Renault aggiorna la gamma GPL con il nuovo Eco-G 120 e rafforza la strategia multi-energia nei segmenti B e C.
La scelta di Renault di introdurre una nuova generazione di motori GPL rappresenta molto più di un semplice aggiornamento di gamma. Con il debutto del propulsore Eco-G da 120 CV su Clio, Captur e Symbioz, il costruttore francese punta infatti a consolidare la propria posizione in un segmento che, pur rimanendo di nicchia rispetto all’elettrificazione, continua a mostrare una domanda stabile in numerosi mercati europei. La strategia risponde a un’esigenza sempre più evidente: offrire un’alternativa ai clienti che cercano costi di utilizzo contenuti senza affrontare l’investimento richiesto dai modelli elettrificati.
Il GPL continua infatti a occupare uno spazio specifico nella transizione energetica dell’automobile. In un contesto caratterizzato dall’aumento dei prezzi dei veicoli e dall’incertezza sulle infrastrutture di ricarica, la tecnologia bifuel benzina/GPL rappresenta una soluzione consolidata che permette di ridurre il costo totale di possesso (TCO) e le emissioni di CO₂ rispetto ai tradizionali motori benzina, mantenendo la piena libertà di utilizzo tipica delle alimentazioni convenzionali.
Con questa evoluzione Renault aggiorna la propria offerta partendo dal nuovo motore turbo tre cilindri da 1,2 litri a iniezione diretta, derivato dal TCe 115 e adattato all’alimentazione bifuel. Il nuovo propulsore raggiunge 120 CV e 200 Nm di coppia, con un incremento rispettivamente di 20 CV e 30 Nm rispetto alla precedente generazione Eco-G 100. L’aumento delle prestazioni ha un valore strategico perché elimina uno dei principali limiti storicamente associati alle alimentazioni GPL, avvicinandole alle versioni esclusivamente benzina senza rinunciare ai vantaggi economici.
L’operazione assume particolare rilevanza anche sul piano del posizionamento competitivo. Renault è tra i pochi grandi costruttori europei ad aver continuato a investire in maniera strutturale sul GPL, un mercato particolarmente forte nei Paesi mediterranei e nell’Europa centro-orientale, dove la rete distributiva è già ampiamente sviluppata e oltre il 30% delle stazioni di servizio offre questo carburante. In queste aree la disponibilità di una gamma completa consente al marchio di intercettare sia la clientela privata sia gli operatori professionali più sensibili ai costi di esercizio.
L’introduzione del nuovo motore su tre modelli differenti amplia inoltre le possibilità di presidio commerciale. Clio rafforza la propria presenza nel segmento B con una motorizzazione che per la prima volta abbina il GPL al cambio automatico EDC a doppia frizione, soluzione ancora poco diffusa tra i concorrenti. Si tratta di un elemento destinato ad aumentare l’attrattività del modello nei confronti di flotte aziendali, noleggio e utenti urbani, categorie nelle quali il comfort di guida rappresenta un fattore determinante quanto il contenimento dei costi.
Per Symbioz, invece, il nuovo Eco-G 120 assume una funzione diversa. Nel segmento C il GPL rimane infatti un’offerta relativamente rara e Renault utilizza questa motorizzazione per differenziare ulteriormente il modello rispetto alle versioni mild hybrid e full hybrid già presenti in gamma. La strategia consente di coprire fasce di clientela differenti senza rinunciare a un’offerta tecnologicamente diversificata, lasciando al mercato la possibilità di scegliere tra livelli differenti di elettrificazione e investimento iniziale.
Dal punto di vista industriale, l’adozione dello stesso propulsore su più modelli permette inoltre di generare economie di scala, razionalizzando produzione, sviluppo e gestione della componentistica. L’utilizzo di una piattaforma motore comune contribuisce infatti a contenere i costi industriali e ad aumentare l’efficienza della filiera, elemento particolarmente importante in una fase in cui i costruttori devono sostenere contemporaneamente gli investimenti necessari per l’elettrificazione.
Le caratteristiche tecniche confermano il posizionamento della nuova famiglia Eco-G. Grazie ai due serbatoi separati, le autonomie complessive raggiungono fino a 1.450 chilometri sulla Clio e 1.400 chilometri sulla Symbioz, eliminando una delle principali criticità percepite dai clienti nei confronti delle alimentazioni alternative. Il passaggio automatico dal GPL alla benzina consente inoltre di utilizzare il veicolo senza modificare le abitudini di guida, mentre la possibilità di selezionare manualmente il carburante mantiene elevata la flessibilità operativa.
Anche sul fronte ambientale Renault punta a valorizzare il GPL come soluzione di transizione. Secondo i dati comunicati dall’azienda, le emissioni medie di CO₂ risultano inferiori di circa il 9% rispetto alle equivalenti motorizzazioni benzina, mentre i consumi dichiarati partono da 6,5 l/100 km sulla Clio e 7,2 l/100 km sulla Symbioz in modalità GPL.
L’operazione conferma come, accanto alla crescente diffusione dell’elettrico e dell’ibrido, continui a esistere spazio per tecnologie alternative capaci di rispondere a esigenze economiche precise. Per Renault il GPL non rappresenta quindi una soluzione residuale, ma uno strumento per ampliare la base clienti, presidiare mercati ancora molto ricettivi e rafforzare una strategia multi-energia destinata ad accompagnare una transizione automobilistica che procede con velocità differenti a seconda dei Paesi e delle esigenze degli automobilisti.
Scheda
Il nuovo Eco-G 120 è un motore 1.2 turbo tre cilindri a iniezione diretta alimentato a benzina e GPL, con 120 CV e 200 Nm di coppia. È disponibile su Clio, Captur e Symbioz. Clio abbina per la prima volta il GPL al cambio automatico EDC, mentre Symbioz mantiene il cambio manuale a sei rapporti. L’autonomia massima raggiunge 1.450 km su Clio e 1.400 km su Symbioz grazie ai due serbatoi dedicati. Le emissioni dichiarate partono da 105 g/km di CO₂ per Clio e 116 g/km per Symbioz in modalità GPL.







