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Milano
Torre Isozaki, il landmark architettonico della nuova Milano
Torre Isozaki - Foto di Alessandro Muiesan
Andrea Maffei
Uno degli architetti italiani dalla vision più cosmopolita, culturalmente e biograficamente.
Dagli anni in Giappone fianco a fianco del Maestro Arata Isozaki, alla creazione della sua società di progettazione a Milano. Notissimo tra gli addetti ai lavori, è l’autore di progetti importanti e di grande visibilità mediatica: Nuova Stazione di Bologna,  Biblioteca Maranello, Palahockey di Torino, in assoluto la più riuscita tra tutte le infrastrutture olimpiche.

Milano è la città che meglio rappresenta il volto internazionale dell’Italia, paragonabile a Londra, Francoforte, Parigi. Al contrario di numerose città storiche italiane, la conformazione di Milano è più connotata da uno sviluppo successivo alla rivoluzione industriale. In tal senso progettare a Milano per Andrea Maffei -  che con l’archistar giapponese Arata Isozaki, ha disegnato la più alta delle Torri di CityLife e ora ne segue la direzione lavori – ha significato confrontarsi con l’aspetto più contemporaneo dell’Italia, fatto di fabbriche, metropolitane, cemento e acciaio.

“Nel nostro arcipelago di forme, abbiamo trovato interessante - continua Maffei - sviluppare l’idea di un grattacielo senza fine, una endless tower. Nell’aspirazione alla massima verticalità, risultava limitante scegliere una forma compiuta e conclusa ad una certa altezza ed abbiamo preferito applicare il concetto di un sistema modulare che si può ripetere all’infinito. Il modulo prescelto si compone di 6 piani per uffici, con una pianta molto stretta e allungata. La scelta di queste proporzioni è stata finalizzata a uno snellimento del volume per accentuarne la verticalità  L’edificio sarà alto 207 m per 50 piani e si affaccerà sulla nuova Piazza delle Tre Torri assieme agli altri due grattacieli di Daniel Libeskind e Zaha Hadid.

Andrea MaffeiAndrea Maffei
 

La facciata del modulo è composta da una doppia pelle in vetro di forma appena bombata verso l’esterno. La successione verticale dei moduli bombati crea una leggera sensazione di vibrazione del volume dell’edificio. I prospetti dei lati corti sono completamente vetrati e mostrano la macchinosità della serie di ascensori panoramici.

L'AVANZAMENTO DEI LAVORI
Ad oggi la Torre è arrivata al 49° piano in calcestruzzo e si prevede di terminare l’ultimo piano a fine luglio 2014. La costruzione ha proceduto nei tempi a partire dal settembre 2012 ed è progredita molto velocemente, gettando un piano alla settimana.
Le facciate sono caratterizzate da pannelli in vetro curvato a freddo che creano le grandi curvature dei moduli. Questa soluzione è stata ottenuta attraverso delle tecniche di cold-bending, ovvero di piegatura a freddo del vetro solo attraverso il suo incollaggio ai montanti in alluminio con un lato ricurvo.
Sono state montate le facciate di metà grattacielo e si prevede di terminarne la posa a novembre 2014.
Finora sono stati completati gli interni di circa venti piani.
Alle due estremità sono previsti ascensori panoramici di cui è stato già definito il design delle cabine, attualmente in produzione. Tre ascensori con pareti vetrate consentiranno di ammirare il paesaggio salendo verso la sommità del grattacielo. Il muoversi degli ascensori caratterizzerà la torre dandole l’effetto di edificio-macchina, un omaggio al futurismo milanese.

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