Di Roberto Caputo
Vicecapogruppo Pd in Provincia di Milano
Se avessi la maggioranza al Senato, o meglio, se avessi una bacchetta magica, o meglio ancora, perché non ho la maggioranza al Senato? E’ questa la domanda che ci dovremmo porre. Vedi caro Pier, io condivido in toto tutte le proposte di governo che tu, al posto di Bersani, faresti. Ovviamente, tranne lo scioglimento delle province, ma questa è una posizione scontata e di parte. Lo scenario ora è di tutt’altro tipo e, forse, dopo la delusione e l’amarezza del risultato elettorale, non l’abbiamo ancora metabolizzato. Il problema vero è che è cambiato letteralmente il mondo e noi, mentre questo succedeva, non ce ne siamo minimamente accorti. Come, d’altronde, non ci siamo resi conto di quello che il popolo lombardo avrebbe espresso. Bisogna ragionare in termini completamente nuovi. Non con i vecchi schemi, le vecchie metodologie che erano proprie della Prima e della Seconda Repubblica. Si tratta di mettere in campo, oltre ad alcune scelte ineludibili che ci chiede il paese, un nuovo modo di fare politica, ed oggi non siamo ancora attrezzati per farlo. Non c’è più tempo. Serve rapidamente fare un salto di qualità che ci possa permettere di essere interlocutori reali dei bisogni che oggi il nostro paese esprime con forza. Anche abbandonando la nostra sbandierata superiorità culturale che non ci è stata riconosciuta. E’ necessario mettere in campo una proposta forte che sbaragli e scompagini le condizioni attuali emerse dal risultato elettorale e vada aldilà dei nostri pregiudizi. Formule di un tempo andato non sarebbero comprensibili e ci porterebbero ad un inevitabile tracollo elettorale. Aldilà di Bersani è compito nostro riconoscere qual è il popolo attivo.
