Hyundai presenta Insteroid, la concept car che unisce il design dell’auto elettrica compatta Inster al linguaggio dei videogiochi.
Hyundai porta il linguaggio del gaming dentro il processo di design automobilistico con Insteroid, la concept car sviluppata dal team di design europeo del Brand che unisce il vocabolario dell’auto elettrica a quello videoludico. Il progetto conta per il settore perché segnala un fenomeno più ampio nell’industria automotive: le concept car stanno progressivamente smettendo di essere semplici esercizi stilistici isolati per diventare veri e propri laboratori di sperimentazione culturale, capaci di anticipare non solo forme e materiali, ma anche modalità di interazione tra utente e veicolo destinate, in prospettiva, a influenzare la gamma di serie.
Il punto di partenza del progetto è Inster, la city car 100% elettrica di Hyundai che si è affermata rapidamente sui mercati europeo e italiano, arrivando finalista al World Car of the Year 2025. Un modello che ha imposto un linguaggio compatto e riconoscibile nel segmento delle utilitarie elettriche a zero emissioni, e che Insteroid porta a un livello successivo, sia sul piano estetico sia su quello concettuale. Il nome stesso, fusione tra “Inster” e “Steroid”, restituisce l’intenzione del progetto: prendere un modello già di per sé giocoso e amplificarne l’energia in chiave più marcatamente sportiva e irriverente.
Dal punto di vista industriale, l’operazione si inserisce in una strategia che Hyundai persegue da tempo attraverso le proprie concept car, utilizzate come piattaforme di sperimentazione parallele rispetto allo sviluppo della gamma commerciale. Se sul fronte delle prestazioni questo compito è tradizionalmente affidato ai Rolling Lab del Brand N, la divisione sportiva del gruppo, sul terreno della mobilità urbana elettrica Insteroid rappresenta un caso di studio distinto: un progetto libero da vincoli di producibilità immediata, pensato per esplorare fino a che punto un’auto elettrica compatta possa comunicare un’identità emotiva forte, un tema che nell’industria automotive assume un peso crescente man mano che l’elettrificazione tende a uniformare le prestazioni tecniche tra i vari costruttori, spostando la competizione sul terreno dell’esperienza percepita dall’utente.
Sul piano estetico, Insteroid interviene pesantemente sulle proporzioni del modello di serie: carreggiata allargata, postura ribassata, spoiler posteriore ad ala, diffusore posteriore e sfoghi d’aria sui passaruota ridisegnano la silhouette compatta di Inster in chiave apertamente racing, con una finitura bianca punteggiata da inserti arancioni che accentua il carattere grafico della vettura. È all’interno dell’abitacolo, però, che il progetto porta a compimento la contaminazione con l’immaginario videoludico: sedili a guscio, roll-bar e un volante dedicato costruiscono una postazione di guida pensata per essere completamente personalizzabile, secondo un approccio che il team di design riassume con la formula “Build it, play it, break it, repeat“, un principio mutuato direttamente dalla logica di iterazione tipica dello sviluppo dei videogiochi, applicato qui al design fisico di un veicolo.
L’esperienza a bordo punta su una dimensione multisensoriale: una firma sonora dedicata, un impianto audio denominato Beat House e un sistema di interazione chiamato Message Grid permettono personalizzazioni dirette da parte dell’utente, mentre l’icona Boost, ricorrente in più punti del design esterno e interno, funziona come elemento identitario capace di comunicare stili di guida differenti. Completa il quadro funzionale una Modalità Drift, pensata per unire l’emozione della guida sportiva alla leggerezza tipica dell’esperienza videoludica, un dettaglio che segnala come il progetto non si limiti alla sola estetica ma tocchi anche l’impostazione dinamica del veicolo.
Non meno rilevante, dal punto di vista della ricerca applicata, è il lavoro condotto su materiali e struttura. Insteroid adotta strutture reticolari leggere per ottimizzare le prestazioni e ridurre il peso complessivo del veicolo, mentre gli interni sono rivestiti in un tessuto a maglia 3D realizzato con filati riciclati attraverso un processo produttivo su misura in pezzo unico, pensato per minimizzare gli scarti di lavorazione. Si tratta di un dettaglio che colloca il progetto anche all’interno del più ampio percorso di sostenibilità dei materiali che l’intera industria automotive sta esplorando, spesso proprio a partire da progetti concettuali prima che le soluzioni vengano valutate per un impiego su scala industriale.
Per Hyundai, Insteroid conferma un approccio in cui il design non si limita a definire la forma di un prodotto, ma diventa strumento di ricerca su tecnologie, materiali e modalità di interazione, con l’obiettivo dichiarato di far confluire nel tempo le intuizioni più mature all’interno dell’evoluzione della gamma di serie. In un mercato dell’auto elettrica sempre più affollato, dove la differenziazione tecnica tra i costruttori si assottiglia progressivamente, la capacità di comunicare un’identità di marca distintiva attraverso il linguaggio del design e attraverso riferimenti culturali capaci di parlare a un pubblico più giovane, come quello dei videogiochi rappresenta per Hyundai un investimento che va oltre il singolo progetto concettuale, toccando direttamente il posizionamento futuro del Brand nel segmento della mobilità urbana elettrica.





