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Lamborghini, la sostenibilità entra nella fabbrica delle supercar

Lamborghini, la sostenibilità entra nella fabbrica delle supercar

Il Report di Sostenibilità 2025 mostra la nuova fase Lamborghini: gamma ibrida, CO₂ in calo e filiera più misurabile.

Automobili Lamborghini chiude il 2025 con l’intera gamma composta da modelli ibridi ad alte prestazioni e presenta un Report di Sostenibilità che fotografa una fase decisiva per la trasformazione della Casa di Sant’Agata Bolognese. Il dato industriale più rilevante non è soltanto la riduzione delle emissioni, ma il modo in cui il marchio sta cercando di integrare decarbonizzazione, prodotto, filiera e governance dentro il proprio modello di business. Per il settore automotive, il caso Lamborghini è significativo perché riguarda uno dei segmenti più complessi da elettrificare: quello delle supercar, dove prestazioni, peso, suono, identità di marca e normative ambientali devono trovare un equilibrio credibile.

Il documento 2025, redatto secondo i nuovi standard europei ESRS e in linea con gli standard internazionali GRI, conferma il passaggio della sostenibilità da tema reputazionale a leva gestionale. Non si tratta più solo di comunicare obiettivi ambientali, ma di misurare impatti, rendere tracciabili i processi e collegare una parte delle decisioni aziendali a parametri ESG. In un mercato premium sempre più regolato e osservato da clienti, investitori e istituzioni, questa impostazione diventa anche un fattore competitivo.

Il punto centrale è la roadmap Direzione Cor Tauri, che nel 2025 ha completato il percorso di ibridizzazione con il debutto commerciale di Temerario. L’arrivo del nuovo modello ha portato tutta la gamma Lamborghini su architetture ibride, affiancando il percorso già avviato con Revuelto. Secondo i dati del report, questa evoluzione ha contribuito a una riduzione del 40% delle emissioni di CO₂ allo scarico rispetto al valore medio della flotta del 2024. È un risultato che va letto in chiave industriale: l’elettrificazione non viene applicata come semplice adeguamento normativo, ma come strumento per preservare le prestazioni in un quadro ambientale più vincolante.

Sul piano produttivo, Lamborghini dichiara emissioni di gas serra del sito pari a 27.122 tonnellate di CO₂e per Scope 1 e 2, in calo del 9% rispetto al 2024. Le emissioni indirette di Scope 3, cioè quelle legate alla catena del valore, sono diminuite del 15% su base annua. Proprio lo Scope 3 è oggi uno dei terreni più rilevanti per l’industria automobilistica, perché coinvolge fornitori, logistica, materiali, utilizzo del prodotto e fine vita. Per un costruttore di nicchia ma ad alta complessità tecnica, significa estendere il controllo oltre i confini dello stabilimento.

In questa direzione si inserisce la prima certificazione Life Cycle Assessment ottenuta dal marchio con Revuelto, secondo gli standard ISO 14040 e ISO 14044. La LCA misura l’impatto ambientale di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita, dalla produzione all’utilizzo, fino alle fasi successive. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione dal solo dato di omologazione alla valutazione complessiva dell’impronta ambientale. Lamborghini prevede di estendere progressivamente questo metodo a Temerario e poi all’intera gamma, rendendo la misurazione ambientale parte del processo di sviluppo prodotto.

Anche la logistica entra nel perimetro della rendicontazione. Nel 2025 Lamborghini ha realizzato la prima mappatura delle emissioni dei processi logistici in entrata, ora incluse nell’inventario GHG certificato ISO 14064:2018. Per la filiera automotive è un segnale concreto: il futuro della sostenibilità non dipenderà solo dai motori, ma anche da trasporti, approvvigionamenti, materiali e organizzazione dei flussi industriali. I fornitori saranno sempre più coinvolti in sistemi di misurazione e standardizzazione, con effetti su costi, contratti e criteri di selezione.

Il report evidenzia poi il tema della circolarità. Il 77% dei rifiuti prodotti nello stabilimento viene avviato a recupero, mentre la collaborazione con Cartiera ha permesso tra il 2021 e il 2025 di valorizzare 3,18 tonnellate di scarti di pelle, trasformandoli in oltre 36.000 gadget. Sono numeri limitati rispetto ai grandi volumi dell’industria di massa, ma significativi in un comparto dove materiali pregiati, personalizzazione e lavorazioni artigianali generano scarti specifici. Anche l’acqua diventa una voce di efficienza industriale: i nuovi sistemi di recupero delle acque di condensa del reparto Verniciatura e delle acque in uscita dall’impianto di depurazione hanno consentito, dalla fase di avviamento, un risparmio di circa 8.000 metri cubi.

La trasformazione coinvolge anche l’organizzazione del lavoro. Nel 2025 Lamborghini ha superato per la prima volta la soglia dei 3.000 dipendenti, con il 99,7% assunto a tempo indeterminato. Il dato segnala un rafforzamento strutturale dell’azienda, legato alla crescita delle competenze necessarie per gestire elettrificazione, software, materiali avanzati e processi produttivi più complessi. La certificazione Top Employer Italia ottenuta per il tredicesimo anno consecutivo e il rinnovo della certificazione UNI/PdR 125:2022 su parità di genere, inclusione ed equità indicano la volontà di collegare la crescita industriale a un modello organizzativo più strutturato.

Una parte della remunerazione variabile del management è collegata a obiettivi ESG, tra cui indici di decarbonizzazione e presenza femminile nei ruoli manageriali. Anche il Premio di Risultato include un indicatore sulla mobilità sostenibile: il 10% del valore complessivo è legato alla riduzione delle emissioni di CO₂ generate dagli spostamenti casa-lavoro. È un elemento rilevante perché traduce la sostenibilità in meccanismi economici interni, rendendola parte della gestione aziendale e non solo della comunicazione.

La governance si allarga infine al tema dei dati. Il coinvolgimento del Data Protection Officer nel progetto internazionale Data Protection as Corporate Social Responsibility, promosso dall’European Centre on Privacy & Cybersecurity dell’Università di Maastricht, anticipa una tendenza destinata a crescere: privacy, cybersecurity e gestione responsabile dei dati entreranno sempre più negli standard ESG dell’automotive. Con auto connesse, servizi digitali e piattaforme software, la sostenibilità non riguarda più soltanto emissioni e materiali, ma anche il modo in cui i dati dei clienti vengono raccolti, protetti e utilizzati.

La traiettoria indicata dal Report 2025 mostra quindi una Lamborghini impegnata a difendere la propria identità prestazionale dentro un contesto industriale profondamente cambiato. La sfida sarà dimostrare che ibridizzazione, misurazione ambientale, filiera controllata e governance ESG possono convivere con il posizionamento di una supercar. Per i costruttori premium, i fornitori e i clienti, è un segnale chiaro: la sostenibilità non è più un capitolo separato dalla strategia di prodotto, ma una condizione per restare competitivi nel mercato dell’auto di fascia alta.

Scheda 

Azienda: Automobili Lamborghini
Documento: Report di Sostenibilità 2025
Standard: ESRS, GRI, ISO 14040, ISO 14044, ISO 14064:2018
Strategia: Direzione Cor Tauri
Gamma: interamente ibrida ad alte prestazioni
Modelli citati: Revuelto, Temerario
Emissioni Scope 1 e 2: 27.122 tonnellate di CO₂e, -9% sul 2024
Emissioni Scope 3: -15% su base annua
CO₂ allo scarico: -40% rispetto alla media flotta 2024
Rifiuti a recupero: 77%
Risparmio idrico: circa 8.000 m³
Dipendenti: oltre 3.000
Contratti a tempo indeterminato: 99,7%
Governance: obiettivi ESG collegati alla remunerazione variabile
Ambiti chiave: elettrificazione, LCA, logistica, circolarità, dati, inclusione

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