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Milano
Pinocchio/Un Paese povero con magistrati ancora più poveri (di buon senso)

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C'era una volta un paese povero. Non solo povero di soldi, povero economicamente. Ma povero dentro, povero di umanità e anche un po' di intelligenza. Questo Paese povero è l'Italia e Milano non fa eccezione. A confermarmi in questa idea è stata una notizia che arriva da Genova. I giudici di un tribunale (che per questo, secondo me, dovrebbero essere messi alla gogna pubblica con nomi e cognomi) hanno deciso di infliggere una pena di sei mesi di reclusione a carico di un senzatetto che 4 anni fa rubò qualcosa da mangiare in un supermercato genovese. Volete sapere che cosa? Una confenzione di wurstel e un pezzo di formaggio. E dire che l'accusa aveva anche chiesto di derubricare il reato, di renderlo una cosa da poco, senza conseguenze. In fondo, si tratta di un clochard. Ma niente: i giudici hanno deciso questo. E non è la prima volta che succede. Perché a gennaio un giudice aveva accolto l'istanza dei legali di un supermercato che si sentivano gravemente lesi dal furto di una scatola di cioccolatini del costo di 8 euro. Ovviamente il processo è costato infinitamente di più, ma almeno il supermercato è contento.

Questi due casi mi hanno riportato alla mente un fatto successo proprio a Milano. E' una storia tristissima. La signora Angela a giugno 2012 ruba un pacchetto di tic tac da un supermarket. Il direttore le corre dietro, scatena la caccia alla ladra, che viene fermata da un agente che racconta così la scena: "Dal vestiario ho capito subito che non si trattava di una benestante. Le ho spiegato cosa prevede la legge e poi le ho chiesto quanto pigliasse di pensione. Lei, nascondendosi dietro il mio collega, mi ha risposto 320 euro. E poi, chiamandomi 'figlio mio', ha aggiunto: 'Io le tasse le ho sempre pagate'". Alla fine della favola, che è reale, l'agente tira fuori lui i soldi per darli al direttore del supermarket. Un lieto fine? Mica tanto, per me. Avrei preferito che si fosse levato la cinghia e gli avesse dato due bei colpi, a quell'essere senza cuore. E un altro paio di cinghiate ci vorrebbe che qualcuno le desse a quei giudici che applicano sì la legge, ma nel frattempo non attaccano il cervello.

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