Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala ha individuato questa mattina “un percorso” per la successione di Stephane Lissner, il sovrintendente che da settembre 2015 sara’ alla guida dell’Opera di Parigi. “C’e’ un percorso, non un nome”, ha spiegato Fiorenzo Tagliabue, uno dei consiglieri della Fondazione, lasciando la riunione dopo circa due ore e mezza.
Nessuna decisione sarebbe emersa dall’atteso cda in merito ai temi ‘caldi’ per il futuro della Scala, secondo le prime indicazioni: ne’ una tempistica definita per l’individuazione di chi prendera’ il posto di Lissner, ne’ una decisione formale sul ritorno alla divisione tra sovrintendente e direttore artistico, idea che sembra avere preso piede dopo l”anomalia’ del doppio incarico di Lissner. Non sarebbe stata risolta in consiglio neppure la questione dell’integrativo ai lavoratori: sulla base del bilancio 2012 si e’ deciso di dimezzare i 4 milioni destinati a quella voce della retribuzione ma i sindacati, che ieri hanno proclamato uno sciopero che ha fatto saltare la quarta replica del ‘Macbeth’, continuano a chiedere chiarezza sui numeri. Il cda si e’ riunito quasi al completo (assente il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli) e i consiglieri hanno lasciato l’incontro alla spicciolata; Pisapia ha evitato i giornalisti uscendo da una porta secondaria, mentre Lissner e’ rimasto in teatro. Non si e’ fatto vedere all’uscita neppure il vicepresidente, Bruno Ermolli, che fu decisivo nella scelta di Lissner. Dal cda era attesa almeno una rosa di ‘papabili’, ma al momento non ci sono indicazioni. Tra i candidati, si e’ parlato finora di Sergio Escobar, Umberto Angelini, Pierre Audi, Cristiano Chiarot, Peter Gelb e del finanziere Francesco Micheli.
