A- A+
Milano

 

 

primarie pd milano 27 gennaio

di Fabio Massa

 

Ultime frenetiche ore prima del congresso provinciale del Partito Democratico. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it le varie correnti stanno facendo la conta degli iscritti (perché tale è questo congresso: una conta) per capire vincenti e piazzati nella corsa verso la segreteria. Una corsa che - come aveva anticipato Affari fin dal fallimento delle trattive per un candidato unico - non vedrà un vincente con oltre il 50 per cento ma i candidati distribuiti su quote che possono variare da un massimo del 35 per cento a un minimo del 20. Quindi è inevitabile che i vari "capi" del Pd stiano valutando non solo la situazione attuale ma anche quella futura, tutta giocata sul ballottaggio e sulle trattative che seguiranno il voto di domani. Con qualche polemica dell'ultimo minuto a condire le strategie, ovviamente.

Quali sono dunque i ragionamenti che si fanno nei vari gruppi? Secondo le previsioni, Arianna Cavicchioli, sostenuta da Primavera Democratica, potrebbe arrivare prima a un'incollatura dal secondo. A questo punto, gli ex bersaniani potrebbero cercare l'accordo con Area Democratica, "scavalcando" di fatto i renziani. Questo, ovviamente, se la frattura tra renziani e Area Dem dovesse rivelarsi insanabile. In caso contrario, potrebbe definirsi addirittura uno scenario da candidatura unitaria, con un richiamo dei vertici nazionali a quelli locali affinché uomini di Franceschini e di Renzi collaborino. A questo punto, se Bussolati dovesse arrivare primo, sarebbe lui il candidato dietro al quale ci sarà l'alleanza con Censi e Cavicchioli. Viceversa, se dovesse essere Censi, lo schema si ripeterebbe con diverso segretario. Tuttavia ci sono anche i movimenti "centrifughi" rispetto a una candidatura unitaria, che riguardano anche l'area di Gentili. Una parte dei renziani, infatti, vorrebbe l'accordo con i civatiani che sostengono Gentili. E una parte dei cuperliani che sostengono Gentili vorrebbe l'accordo con i cuperliani che sostengono Cavicchioli. I sostenitori di Gentili duri e puri, invece, vorrebbero un cammino solitario anche se di minoranza. Insomma, una situazione molto confusa, che si definirà solo dopo la chiusura delle urne, sabato sera. Quel che pare certo è che il Partito Democratico milanese sta per partorire, con molta fatica, un topolino. Salvo accordi unitari dell'ultimora, infatti, l'esito finale di questo congresso sarà un ballottaggio che somiglierà più al mercato delle vacche che alla politica vera e partecipata, fatta sui territori. Inutile dire che a Palazzo Marino c'è già chi si frega le mani. Con un Pd ancor più debole, il via libera a qualunque iniziativa della giunta è garantito. Salvo poi dover gestire il malessere in vista delle prossime amministrative. Ma quella sarà un'altra storia.

@FabioAMassa

Tags:
pd congresso






A2A
A2A
i blog di affari
Incostituzionale l'indeducibilità dell'IMU per le imprese: ora i rimborsi
Matrimonio tra Pascale e Turci, l'altro significato...
di Maurizio De Caro
PROGETTI PER LE SCUOLE, CONTRO LA MIOPIA, FONDI PER CONSUMATORI
Boschiero Cinzia

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.