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Mercato due ruote, 35,1 miliardi di PIL in Europa: la filiera vale 481.600 posti

Mercato due ruote, 35,1 miliardi di PIL in Europa: la filiera vale 481.600 posti

A EICMA lo studio Oxford Economics fotografa PIL, lavoro ed emissioni delle moto. Export extra-UE in calo del 22% nel 2025.

Il settore delle due ruote genera 35,1 miliardi di euro di PIL, sostiene 481.600 posti di lavoro e contribuisce con 20,6 miliardi di entrate fiscali nell’Unione europea e nel Regno Unito. Lo rileva Oxford Economics nel rapporto “The Economic Importance of Motorcycles to Europe”, presentato il 5 novembre a EICMA 2026, durante il convegno “Motonomics” organizzato da ACEM e Confindustria ANCMA.

Accanto al valore industriale, l’analisi misura il ruolo delle moto negli spostamenti quotidiani: le emissioni medie indicate dallo studio sono pari a 95 grammi di CO₂ per chilometro, contro i 250 grammi di un’automobile. Il rapporto offre anche elementi per il confronto sulla mobilità urbana.

Una filiera da 35,1 miliardi tra produzione e servizi

La ricerca, costruita sui dati 2024, distingue tre componenti. La produzione, vendita e riparazione di motocicli e componenti sostiene 26,7 miliardi di PIL e 356.700 occupati. Il comparto di caschi, abbigliamento tecnico e protezioni aggiunge 5,7 miliardi e quasi 89.000 posti di lavoro. Competizioni, manifestazioni e fiere valgono altri 2,7 miliardi e circa 36.000 addetti.

L’impatto economico non si limita alle attività direttamente legate alle moto. Secondo Oxford Economics, ogni euro di PIL creato direttamente ne sostiene altri 2,30 nel resto dell’economia; ogni posto di lavoro diretto ne sostiene ulteriori 1,3. La stima esclude mototurismo, formazione alla guida, assicurazioni e consegne.

Italia e Germania rappresentano ciascuna il 23% del valore economico complessivo, davanti a Francia, Regno Unito, Spagna e Austria. I numeri confermano il peso dell’Italia nella filiera europea.

Pendolari, emissioni e costi: i vantaggi stimati

In Europa circolano 42 milioni di motocicli e 6,4 milioni di persone li usano ogni giorno per raggiungere il lavoro. Rispetto all’auto, i tempi medi di percorrenza risultano inferiori di circa un terzo, con un risparmio individuale stimato in 580 euro l’anno.

Anche l’occupazione dello spazio è differente: un motociclo richiede in media 2,9 metri quadrati di parcheggio, contro 11,5 di un’automobile. L’attuale utilizzo delle due ruote nei tragitti casa-lavoro, secondo il rapporto, evita 2,4 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno rispetto allo scenario in cui gli stessi spostamenti siano effettuati in auto.

Oxford Economics valuta inoltre uno scenario ipotetico: se il 5% dei pendolari in automobile passasse alle due ruote, il risparmio annuale sarebbe di 28 milioni di giornate di viaggio e 3,9 miliardi di euro di costi di utilizzo. La riduzione stimata delle emissioni arriverebbe a 2,6 milioni di tonnellate di CO₂, mentre si libererebbero 124 chilometri quadrati di superfici destinate ai parcheggi. Si tratta di una simulazione, non di risultati già raggiunti.

Export in frenata e deficit commerciale a 1,9 miliardi

Sul versante degli scambi, il quadro delineato da ACEM è più critico. Nel 2025 l’export extra-UE del comparto è diminuito del 22%, fermandosi a 2 miliardi di euro, mentre le importazioni sono salite del 12%, fino a 3,9 miliardi. Il deficit commerciale ha raggiunto così 1,9 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al 2024.

Le vendite verso gli Stati Uniti hanno registrato una contrazione del 40% nel contesto dell’aumento dei dazi americani sui motocicli europei. Nello stesso periodo, le importazioni di moto prodotte in Cina con cilindrata superiore a 250 cc sono cresciute del 52%, a 610 milioni di euro. I primi sei mesi del 2026 mostrano, secondo l’aggiornamento diffuso al convegno, una stabilizzazione ma non ancora una ripresa.

A EICMA il confronto sulla competitività europea

Il rapporto è stato illustrato dal segretario generale di ACEM, Antonio Perlot, nell’ambito di “Motonomics: Industrial Realities and Policy Horizons”. L’incontro si è tenuto a Fiera Milano Rho, durante l’83ª edizione di EICMA, in calendario dal 3 all’8 novembre, con 765 espositori, 2.142 marchi di 52 Paesi e dieci padiglioni.

Il presidente di ACEM e amministratore delegato di BMW Motorrad, Markus Flasch, ha anticipato la Vision 2035+, prevista per l’inizio del 2027 e incentrata sulla competitività. L’europarlamentare Pierfrancesco Maran ha richiamato il ruolo delle due ruote nelle città e il sostegno alla produzione europea. Alla tavola rotonda sono intervenuti anche Claudio Domenicali di Ducati, Mariano Roman di ANCMA e Antonio Erario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La tavola rotonda finale è stata moderata da Federico Vitale di ANCMA.

Roman ha sottolineato che la crescita delle immatricolazioni non comporta automaticamente più produzione e redditività. Per continuare a investire in Europa, ha indicato la necessità di norme proporzionate e reciprocità commerciale, oltre al riconoscimento dei motocicli nelle politiche per la mobilità. Perlot ha ribadito l’esigenza di accesso equo ai mercati e di un quadro regolatorio prevedibile: sono queste le priorità indicate dall’associazione.

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