«Adesso capisco anche il dialetto lombardo. Mi dicono che parlo come i varesotti». Nertila scoppia a ridere mentre lo racconta. Ha 38 anni, è arrivata dall’Albania nel 2008 e oggi, dopo quasi diciotto anni trascorsi in Italia, si sente parte integrante della comunità in cui vive. Varese è diventata casa sua: qui sono nati i suoi figli, ha costruito le sue amicizie e i suoi affetti. E sempre qui lavora ogni giorno come assistente familiare grazie all’opportunità trovata attraverso Family Care, Agenzia per il Lavoro specializzata nell’assistenza alla persona.
La sua è una storia fatta di lavoro, determinazione e voglia di costruirsi un futuro. Quando è arrivata in Italia, Nertila aveva appena vent’anni. Aveva raggiunto il marito, che già viveva nel Paese. L’italiano lo capiva abbastanza bene grazie ai programmi televisivi che seguiva fin da bambina in Albania, ma parlare era un’altra cosa. «Capivo quello che mi dicevano – spiega -, ma quando dovevo rispondere mi vergognavo e facevo fatica. All’inizio è stata davvero dura».
I primi anni sono stati un continuo adattamento. Nertila ha accettato diversi lavori: pulizie nelle abitazioni private, assistenza agli anziani, qualche stagione come lavapiatti, un’esperienza alle Poste. Occupazioni diverse, spesso temporanee, che le hanno però permesso di imparare la lingua, conoscere le persone e muovere i primi passi in una realtà completamente nuova. Non sempre, però, le cose sono andate come sperava. «Mi è capitato di perdere il lavoro da un giorno all’altro. La signora che assistevo era stata trasferita in una struttura e nessuno mi aveva avvisata. Mi sono ritrovata senza lavoro all’improvviso». Un momento complicato, che però si è trasformato in un’opportunità. Dopo aver inviato candidature, Nertila si è imbattuta in Family Care.
«Avevo trovato l’agenzia su Facebook – racconta -. Ricordo ancora quella giornata: la mattina ero passata in filiale e poche ore dopo mi hanno chiamata per propormi un lavoro. Ero andata ovunque, ma nessuno mi aveva ricontattata. Loro sì». Da allora il rapporto è proseguito. Dal 2024 lavora con Family Care e oggi segue tre persone: una signora di 92 anni al mattino, un’altra donna di 80 anni nel pomeriggio e un uomo di 58 anni con disabilità.
Le sue giornate scorrono tra assistenza e cura: aiuta le persone ad alzarsi dal letto, a vestirsi, a lavarsi, prepara i pasti, accompagna chi ne ha bisogno nelle attività quotidiane, fa la spesa e riordina la casa. Un lavoro che richiede attenzione e responsabilità: «Dico sempre che faccio un lavoro semplice, ma in realtà non lo è per niente. Devi avere pazienza, capire le persone, rispettare i loro tempi. Con il tempo diventi parte della loro vita e loro della tua». Anche grazie a questo lavoro, Nertila ha imparato a conoscere meglio l’Italia. Non soltanto la lingua, ma anche le abitudini delle famiglie che ha incontrato lungo il suo percorso. «Mi piace cucinare e ormai preparo tanti piatti italiani. Ho imparato dalle persone che ho assistito e dalle famiglie che ho conosciuto».
Ed è proprio il rapporto con le persone l’aspetto che considera ancora più prezioso della sua esperienza. «Più persone conosci e più impari. Ci sono cose che all’inizio non capivo, oggi invece mi sembrano normali. E poi ormai capisco anche il dialetto. A volte mi dicono che parlo come una persona nata qui». I suoi figli sono nati e cresciuti in Italia. Nertila, invece, aspetta ancora di ottenere la cittadinanza, un obiettivo a cui tiene molto. «Spero di averla presto. Ci arriverò con le mie forze. Qualcuno mi dice che sposando un italiano farei prima, ma io voglio ottenerla da sola».
Oggi accanto a lei c’è un nuovo compagno, italiano, e una vita che sente profondamente sua. Tornare indietro non è nei suoi piani. «La mia vita è qui. I miei figli sono qui. Il mio compagno è qui. Non penso di tornare in Albania». In questo percorso Family Care ha rappresentato molto più di un semplice datore di lavoro. «Per me sono un punto di riferimento – spiega infatti -. Se ho bisogno di qualcosa rispondono sempre. Posso scrivere anche di sabato e trovo qualcuno disponibile ad aiutarmi. Questa presenza per chi lavora come noi conta tantissimo».
Parole che raccontano il valore di un settore spesso invisibile ma essenziale per migliaia di famiglie italiane. Dietro ogni assistente familiare c’è una storia di coraggio, adattamento e dedizione. Quella di Nertila è una di queste: una donna partita dall’Albania con poche certezze, diventata negli anni una presenza indispensabile per le persone che assiste e una cittadina ormai profondamente legata al territorio che l’ha accolta.

