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Sala, il sindaco-highlander: “Fisicamente stanco, ma voglio fare bene fino alla fine. Il futuro? Non voglio essere un peso”

Dal palco del Green & Blue Festival il sindaco riflette sul finale del mandato e sul proprio futuro politico: “Non pretendo un ruolo da senatore solo perché ho fatto il sindaco. Se potrò dare un contributo bene, altrimenti mi inventerò qualcosa”

Sala, il sindaco-highlander: “Fisicamente stanco, ma voglio fare bene fino alla fine. Il futuro? Non voglio essere un peso”
Giuseppe Sala

Giuseppe Sala guarda all’ultimo tratto del suo mandato con un misto di realismo, stanchezza e determinazione. Presentato sul palco del Green & Blue Festival come “il sindaco più longevo”, ha risposto con una battuta dal tono malinconico: “Se arrivo alla fine sì”. Una frase pronunciata nel giorno in cui su Milano pesa anche la nuova inchiesta sulle concessioni degli spazi in Galleria Vittorio Emanuele. Ma il sindaco, a margine del Festival, ha precisato che non si tratta di amarezza: piuttosto di prudenza. “L’amarezza è un sentimento che non può appartenermi se no non riuscirei a lavorare”, ha spiegato.

Sala: “Sono fisicamente stanco, ma le difficoltà mi motivano ancora di più”

Sala non nasconde la fatica accumulata in questi anni. “Sono evidentemente fisicamente stanco”, ha ammesso. Ma proprio di fronte alle difficoltà, ha aggiunto, la spinta ad andare avanti non si indebolisce: “In termini di motivazione, di fronte alle difficoltà, probabilmente la motivazione aumenta, non diminuisce”. Il sindaco rivendica così la volontà di chiudere il mandato senza tirare i remi in barca. “Voglio fare bene in quest’ultima fase”, ha detto. Una dichiarazione che suona anche come risposta al clima complicato che accompagna Palazzo Marino, tra dossier amministrativi, indagini, polemiche politiche e il lungo avvicinamento alle Comunali del 2027.

Sala sul suo futuro: “Non voglio essere un peso per nessuno”

Sul dopo Palazzo Marino, Sala non scioglie ancora la riserva. “Rispetto al mio futuro politico, chi lo sa. La situazione è difficile da interpretare”, ha spiegato. Poi una precisazione significativa: “Non mi sento obbligato e non voglio essere un peso per nessuno, non vorrei mai che nessuno possa immaginare: ecco, Sala ha fatto il sindaco, gli dobbiamo dare un ruolo da senatore”.

Il sindaco non esclude dunque di restare in politica, ma pone una condizione: che ci sia uno spazio reale per dare un contributo. A chi gli chiedeva se intenda continuare l’impegno pubblico una volta scaduto il mandato, ha risposto: “Sì, se ci sono le condizioni. Se si può dare un contributo bene, se non si può dare qualcosa mi inventerò“. Sala ha ammesso di non vedersi facilmente lontano da un ruolo attivo. “Faccio un po’ fatica a immaginarmi solo a casa o in bicicletta, anche se vorrei avere più tempo”, ha detto.

Da Expo a Palazzo Marino: “Rifarei ogni giorno questo tipo di vita”

Nel suo intervento ha ripercorso anche la lunga stagione iniziata prima di Palazzo Marino, con l’esperienza di Expo. “I cinque anni di Expo sono stati in termini di impegno molto molto significativi. Ho cominciato a fare il direttore generale del Comune nel gennaio 2009, finirò nella primavera del 2027”, ha ricordato. Il bilancio personale, nonostante la fatica, resta positivo. “È stato un grande impegno però, tornassi indietro, ogni singolo giorno rifarei questo tipo di vita, con la compiacenza di chi mi ha votato”, ha detto Sala. Poi una distinzione netta sul modo di intendere l’amministrazione pubblica: “È un lavoro, non è una missione. Missionaria è Maria Teresa di Calcutta“. Per il sindaco, chi ricopre un incarico pubblico deve vivere quel ruolo come un lavoro da svolgere con rigore: “Chi fa questo mestiere è un lavoro e lo deve fare con etica che è quella che gli deve appartenere”.