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Milano

"Il punto nodale per la Scala e' il nuovo sovtrintendente, ed e' in mano al cda, non al Comune. Personalmente penso che la Scala debba sviluppare un rapporto con le nuove forme di tecnologia e di diffusione. A Varese vengono fatte le dirette del Metropolitan di New York: bisogna attrezzarsi, a fronte di una progressiva dimoinuzione del contributo pubblico, con nuovi meccanismi commerciali che promuovano la cultura". Lo ha affermato l'assessore comunale alla cultura Filippo Del Corno stamani a radio popolare interpellato sul futuro del Teatro della Scala.

I SINDACATI - "La proclamazione di uno sciopero sulla recita del 7 aprile 2013, votato da un'esigua minoranza di lavoratori, ripropone la necessitÖ di aprire una discussione sulle regole della democrazia in Teatro. Come rappresentanti dei lavoratori di un'azienda di produzione culturale siamo per principio contrari alla proclamazione di scioperi che penalizzino quello che ß il più alto momento di finalizzazione del nostro lavoro: lo spettacolo. Riteniamo lo sciopero un atto autolesionista e controproducente che determina un grave danno economico e di immagine al Teatro, specie in un momento di grande difficoltÖ come l'attuale. Siamo altreså coscienti che il diritto di sciopero sia un diritto inalienabile, oltre che uno strumento importante nelle mani dei lavoratori. Proprio per questo riteniamo che l'abuso di questo strumento lo renda sempre meno credibile ed efficace. Le motivazioni di questo sciopero, poi, ci trovano in pieno disaccordo. Abbiamo la sensazione che si voglia di nuovo trascinare il Teatro in un'avventura come quella del 2005 che risulterebbe pericolosa e fuori dal tempo. Gli attuali assetti del Teatro sono quelli scaturiti da quella lunga e logorante vertenza e non ß pensabile che ciclicamente il sindacato si assuma l'improprio compito di scegliersi le controparti per poi "sconfessarle" se queste non rispondono alle solite, vecchie logiche consociative". E' quanto si legge in una nota diramata da Silvio Belleni, Segretario Fistel Cisl Milano,

"Non intendiamo partecipare al minuetto sui nomi del prossimo Sovrintendente, ne esercitare pressioni sulla base di quelle convenienze politiche o di lobby che troppo spesso hanno condizionato la vita del Teatro. Il sindacato su questa questione deve fare un passo indietro e lasciare a chi ß deputato a farlo, sindaco di Milano in testa, il compito di operare una scelta importante per il bene e per il futuro della Fondazione. Noi siamo pronti, come sempre, a confrontarci in piena autonomia sul merito, sui contenuti e sul progetto complessivo. Sulla scelta del nuovo Direttore Musicale crediamo che, in linea con le più importanti istituzioni musicali europee, debba essere tenuto in piena considerazione il pronunciamento dell'Orchestra. Sui nuovi assetti del Teatro l'invito ß ad operare in tempi brevissimi in modo da fare la dovuta chiarezza in merito alla programmazione dei prossimi anni. Riteniamo preoccupante, oltre che penalizzante, il mancato raggiungimento del pareggio di bilancio e la relativa decisione di dimezzare il premio di risultato, per questo pensiamo che sia necessario, oggi più che mai, l'attivazione di tutti gli strumenti possibili di partecipazione e di controllo da parte dei lavoratori nella gestione del Teatro. E' da troppi anni che chiediamo alla Fondazione di fornire ai sindacati informazioni sul bilancio, sui costi e sugli appalti, coså come prevedono gli accordi vigenti. La mancanza di trasparenza non può che incidere negativamente sul corretto andamento delle relazioni sindacali e sul rapporto fiduciario tra dirigenza e lavoratori".

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