Le tensioni esplose a Rozzano con la ronda non autorizzata organizzata da un centinaio di cittadini nella notte di giovedì 17 settembre hanno riaperto diversi interrogativi. La complessa convivenza nel popoloso quartiere popolare della città tra vecchi rozzanesi e nuovi inquilini di origine nordafricana è acuita dall’intensificarsi di episodi di criminalità, spesso legati allo spaccio. E qui si innesta una questione più specifica. A Rozzano nei primi cinque mesi del 2026 si sono registrati dodici arresti. Ma molte di queste persone erano di fatto di nuovo in libertà il giorno dopo.
Tra gli episodi ci sono due arresti per furto, entrambi convalidati, seguiti dalla scarcerazione dei soggetti coinvolti senza l’applicazione di ulteriori misure. Nel caso di un uomo arrestato perché trovato in possesso di un coltello, invece, dopo la convalida dell’arresto è stata disposta la scarcerazione con obbligo di firma. Altri episodi sono legati agli stupefacenti, ma anche in questi casi la dinamica si ripete. Un uomo arrestato con 25 dosi di cocaina ha visto convalidare l’arresto, seguito dalla scarcerazione con obbligo di firma. Altri due casi, riguardanti rispettivamente il possesso di 100 grammi di hashish e di 18 dosi di cocaina, gli arresti sono stati convalidati con successiva scarcerazione senza applicazione di misure interdittive. Anche per un uomo trovato con 15 dosi di cocaina l’arresto è stato convalidato, seguito dalla scarcerazione e divieto di dimora. La stessa dinamica si è verificata nel caso di una persona fermata con 35 dosi di cocaina.
Con il bisogno di sicurezza sempre più prioritario per il quartiere, questa dinamica alimenta l’interrogativo: Perché una persona arrestata può tornare in libertà anche dopo che l’arresto è stato convalidato? La risposta sta nella differenza tra convalida dell’arresto e applicazione di una misura cautelare. La prima consente di stabilire che l’arresto sia avvenuto in conformità della legge. Mentre per le misure cautelari serve che la valutazione di una giudice sui possibili presupposti per applicarle in base alla situazione a cui si fa riferimento. Per questo la convalida non significa automaticamente permanenza in carcere.
Sarebbe interessante poter visionare i singoli provvedimenti e comprendere i motivi del giudice a ritenere sufficiente la misura applicata o al non disporre nessuna. Oltre a voler indagare sui due casi sul divieto di dimora. Dove si applica esattamente il divieto? E, soprattutto, cosa è successo dopo? Sono stati effettuati controlli per verificare il rispetto della misura? I destinatari hanno effettivamente lasciato Rozzano? Sono domande rilevanti in un territorio nel quale, dopo le aggressioni e le ronde spontanee degli ultimi giorni, la richiesta di maggiore controllo da parte dei residenti è diventata sempre più forte.


