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 "Noi abbiamo avuto la rassicurazione del governo e dei ministri competenti - ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia - che sarebbe stata data ai Comuni l'Imu che hanno approvato nei loro bilanci''. Da qui il sindaco di Milano ha concluso il suo ragionamento secondo il quale ''se così non fosse, come Comune dovremmo sfiduciare noi il governo: ma per ora - ha concluso - abbiamo ancora fiducia''.

"Se il governo non manterrà gli impegni sull’Imu ci troveremo di fronte a una rottura istituzionale estremamente grave. In caso non ci fosse l’intera copertura del mancato introito Imu noi sfiduceremo il governo".

Il momento è delicato: se il governo non dovesse rimborsare i Comuni degli aumenti dell’Imu sulla prima casa nel 2013, Milano si troverebbe in una situazione a dir poco paradossale. Le entrate sono state inserite nel bilancio di previsione del 2013. Non solo. Parte degli aumenti sulla prima casa (dallo 0,4 allo 0,6 per cento pari a 110 milioni di euro) sono stati usati per innalzare la quota di esenzione dell’Irpef e per garantire le fasce più deboli. Se non dovesse arrivare il rimborso statale a pagare saranno i milanesi. Con un ulteriore paradosso: che molti cittadini si troveranno a pagare un’Imu superiore al 2012. Il motivo? Non ci sono più le detrazioni.

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