Imprenditori, leader del terzo settore, grandi interpreti dell’associazionismo e del civismo. Persone impegnate a costruire qualcosa di significativo. Protagonisti. A Milano, in Lombardia, in Italia. Su Affaritaliani.it Milano una rubrica dedicata al racconto di donne e uomini che con le loro iniziative, le imprese, la loro visione, forgiano quotidianamente la nostra realtà. A curare questo spazio, Mario Furlan: fondatore dei City Angels, ma anche attivista, giornalista, scrittore, coach motivazionale. Insomma, uno che di protagonisti se ne intende eccome.
Il mercato globale dei clinical trial è in forte espansione e si prepara a superare, nei prossimi anni, la soglia dei 100 miliardi di euro, trainato da investimenti in ricerca, innovazione tecnologica e nuove esigenze cliniche. In questo scenario, Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione per la Ricerca Biomedica della Regione Lombardia, evidenzia il ruolo strategico di realtà come FRRB nel promuovere progetti ad alto impatto e rafforzare il legame tra ricerca preclinica e applicazione clinica. Dall’intelligenza artificiale agli organ-on-chip, dalla diagnosi precoce alla centralità del microbiota e della “whole person care”, il futuro della sperimentazione clinica appare sempre più orientato verso cure personalizzate, multidisciplinari e capaci di mettere al centro il benessere complessivo del paziente. L’INTERVISTA
Il mercato globale dei clinical trial sta letteralmente esplodendo, quali sono i numeri più interessanti in merito e che secondo lei è importante mettere in risalto?
Dettagli interessanti in merito giungono da una fonte autorevole quale Fortune Business Insights: nel solo 2025, l’asset di portata globale ha raggiunto quota 55 miliardi di euro e si prevede che, entro la fine dell’anno corrente, la cifra possa sfiorare i 60 miliardi. Ma non è tutto perché, stando al medesimo portale informativo, entro i prossimi 8 anni, il mercato mondiale supererà la soglia dei 100 miliardi con un incremento medio annuale composto pari al 7% nel corso del periodo preso in analisi. Entrando ancor più nel dettaglio della fonte citata in precedenza, risultano presenti dei dettagli di natura geografica piuttosto interessanti: il Nord America si presenta come leader dell’asset perché, già nel 2025, deteneva quasi il 44% dell’intera quota di mercato. Ma non è il solo ad emergere perché colossi globali come Giappone e Cina stanno scalando posizioni in questa speciale classifica. E all’interno della medesima graduatoria non manca l’Europa, il cui mercato è trainato da investimenti mirati che vengono effettuati con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica a 360° e, di conseguenza, anche uno dei pilastri della ricerca stessa come quello dei clinical trial.
Per quanto riguarda proprio il Vecchio Continente possiamo ritenerci fortunati in termini di ricerca e sviluppo perché ci sono realtà come FRRB che nascono con l’obiettivo di promuovere la ricerca e, di conseguenza, anche i progetti che presentano un focus prettamente clinico. Ci spieghi meglio questo punto con qualche dettaglio aggiuntivo.
Dal 2015 sosteniamo progetti di ricerca innovativi, interdisciplinari e ad alto impatto attraverso bandi competitivi regionali, nazionali ed europei. Vogliamo contribuire a migliorare la qualità di vita dei cittadini e rafforzare il sistema sanitario lombardo. Quello dei clinical trial è uno dei pilastri fondanti dell’incredibile universo della ricerca scientifica che, come buona parte dei settori operativi, è soggetto a continui cambiamenti dovuti, in particolar modo, all’applicazione delle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. In vista del futuro, per facilitare la creazione di nuove soluzioni all’avanguardia, sarà fondamentale rafforzare il dialogo tra ricerca preclinica e applicazione clinica.
Quello dei clinical trial è uno dei temi maggiormente discussi del momento, a tal punto da diventare oggetto di tavole rotonde e dibattiti. Conferma?
Assolutamente sì, proprio di recente ho avuto il grande onore e piacere di presenziare, in veste di discente all’evento congiunto 2nd SIO Europe & 12th International ARTOI Congress, arricchito da diverse sessioni formative sul tema, tra cui quello denominato “Preclinical and Clinical Research: Role and Significance”. A questo proposito, ci tengo a segnalare che, dietro all’organizzazione del Congresso appena citato, c’è un’altra realtà made in Italy del settore, ovveroFondazione Artoi, un’organizzazione multidisciplinare no-profit dedicata allo studio, alla divulgazione e all’applicazione di trattamenti oncologici incentrati sul paziente attraverso l’uso integrato di più azioni terapeutiche. La Fondazione si distingue per innumerevoli iniziative di spessore in campo clinico tra cui, ad esempio, il progetto “Synchro Levels”, applicato a favore di pazienti con neoplasia gastroenterica e polmonare, e il project “Cell Food”, utilizzato al fine di contrastare patologie polmone-testa/collo.
Restando sul Congresso a cui ha presenziato, quali saranno i trend che caratterizzeranno il futuro del settore dei clinical trial stando a quanto anticipato dagli esperti del settore?
Dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, fondamentale per accelerare lo sviluppo di farmaci e identificare nuove molecole terapeutiche, all’impiego di strumenti o innovazione all’avanguardia per diagnosticare precocemente masse tumorali attraverso un semplice esame del sangue fino alla crescente importanza del microbiota come elemento chiave nella risposta alle immunoterapie. Ma non è tutto perché, considerando l’ambito preso in analisi, risaltano, e lo faranno sempre più in vista dei prossimi anni, i cosiddetti sistemi“organ-on-chip”, vale a dire modelli biologici avanzati capaci di simulare il comportamento dei tumori e prevedere in modo sempre più accurato l’efficacia delle terapie. E ancora, una grande attenzione viene dedicata al concetto di “whole person care”: entrando più nel dettaglio, si tratta di un approccio integrato che considera il paziente nella sua totalità e che punta a rendere le cure oncologiche sempre più personalizzate, multidisciplinari e orientate al benessere complessivo della persona.

