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Dalla Terrazza del Pincio alla Galleria d’Arte Moderna, l’ Alta Moda torna in città. Sperimentazioni, vecchi trend, investimenti. E si punta sui giovani

L’Alta Moda torna nella Capitale. Grandi eventi con parterre internazionale, le sfilate con vista sulla città di stilisti e accademie. Le Istituzioni investono risorse per i giovani talenti di Roma e Lazio

Dalla Terrazza del Pincio alla Galleria d’Arte Moderna, l’ Alta Moda torna in città. Sperimentazioni, vecchi trend, investimenti. E si punta sui giovani
La due giorni alla Terrazza del Pincio apre con i giovani talenti. Qui una creazione dei designer dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone

Giornate roventi a Roma, non solo per via del clima torrido. La moda scalda la città con eventi interazioni e passerelle. Prima a sfilare è la collezione firmata da Maria Grazia Chiuri per Fendi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, omaggio a Karl Lagerfeld, con mostra annessa allestita nelle sale dedicate ai grandi artisti tra Ottocento e Novecento. Nella passerella blindatissima, con vip nostrani e internazionali, sfilano kimono, mantelle e cappe impalpabili. Nelle stesse ore, andava in scena nel Tridente l’originale cocktail itinerante Opera Viva, pensato da Antonio Marras che ha trasformato la sua boutique a Via Condotti in un vivace palcoscenico dove i costumi originali di Amadeus – progettati dallo stilista – hanno preso vita tra il pubblico. 

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Le sperimentazioni di Antonio Martino nella collezione “Riflessi Notturni – PVC Couture”

La settimana si conclude con la “due giorni” alla Terrazza del Pincio, dove Roma si conferma lo scenario perfetto per Ensemble, la cui pronuncia corretta, on·som·bl, non sembra essere stata perfettamente recepita durante la presentazione. La quarta edizione della kermesse – organizzata dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dall’Assessorato allo Sviluppo economico, Artigianato, Industria della Regione Lazio per valorizzare formazione, creatività e manifattura – ha aperto con le accademie di formazione attive sul territorio e concluso con una lunga carrellata no-stop – ben due ore di fila – di stilisti. Una scommessa, quella di Ensemble, in gran parte vinta, anche se in molti hanno commentato: peccato per la scelta del nome, non sarebbe stato più identitario attingere dall’immenso patrimonio della lingua italiana, evitando di continuare ad offrire le soddisfazioni ai francesi come unici titolari della couture?

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Lo scatto finale dopo le sfilate romane, stilisti e modelle con i rappresentanti di Roma Capitale e Regione Lazio. Sullo sfondo, il Cupolone illuminato, visto dalla Terrazza del Pincio

La vista sul Cupolone al crepuscolo per il grande fashion show 

Rievocare l’Altaroma dei tempi d’oro – quella della settimana della moda romana che due volte l’anno attirava giornalisti, influencer e buyer, anche dall’Estero – non è un’operazione semplice, ma la strada imboccata dalle Istituzioni è sicuramente quella giusta. Finita, purtroppo, l’era di quelle cinque giornate (talvolta, sei), che bloccavano il centro nei due appuntamenti annuali – a fine gennaio, per la presentazione delle collezioni estive, ad inizio luglio, quelle invernali –  ci si può confortare su un’opportunità che potrebbe riportare la città al posto che merita. E’ vero: il fitto calendario di sfilate singole dei grandi sarti italiani ed internazionali non c’è, mancano le presentazioni di capsule in teatri e boutique dei talenti emergenti. Non si sente tutto quel fermento di mostre ed eventi collaterali dell’epoca pre-covid. Ma nessuno può fermare la creatività, tranne i creativi stessi, che, però, vanno sostenuti, almeno quelli bravi. E le Istituzioni promettono di farlo, partendo, proprio, da consistenti investimenti da dedicare al comparto. Il sogno è quello di riavere un vera fashion week romana, fatta di grandi sarti, presenza massiccia della stampa italiana ed internazionale e mondanità in gran spolvero nelle prime file. Lo scenario c’è, ed è unico: l’ineguagliabile il tramonto sulla città, la commovente sagoma nitida del Cupolone illuminato, l’iconico affaccio sulla grande Piazza del Popolo. Senza contare che Roma vanta un immenso patrimonio di palazzi storici, piazze e giardini all’italiana.

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Nino Lettieri presenta la collezione di alta moda “L’Essenza”, creazioni in equilibrio tra il bianco e il nero

Certezze, area confort, ma c’è chi osa

Se l’aspetto nostalgico/mondano è garantito dalla bellezza della Città Eterna, il prossimo obiettivo da raggiungere è quello di ritornare a rappresentare un riferimento nello stile a livello mondiale, come ricorda l’esposizione Moda in Luce, 1955–1975 – inaugurata nei giorni scorsi alla Centrale Montemartini – dedicata a quel ventennio straordinario in cui la moda insegnava l’eleganza al mondo intero. Dopo le due giornate, l’impressione è che i giovani designer siano più audaci a differenza della cosiddetta “vecchia guardia” che preferisce muoversi in un’area più confortevole. D’effetto le creazioni di Antonio Martino che sperimenta e vuole stupire con la linea Riflessi Notturni – PVC Couture. Applausi alle citazioni anni Ottanta e ai capi spalla – sempre troppo pochi nelle passerelle – realizzati con tessuti preziosi da Michele Miglionico. Romantica la collezione presentata da Jamal Taslaq: lo stilista di origine palestinese, molto amato dalle signore romane, usa i ricami come codici per conservare memoria ed identità. Sfilano le collezioni di Gian Paolo Zuccarello – che omaggia le sue origini siciliane chiudendo la serata finale – di Franco Ciambella, con creazioni oniriche, di Nino Lettieri – che conferma la consueta eleganza del dialogo tra bianco e nero – e di Giada Curti.

Dalla Terrazza del Pincio alla Galleria d’Arte Moderna, l’ Alta Moda torna in città. Sperimentazioni, vecchi trend, investimenti. E si punta sui giovani
La passerella finale al Pincio con tutte le creazioni che hanno sfilato per la seconda serata della kermesse di alta moda romana

Si stacca dal gruppo per originalità, Sabrina Persechino. La stilista romana rammenta che la moda è anche architettura e presenta Metron, abiti che sfilano sul battere di un metronomo. La stilista ha saputo trasformare il concetto di misura in una ricerca tra moda, architettura e progettazione: richiami alle divise dei samurai, ai tagli di Fontana in fitto assetto lungo la figura, al pentagramma e agli hertz invisibili trascritti sul tessuto.

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La collezione Metron, di Sabrina Persechino, ricerca tra moda, architettura e progettazione

Onorato: formazione, giovani presente e futuro

“Per il quarto anno abbiamo dato l’opportunità a centinaia di ragazzi che studiano moda a Roma, in sette istituti pubblici e accademie private, di esibirsi gratuitamente in luoghi iconici”, rivendica Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. “Crediamo nella formazione e nei giovani, che non sono solo il futuro, ma sono, soprattutto, il presente. E bisogna investire su di loro. Unire le accademie in progetti comuni, per il bene degli studenti, è diventata oggi una bella normalità, così si valorizzano i giovani talenti. Abbiamo, poi, voluto supportare le piccole e medie aziende di moda che, in un mondo dominato da multinazionali, operano in città nel mondo dell’artigianato e del design, generando ricadute economiche e posti di lavoro”, la proposta dell’Assessore.

Dalla Terrazza del Pincio alla Galleria d’Arte Moderna, l’ Alta Moda torna in città. Sperimentazioni, vecchi trend, investimenti. E si punta sui giovani
L’omaggio dello stilista Gian Paolo Zuccarello alle sue origini siciliane

Onorato non nasconde soddisfazione per l’aumento degli investimenti, i numeri in crescita degli iscritti alle accademie e le grandi sfilate che sono tornate in città, da Valentino Pucci, da Dior a Dolce & Gabbana, da Biagiotti Fendi e annuncia: “Il prossimo 2 dicembre Chanel sarà qui a Roma”. https://www.comune.roma.it/web/it/evento/evento-ensemble-alta-moda-2024.page

Angelilli: oltre 15 milioni di euro, l’investimento della Regione Lazio

Sull’eccellenza dell’alta moda sartoriale interviene Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione: “L’alta moda rappresenta un vanto per il Lazio, un simbolo di originalità e autenticità che nel tempo ha contribuito a costruire l’identità del nostro territorio grazie al talento di grandi stilisti e maestri dell’artigianato. Una tradizione che vogliamo preservare e valorizzare attraverso un sostegno concreto alle sartorie, alle botteghe storiche, agli atelier e ai professionisti del settore”.

Dalla Regione Lazio sono state destinate specifiche risorse alla moda artigianale, sostenendo investimenti per la transizione digitale ed energetica e favorendo l’accesso al credito, una delle principali esigenze delle imprese. Il Sistema Moda del Lazio si sviluppa lungo una filiera completa che genera “un export pari a un miliardo di euro ed è una delle espressioni più prestigiose del Made in Italy. Quest’anno la Regione Lazio ha investito 15 milioni di euro a sostegno dell’internazionalizzazione per rafforzare la presenza delle nostre imprese nel mondo”, conferma Angelilli.

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Sette le accademie di moda di Roma e Lazio che hanno sfilato alla Terrazza del Pincio

Le Accademie del Lazio, nuove filosofie dei giovani talenti

Sette le accademie che hanno inaugurato la due giorni al Pincio: dall’Accademia di Belle Arti di Frosinone a quella di Belle Arti di Roma, dall’Accademia Italiana alla Koefia, dall’Accademia del Lusso a quella Nazionale dei Sartori e alla Maiani Accademia Moda.

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Just Before – Filosofia dell’attesa“, titolo della sfilata presentata dall’Accademia di Belle Arti di Frosinone che ha aperto la prima giornata di Ensemble

Tra le proposte più originale, il progetto Just Before – Filosofia dell’attesa proposto dall’Accademia di Belle Arti di Frosinone, istituzione pubblica nata nel 1971, che ha aperto la prima serata della manifestazione della moda romana. Sotto la guida di Giuseppe Iaconis, responsabile del corso di Fashion Design, le giovani promesse hanno presentato il loro concetto di equilibrio instabile tra ordine e caos, memoria ed innovazione, dimostrando di essere più audaci dei big della moda. In passerella, la crinolina, spogliata della sua funzione di “gabbia”, è diventata un’impalcatura architettonica contemporanea che ha permesso alla tradizione sartoriale di dialogare a viso aperto con l’estetica urbana. Convivono materiali classici, superfici sperimentali e complesse applicazioni tridimensionali: i toni neutri creano un’atmosfera di attesa sospesa, tra gli squarci di colore.

L’Accademia conta circa 850 studenti l’anno e il Corso di Fashion Design riveste particolare importanza, con i suoi circa 250 studenti che, concluso il ciclo di studi, riescono sempre a trovare occupazione nel settore della moda.