Auto e Motori
Industria 5.0, Michelin inaugura in Italia la fabbrica del futuro
A Cuneo Michelin accende l’anno dei 120 anni in Italia e inaugura una linea robotizzata unica in Europa: investimenti, lavoro e nuovi pneumatici














Non è una celebrazione “di facciata”: i 120 anni di Michelin Italiana partono da Cuneo con un taglio nettamente industriale, fatto di macchine, competenze e scelte produttive.
Il 2026 sarà un anno scandito da appuntamenti nei siti e con le persone dell’azienda, fino a novembre con la Guida Michelin, mentre nel mezzo ci sarà anche il compleanno dello stabilimento di Alessandria, che resta una pedina chiave sul fronte dei pneumatici autocarro. Il messaggio, sul campo, è chiaro: la storia conta, ma conta ancora di più come la stai usando per reggere la competizione di oggi.
Cuneo inaugura una linea robotizzata “unica”: cosa cambia davvero
La notizia più concreta è l’avvio della nuova linea di produzione robotizzata nello stabilimento di Cuneo, descritta come la più avanzata d’Europa e unica nel suo genere nel continente. Qui non si parla di un semplice aggiornamento: la linea è progettata per produrre pneumatici di grandi dimensioni fino a 24 pollici, un segmento legato a veicoli e utilizzi dove tecnologia, qualità e ripetibilità di processo contano quanto (se non più) dei volumi. In altre parole: automazione spinta non come slogan, ma come leva per stare dentro a un mercato che chiede prestazioni, affidabilità e tempi certi.
Il “peso” di Michelin nel sistema Italia: numeri che spiegano la leadership
Se si vuole capire perché un investimento così ha senso, bisogna guardare alla scala. In Italia Michelin può contare su una capacità produttiva installata che arriva a 14 milioni di pneumatici l’anno, con oltre 3.800 dipendenti distribuiti tra i tre stabilimenti piemontesi (Torino, Alessandria, Cuneo) e la sede commerciale di Milano. Torino ospita anche sede legale e magazzino logistico: un dettaglio che racconta un’organizzazione integrata, non una presenza “a macchia di leopardo”. E poi c’è il dato di mercato: secondo Assogomma, nel 2024 Michelin ha mantenuto la prima posizione nazionale per tonnellaggio, arrivando al 63% della produzione totale di pneumatici in Italia. Un valore che, letto in filiera, significa influenza reale su forniture, standard e stabilità industriale.
432 milioni in cinque anni: la trasformazione passa da digitale e impronta ambientale
Il capitolo investimenti è quello che dà spessore alla narrativa: 432 milioni di euro negli ultimi cinque anni nelle fabbriche italiane, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare competitività e digitalizzazione, e insieme migliorare l’impronta ambientale. Sono cifre che non si mettono a bilancio per “abbellire” un anniversario: sono la base per spostare più avanti l’asticella tecnologica, e per far sì che gli stabilimenti italiani restino un riferimento interno al gruppo, soprattutto in una fase in cui l’automotive chiede prodotti sempre più specializzati e processi più efficienti.
Indotto e territorio: 328 milioni e 2.800 fornitori, la fabbrica che “tira” la rete
C’è un altro pezzo che spesso viene sottovalutato quando si parla di industria: l’effetto rete. Nel 2024 l’operatività di Michelin ha generato un indotto indicato in 328 milioni di euro, coinvolgendo 2.800 fornitori: materie prime, trasporti, meccanica, automazione, servizi. A livello locale significa lavoro distribuito e competenze che si sedimentano: quando in uno stabilimento entra una linea robotizzata di nuova generazione, non cambia solo il layout interno, ma anche il tipo di know-how richiesto lungo tutta la catena, dal manutentore specializzato al fornitore che adegua standard e tempi.
Perché i 24 pollici contano: domanda “alta” e prodotti più complessi
La scelta di spingere su pneumatici fino a 24 pollici è un indicatore interessante: il mercato sta andando verso gomme più grandi e più performanti, legate a veicoli che chiedono comfort, tenuta, durata e spesso anche requisiti specifici (pensiamo alla crescente complessità dei modelli, tra pesi, potenze e tecnologie di bordo). Tradotto: produrre in modo stabile e ripetibile su misure grandi e prodotti evoluti è un vantaggio competitivo, perché riduce variabilità, scarti, tempi di fermo e rende più rapida l’introduzione di nuove gamme.
Le parole dell’AD: tradizione e innovazione, senza nostalgia
Durante l’avvio delle celebrazioni, l’amministratore delegato Agostino Mazzocchi ha messo in fila due concetti che si tengono insieme solo se li sostieni con i fatti: radici e futuro. «Festeggiare 120 anni di presenza industriale in Italia significa celebrare radici profonde e una storia di eccellenza che ci lega al territorio… L’inaugurazione della nuova linea produttiva robotizzata a Cuneo – unica in Europa – è la sintesi perfetta di come innovazione e tradizione possano convivere», ha spiegato, legando direttamente gli invest130ni dell’anniversario ai 432 milioni investiti e alla nuova capacità produttiva. È una dichiarazione che, in questo caso, non resta appesa: la linea di Cuneo è lì a fare da prova.
Italia “benchmark” nel gruppo: cosa racconta il posizionamento globale
Nel quadro internazionale Michelin resta una macchina enorme: 129.800 dipendenti, 86 stabilimenti e 27,2 miliardi di euro di fatturato a livello globale. Dentro questa scala, l’Italia non è un avamposto marginale: viene descritta come un insieme di siti che fanno da benchmark. E quando un gruppo definisce “benchmark” una fabbrica, di solito significa due cose: che lì si sperimentano soluzioni replicabili altrove e che, soprattutto, le competenze locali sono considerate un asset. Per Cuneo, oggi, questo si traduce in un ruolo da laboratorio industriale: produrre, testare, far crescere nuove gamme. E farlo mentre si festeggiano 120 anni, ma senza voltarsi indietro più del necessario.
In Breve
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Anni di presenza in Italia |
120 (dal 1906) |
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Dipendenti |
Oltre 3.800 |
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Capacità produttiva installata |
14 milioni di pneumatici/anno |
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Quota produzione nazionale 2024 |
63% (fonte Assogomma) |
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Investimenti nel Paese |
432 milioni di euro (2021-2025) |
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Nuova linea Cuneo |
Robotizzata, monotempo, unica in Europa, fino a 24" |
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Indotto |
328 milioni di euro |
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Fornitori |
2.800 |
