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Milano

 

Prostituzione a Milano, la mappa cult

mappa prostituzione milano

 

A Milano gira come un piccolo cimelio, tra bar e locali. E' la "grande mappa della prostituzione a Milano", e riporta tutte le vie delle squillo. Dalla Galleria a via Tito Livio, da viale Abruzzi a piazza Duomo, ecco - quando l'Italia tollerava - dove i milanesi andavano a "divertirsi". Una realtà che riporta agli anni eroici ed erotici del mitico Giancarlo Fusco, grande chansonnier della vita notturna e dei night. Ma oggi è cambiato tutto: dalle escort alle milf, le descrizioni si fanno più esplicite. E il sesso a pagamento corre sul web...

In via Eustachi "Polpetta" è un'istituzione, un punto di riferimento per un'umanità variegata, un'oasi in una città che va sempre più di fretta, in cui si rifugia sia quella fauna giovanile di creativi che in quest'accogliente enoteca trova buona musica e atmosfere d'altri tempi, sia un pubblico adulto, composto anche da tanti "vip" della città (tra cui Forattini), in cerca di un bicchiere di ottimo vino.

Qui il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino ha incontrato il simpatico Giordano Rossi, detto "Polpetta" (il soprannome glielo diedero gli amici negli anni '50), proprietario dell'omonimo locale, e soprattutto fonte inesauribile di aneddoti e storie di una Milano che non c'è più... Come quella delle prostitute, che negli anni '50, '60 e '70 si trovavano in ogni angolo della città, dalla periferia alla centralissima Piazza San Babila, "dove c'erano quelle di categoria superiore. Le più belle e costose. Lì trovavi la vera 'qualità del servizio'... Ma le più costose erano sedute nell'elegante bar Mario, che oggi non esiste più, e che si trovava in via Montenapoleone", ricorda Giordano.  "A quei tempi per noi giovani era molto più complicato incontrare le ragazze che poi sarebbero diventate le nostre mogli. E così andavamo da queste donne, che ricordo ancora come fosse ieri. Il piacere, insomma, dovevamo comprarcelo...".

Il racconto di "Polpetta" rappresenta un documento storico straordinario. Come straordinaria è la "mappa della prostituzione" a Milano che un amico di Giordano ha trovato in un mercatino (vedi l'approfondimento nel box a destra, ndr) e che "Polpetta" spiega nei dettagli a Perrino durante la video-intervista. "Tra gli anni '50 e '70 le prostitute erano italiane. Molte venivano dal Sud. Di straniere non se ne trovavano. Certo, ognuna aveva il suo 'pappone'...".

Sentendo parlare l'auto-ironico "Polpetta", ci si immagina in uno dei tanti film "poliziotteschi" girati a Milano nella prima parte degli anni '70, in cui le figure della prostituta e del "pappone" non mancavano mai. E ovviamente non mancavano i night, dove si ritrovava la malavita locale...

Tornando a questa mappa unica nel suo genere, le prostitute vengono classificate per categorie: ci sono le "sbarbine", le "ventanni" (sic) , e quelle di età indefinita. E le discoteche dove trovarle, le balere, i bar... Nei ricordi di "Polpetta" non mancano episodi divertenti: "Era una Milano gaudente, ancora allegra". E poi c'era "il servizio più economico", la masturbazione, che si praticava "in certi cinema, come il 'Giardini' (in zona Porta Venezia)...". Quello era un "sesso senza precauzioni, i preservativi non c'erano". Nel casello di Porta Venezia, però, "c'era un ambulatorio in cui noi ragazzi ci facevano controllare le parti intime".

Nell'intervista con Perrino, Polpetta non parla solo della prostituzione nella Milano che fu (la nostra "iniziazione"). Ma anche di com'è cambiato il mondo dei bar e nei locali in una città come Milano: "Una volta gli happy hour non esistevano. La moda è arrivata negli anni '90, grazie a un valtellinese...".

 

polpetta

GUARDA L'I-PERR VIDEO INTERVISTA DALLE ATMOSFERE "JANNACCIANE"

 

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