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Sorpresa Pd, tutti dicono sì. Tranne la Chittò. Inside

Sorpresa Pd, tutti dicono sì. Tranne la Chittò. Inside
renzi pisapia

di Fabio Massa

Cari amici di Affari Italiani,

Caro Fabio Massa,

Vi leggo sempre con molto interesse perchè sapete sempre stimolare nei vostri lettori curiosità con quel tanto di pepe in più che vi distingue.

Stavolta però avete messo pepe sul piatto sbagliato. E posso assicurarvelo con assoluta certezza, visto che riguarda direttamente la mia persona: la notizia  della mia intenzione di passare al PD, da voi riportata oggi in un articolo,   è  infatti senza fondamento.

 Nè in pubblico, nè in privato ho manifestato tale intenzione. Il mio rapporto con il PD, e questo non è un mistero, e’ di collaborazione e competizione, come tanti altri impegnati nelle liste civiche. La mia coerente adesione al civismo parte dalla lista civica comunale Segrate Nostra che ho fondato quattro anni fa ed arriva alla partecipazione alle rete locale Cives e soprattutto al Patto Civico di Ambrosoli e alla Rete Civica Lombarda presieduta da Ambrosoli, di cui sono cofondatore e componente del direttivo.

Anche se dovessi provocare qualche rammarico tra i tanti amici che certamente ho tra i democratici milanesi, invito perciò Affari Italiani a dare evidenza a questa mia posizione.  Beninteso: restando a disposizione vostra e dei vostri lettori nel caso riteneste di approfondire la multiforme e innovativa composizione dell’attuale coalizione di centro-sinistra in Lombardia.

Paolo Micheli
Consigliere regionale
Gruppo Patto Civico

IL NO DELLA SINDACA/ Pietro Bussolati, prima di formare la segreteria, ha proceduto a una serie di consultazioni. Sindaci, persone di rilievo dei democratici milanesi, stimati professionisti. Ma soprattutto sindaci, che sono il trait d’union con i territori. Per questo, secondo quanto può riferire Affari, al di là della chiara appartenenza “cavicchioliana” (da Arianna Cavicchioli, competitor di Bussolati al congresso provinciale) il segretario renziano aveva deciso di proporle la delega all’Expo. Ma lei (pare consigliata anche dall’ex Oldrini) avrebbe risposto picche. La ragione? “Ho troppo da fare con la mia Sesto San Giovanni”.

IL SI DEL SINDACO/ Giuliano Pisapia, in un’intervista a Roberto Rho di Repubblica, non ha escluso la ricandidatura (anzi, l’ha di fatto preannunciata). La sua dichiarazione va a confermare, mettendoci il carico da undici, quanto aveva già affermato l’ideologo arancione Franco D’Alfonso: per completare l’opera ci vogliono dieci anni. Nel Pd c’è però già qualcuno che mugugna: pare una mossa per stoppare le polemiche sul nascere. Le voci però continuano a girare: se Renzi dovesse scegliere Pisapia per il posto di ministro della Giustizia, lui direbbe sì. E addio secondo mandato.

CAMPAGNA ACQUISTI/ Paolo Micheli dal Patto Civico. Ma anche Siria Trezzi sindaco di Cinisello. E Marco Cipriano, ex vicepresidente del consiglio regionale lombardo. Pare che – stando a rumors di Affari – da destra e da sinistra in tanti stiano pensando di entrare nel Pd. Alla faccia di chi pensava che con Renzi sarebbero scappati via tutti.

@FabioAMassa