Due anelli, 71.500 posti a sedere, oltre 13mila dei quali riservati ai settori premium, e curve particolarmente ripide, ispirate al celebre “muro giallo” del Borussia Dortmund. Sono alcune delle caratteristiche del nuovo stadio di Milan e Inter che giovedì 29 ottobre sarà presentato in anteprima al Castello Sforzesco di Milano. Un appuntamento atteso per scoprire le prime immagini del progetto affidato agli studi degli architetti Norman Foster e David Manica, destinato a ridisegnare il futuro di San Siro.
Il nuovo impianto sorgerà accanto all’attuale Meazza, nell’area oggi occupata dai parcheggi e dal Parco dei Capitani. L’obiettivo dei due club è realizzare uno stadio moderno, capace di garantire maggiore visibilità e vicinanza al campo, ma anche di incrementare sensibilmente i ricavi commerciali attraverso hospitality, servizi e spazi premium. Il tutto all’interno di un intervento urbanistico dal valore complessivo superiore ai due miliardi di euro.
Come sarà il nuovo San Siro: due anelli, curve ripide e 13mila posti premium
Le prime indicazioni sul disegno dello stadio parlano di un impianto articolato su due anelli, una configurazione che richiama il Meazza precedente agli interventi realizzati per i Mondiali di Italia ’90. Particolare attenzione sarà riservata alle due curve, progettate per accentuare la vicinanza dei tifosi al terreno di gioco e ricreare un’atmosfera particolarmente intensa. Il modello di riferimento è quello del Westfalenstadion di Dortmund, celebre per la pendenza delle tribune e per l’impatto scenografico del suo settore più famoso.
La capienza complessiva sarà di 71.500 spettatori, con una quota di oltre 13mila posti premium, destinati a rappresentare una componente importante del nuovo modello economico dell’impianto. I progettisti starebbero inoltre lavorando per conservare, almeno nei richiami architettonici, alcuni elementi riconoscibili dell’identità storica di San Siro.
Non solo stadio: museo di Milan e Inter, negozi, hotel e una grande piazza
La trasformazione non si limiterà alla realizzazione della nuova arena. L’operazione coinvolgerà circa 281mila metri quadrati di territorio, con oltre 98mila metri quadrati di superficie lorda destinata alle nuove funzioni previste dal progetto. Accanto all’impianto sorgeranno uffici, alberghi, attività commerciali e servizi, con l’obiettivo di creare un distretto capace di vivere durante tutto l’anno e non soltanto in occasione delle partite.
Tra gli elementi più caratterizzanti del progetto figura un grande spazio comune dedicato a Milan e Inter: un museo delle due società affiancato da un megastore per la vendita di maglie e prodotti ufficiali. La struttura dovrebbe essere collocata sul lato orientale del nuovo stadio, nell’area oggi occupata dal Meazza.
Al centro del comparto è inoltre prevista una piazza destinata a ospitare eventi culturali, musicali e sportivi, pensata come nuovo luogo di aggregazione per il quartiere. Tra i riferimenti urbanistici citati nella documentazione progettuale figurano il Clos Layat Parc di Lione e la Ribeira das Naus di Lisbona. Un ruolo rilevante sarà riservato al verde pubblico, che secondo le previsioni dovrebbe interessare circa la metà dell’area riqualificata, con una progettazione paesaggistica affidata a Land.
Che fine farà il vecchio Meazza? Demolizione parziale e recupero di alcune strutture
Il destino dell’attuale stadio resta uno degli aspetti più discussi dell’intera operazione. Il progetto prevede la demolizione di gran parte del Meazza, ma non la sua completa cancellazione. Dovrebbero essere conservate e rifunzionalizzate alcune porzioni del secondo anello blu e della tribuna arancione, anche alla luce dei vincoli di tutela sullo storico impianto. Gli spazi superstiti saranno integrati nel nuovo distretto con funzioni sportive, commerciali e di servizio.
La trasformazione avverrà per fasi. L’attuale San Siro continuerà infatti a ospitare le partite di Milan e Inter durante la costruzione del nuovo stadio. Soltanto dopo l’entrata in funzione della nuova struttura inizierà la demolizione parziale del Meazza, prevista a partire dal 2031, mentre il completamento della riqualificazione complessiva è programmato entro il 2035.
Il cronoprogramma: cantieri nel 2027, nuovo stadio pronto nel 2031
La tabella di marcia dei club è particolarmente ambiziosa. L’obiettivo è completare le autorizzazioni entro l’estate del 2027 e avviare i lavori nella seconda metà dello stesso anno, per arrivare alla conclusione del nuovo stadio nel 2031. La scadenza è strettamente legata agli Europei di calcio del 2032, che saranno organizzati da Italia e Turchia. Milano punta a essere selezionata tra le cinque sedi italiane della competizione, candidando proprio il nuovo impianto, dal momento che l’attuale Meazza non soddisferebbe più numerosi requisiti richiesti dalla Uefa. Il piano prevede quindi circa quattro anni di lavori, con i due stadi destinati a convivere temporaneamente uno accanto all’altro.
Le incognite: ricorsi al Consiglio di Stato, inchiesta e valutazioni ambientali
Nonostante l’avanzamento della progettazione, il percorso resta condizionato da diversi interrogativi. Dopo la decisione del Tar che ha dichiarato inammissibili quattro ricorsi e respinto quello del consigliere comunale Enrico Fedrighini, la battaglia dei comitati contrari alla vendita dell’impianto non si è fermata. Il Consiglio di Stato ha infatti fissato per il 4 maggio 2027 l’udienza sulle delibere che hanno portato alla cessione dello stadio a Milan e Inter. Resta inoltre aperta l’inchiesta della Procura di Milano per turbativa d’asta relativa alle procedure di vendita dell’area.
Sul fronte amministrativo è in corso la Valutazione ambientale strategica del Piano attuativo. Tra i nodi emersi figurano le conseguenze delle demolizioni sulla qualità dell’aria, la gestione del traffico e dei trasporti pubblici, l’eventuale spostamento del capolinea del tram 16 e il futuro assetto del tunnel Patroclo. Osservazioni e richieste di approfondimento sono arrivate da diversi enti, tra cui Atm, Arpa, Ats e Regione Lombardia, mentre i comitati chiedono una valutazione complessiva anche degli effetti sanitari dell’intervento.
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