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Milano, in due la violentano alla Stazione Centrale: arrestati

Gli agenti del commissariato Monza hanno arrestato due uomini di nazionalita' romena, M.S. di 32 anni e S.L.C. di 34, ritenuti responsabili di violenza sessuale su una connazionale ventenne, avvenuta a febbraio. Secondo le ricostruzioni degli investigatori i due avevano agganciato la ragazza alla Stazione Centrale di Milano e, approfittando del ritardo del suo fidanzato, si erano offerti per darle un passaggio. Ma invece di accompagnarla a casa l'hanno portata in un casale e poi in un appartamento, dove l'hanno violentata ripetutamente. I due stupratori sono recidivi: almeno uno di loro ha precedenti specifici.

L'incubo della 20enne scatta la sera del 15 febbraio: la ragazza, di origine romena, arriva alla Stazione Centrale di Milano intorno alle 22:40 su un treno proveniente da Verona. Sta andando incontro al suo fidanzato, un concittadino della stessa eta' col quale ha avuto una breve relazione in patria e vuole riallacciare i rapporti. I due, lei baby sitter lui operaio in provincia di Piacenza, hanno capito di voler tornare insieme, anche se lei e' in Italia da pochi mesi e parla pochissimo la lingua. Ma il 20enne ha un contrattempo, accumula un ritardo di oltre tre ore, e quando arriva a Milano non c'e' traccia della fidanzata. La ragazza, a quell'ora, e' gia' sprofondata nella violenza. Alla stazione infatti la giovane incrocia due connazionali che l'hanno aiutata con la sua scarsa conoscenza dell'italiano e si sono offerti di darle un passaggio. Una volta salita sull'auto, pero', la vittima viene immobilizzata e condotta in un casolare abbandonato dalle parti di San Fruttuoso, a Monza, un luogo dalle condizioni igieniche disumane per usare le parole degli investigatori, dove i due la minacciano e la picchiano con dei bastoni e la violentano per tutta la notte. La mattina dopo la ragazza e' lacera, sconvolta. Uno dei due si offre di riaccompagnarla alla stazione, ma la porta invece in un container poco distante, dove la sottopone a un altro pomeriggio di sevizie e violenze. La vittima arrivera' solo la sera del 16 febbraio a Milano, dove il fidanzato e un'amica la cercano da 24 ore. La ragazza si confida, denuncia l'accaduto alla Polfer, nonostante l'indicibile violenza che ha subito riesce a fornire una descrizione approfondita dei luoghi dello stupro e degli stupratori. Tratti somatici, segni particolari, e soprattutto i tatuaggi: due delfini il primo, una donna nuda e la scritta Urasc Femeile Perverse ('Odio le donne perverse' in romeno). Le indagini del commissariato di Monza si concentrano sulla zona del casolare abbandonato, sulla Sim card della vittima e sui personaggi che frequentano il circondario. Per il primo stupratore le manette scattano il 7 marzo: si tratta di Marian Scarlat, romeno di 32 anni senza fissa dimora e precedenti per reati contro il patrimonio. Il suo complice, considerato molto piu' pericoloso, e' sparito dalla circolazione da settimane, gli investigatori sospettano che dopo un tentativo di fuga in Francia sia stato arrestato dalle autorita' transalpine. Il cellulare della seconda belva torna attivo l'8 marzo al confine di Stato, a Ventimiglia. Quando l'uomo scende dal treno alla Stazione Centrale, gli agenti sono li' ad aspettarlo. Si tratta di Silvian Luci Cristescu, 30 anni, anche lui con precedenti per reati contro il patrimonio. E' lui l'uomo che odia le donne perverse e ha architettato il rapimento e lo stupro della ventenne, 24 ore che secondo gli investigatori avranno per sempre ripercussioni sulla vittima. Le belve sono finite dietro le sbarre, ma secondo gli inquirenti potrebbero aver colpito anche altre donne.

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