Italians do it better. Che gli Italiani abbiano una “marcia in più” rispetto ad altri popoli in ambito di moda e design è cosa risaputa. Quello slogan in inglese riportato sulla T-shirt indossata con orgoglio dalla cantante italo-americana Madonna nel video di Papa don’t preach a metà anni ’80, fece epoca. Ed è quasi superfluo sottolinearlo: anche a distanza di anni, gli italiani restano i più bravi per creatività. L’ennesima riprova arriva dalle ultime sfilate di alta moda romana che si sono tenute lo scorso fine settimana all’Eur, una due giorni di passerelle sostenuta da Confederazione Imprenditori Italiani in Europa, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Lazio, Assessorato ai Grandi Eventi,Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, CNA Federmoda, Fondazione Campagna Amica, Fondazione UniVerde,Coldiretti Donne, Terranostra Agriturismo e Ambiente.

Rome Fashion Show, l’alta moda al Salone delle Colonne
Luci spente sulle passerelle della terza edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture, altra kermesse romana che è seguita a quella della settimana precedente allestita sulla Terrazza del Pincio, proposta Roma Capitale e Regione Lazio. Oltre ottocento ospiti hanno affrontato gli oltre 40 gradi all’ombra del fine settimana per guadagnarsi il posto a sedere nel Salone delle Colonne all’Eur. L’idea dell’evento è del direttore creativo Steven G. Torrisi, un modo per coinvolgere stilisti nostrani e creativi del panorama fashion e moda provenienti dall’Estero.
Oltre ai trend, una riflessione su legalità e violenza
Ad aprire i lavori un talk tra professionisti, istituzioni, mondo della cultura, della giustizia e della comunicazione per promuovere una riflessione sui temi della legalità, della prevenzione della violenza, dell’educazione affettiva e del rispetto della persona, che è stato moderato dall’avvocato Bartolomeo Giordano. L’evento Rome Fashion Show #Haute Couture 2026 è stato trasmesso in diretta mondiale su MR TV Models Runway di Giancarlo Presutto.

Eco-sostenibilità, la proposta dei nuovi talenti
Sette le realtà del panorama della moda provenienti da tutta Europa presenti nella prima delle due giornate della kermesse. I nuovi talenti si sono dimostrati particolarmente attratti dal tema del rispetto dell’ambiente. Tra loro l’Accademia Viola, Paola Bignardi e Melagrana.

Tema ambientale per Coldiretti, con le capsule dei suoi designer. FTF Federica Tavian Ferrighi dal Veneto con il suo progetto RadicArti, un’azienda agricola nel cuore del Parco Regionale dei Colli che mira alla tutela, alla cura e alla bellezza del paesaggio coltivando la terra per estrarre colori naturali, olii essenziali, prodotti alimentari. Flavia Sbrolli dall’Umbria, con il suo marchio di abbigliamento: RUBERlab a cui ha affiancato Terre di Fulvio, un’azienda agricola che, oltre a produrre olio e confetture, coltiva piante tintorie e officinali, tra i progetti in corso c’è anche la sperimentazione dei pigmenti biologici nel settore alimentare. Candida Piscitelli dalla Campania, con il progetto My Flowers, ha proposto un obiettivo preciso: trasformare il materiale vegetale in una forma espressiva capace di raccontare emozioni e bellezza. Dalle Marche, Mattia Morbidoni ha condotto il pubblico nella riscoperta dell’affascinante mondo della seta: dall’allevamento dei bachi fino alla tessitura e alla realizzazione dei capi artigianali. Si è proseguito con le sculture da indossare di Concita Petralito, l’omaggio a Valentino Garavani da parte dell’Istituto Aniene, e le collezioni di Swiss Fashion Impulse e Scuola di Moda Lugano, entrambe impegnate nel sostegno dei giovani.

La nuova collezione di Saro Mattia Taranto, ha portato in scena la moda introspettiva, partendo da se stessi, mentre al Direttore della Fondazione UniVerde, Giuseppe Di Duca il compito di presentare il nuovo progetto, Re-Eco Fashion Award, che sarà il fiore all’occhiello della prossima edizione.
Le proposte della seconda giornata con gli stilisti affermati
La seconda giornata ha visto sfilare le creazione di Gianni Calignano – con la sua idea di contrasto tra luce e ombra, tra drappeggi, scollature audaci e applicazioni di pizzo – di Giovanni Cannistrà che ha rivisto le forme anni Cinquanta. Hanno ritrovato gli applausi già ricevuti nel corso della presentazione della scorsa settimana alla Terrazza del Pincio per l’evento Ensemble, gli stilisti Franco Ciambella – per la sua collezione Monochrome, abiti con collane scultura, gioielli monocromatici ton sur ton – Nino Lettieri, per la sua visione del bianco e nero, Michele Miglionico, che ha riproposto i volumi anni ’80, e Gian Paolo Zuccarello, che ha riproposto la capsule inedita della sua Poesia Siciliana, dove il nero è il leitmotiv assieme a dettagli scenografici, come i monumentali cappelli.

Paillettes, frange, cristalli scintillanti e colori accesi nella collezione dell’italo-americano Mario B.; pizzo e dettagli sartoriali nella collezione Aura di Pina Grasso; cristalli, fiori in organza, guanti per l’abito da sposa di Salvatore Pappacena.

Fibra di fico e iuta, la moda innovativa
La demi-couture 2026 di Pietro Paradiso utilizza la fibra di fico d’india trasformata in gioiello, i sacchi di iuta rivisitati in mantelle preziose che si annodano a mano come le vecchie frange della nobile fiandra, foderate di shantung indiano. L’evento si è chiuso con la stilista albanese Rezarta Skifteri che ha proposto trasparenze, colori pastello, oro, argento e nero, fiori, farfalle e pietre preziose.

