazioni disponibili rientra nei parametri di sostenibilità economica. Per i nuclei con due redditi, invece, la quota sale oltre il 57%. Rispetto allo scorso anno, l’accessibilità per le famiglie bireddito è peggiorata di due punti percentuali sul fronte dell’acquisto, mentre è migliorata di 3,8 punti nelle locazioni.

Quasi 13mila compravendite in sei mesi

Nonostante i prezzi elevati, il mercato delle compravendite mostra segnali di ripresa. Nei primi sei mesi del 2026 a Milano sono state registrate circa 12.931 transazioni residenziali normalizzate, per un fatturato stimato in 5,557 miliardi di euro. Il valore cresce del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e segnala una ripresa delle transazioni dopo il rallentamento registrato nei primi semestri del 2023 e del 2024. Il quadro che emerge è dunque quello di un mercato ancora dinamico e capace di generare volumi importanti, ma con una distanza crescente tra i valori immobiliari e la capacità di spesa, soprattutto per single e famiglie con un solo reddito.