L’indagine Facile.it-EMG stima 1,4 milioni di automobilisti che avrebbero mentito: dal bonus-malus ai conducenti non ammessi.
Quando si denuncia un incidente, ogni dettaglio conta. Eppure c’è chi modifica la dinamica per difendere la classe di merito, chi nasconde il conducente e chi chiede rimborsi non previsti. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a EMG, circa 1,4 milioni di automobilisti italiani avrebbero ammesso di aver mentito alla propria compagnia RC auto.
La stima deriva dalle risposte a un sondaggio: non è il numero di frodi accertate. La ricerca mette in luce i punti di frizione tra costi dell’assicurazione, condizioni contrattuali e risarcimenti. Il dato richiama l’attenzione sui comportamenti di chi teme un rincaro e sulle clausole spesso poco note.
Il timore del rincaro RC auto è la prima motivazione
Il motivo principale è economico. Il 53,5% di chi ha ammesso dichiarazioni false, stimato in 770.000 automobilisti, afferma di aver cambiato la ricostruzione di un sinistro per non peggiorare la classe di merito. Lo scopo era evitare un possibile rincaro del premio.
Nel sistema bonus-malus, la responsabilità di un incidente può incidere sulla posizione assicurativa e sul prezzo del rinnovo. Gli effetti variano in base al contratto e alla dinamica accertata. Raccontare una versione falsa, però, non cancella la responsabilità e può creare ulteriori problemi nella gestione della pratica. Il primo passo per capire le conseguenze economiche di un sinistro è consultare l’attestato di rischio e chiedere chiarimenti alla compagnia.
Se guidava una persona non prevista dal contratto
Un altro caso riguarda chi era al volante. Il 43% degli intervistati che hanno dichiarato di aver mentito, circa 586.000 assicurati, riferisce che guidava una persona non ammessa dalle condizioni della polizza. Il problema nasce soprattutto con le formule che limitano l’uso del veicolo per età o identità del conducente.
Questo non significa che il danneggiato resti automaticamente senza tutela. L’RC auto protegge i terzi, ma in determinate situazioni la compagnia può rivalersi sull’assicurato, secondo le clausole previste. Prima di prestare il veicolo conviene quindi controllare la formula scelta: guida libera, esperta o esclusiva.
Rimborsi non spettanti: il confine con la frode
La quota più piccola, il 2,3% (circa 33.000 automobilisti), dichiara di aver alterato la dinamica dell’incidente per ricevere un rimborso relativo a danni non coperti. Qui la falsità non serve a contenere il premio futuro: può puntare a ottenere un indennizzo al quale non si ha diritto. Il tipo di danno rimborsabile dipende dalle garanzie acquistate, dalle esclusioni e dalle condizioni previste in contratto.
Gli esperti di Facile.it ricordano che una dichiarazione mendace può integrare, quando ne sussistono i presupposti, un reato punito anche fino a cinque anni di reclusione. Ciò non rende ogni errore una frode assicurativa: contano intenzione, circostanze e accertamento della condotta.
Che cosa misura davvero la ricerca Facile.it-EMG
La ricerca EMG è stata condotta online con metodo CAWI tra l’8 e il 17 settembre 2026 su 1.000 persone di 18-74 anni. I numeri riferiti alla popolazione nazionale sono elaborazioni statistiche, non provengono da fascicoli giudiziari o denunce registrate dalle compagnie. Il campione è rappresentativo per sesso, età, regione e dimensione dei comuni.
Le percentuali delle motivazioni si riferiscono soltanto a chi ha detto di aver mentito, non a tutti gli automobilisti italiani. Anche il numero di 1,4 milioni va letto per ciò che è: un ordine di grandezza stimato. Non si può usarlo come dato ufficiale sui reati o sui sinistri fraudolenti.
Non solo compagnie: le truffe colpiscono anche gli assicurati
L’indagine guarda anche al problema opposto. Uno studio precedente, condotto per Facile.it da mUp Research, stimava 890.000 automobilisti vittime di truffe o tentativi di frode e perdite superiori a 390 milioni di euro. La ricerca impiega una metodologia e un oggetto diversi rispetto al sondaggio EMG.
Le segnalazioni coinvolgevano email di phishing (35% dei tentativi), porta a porta (23%), SMS (17%) e app di messaggistica (12%). Le frodi sfruttano offerte allettanti e richieste di pagamento rapide, talvolta spacciandosi per operatori riconosciuti. Il rischio è pagare una copertura inesistente.
Come difendersi da false polizze e dichiarazioni sbagliate
Prima di acquistare una polizza è utile verificare impresa e intermediario sui canali ufficiali dell’IVASS, senza fare affidamento su link arrivati in chat o via email. Vanno letti anche i limiti delle formule di guida e conservati preventivo, contratto e ricevuta del pagamento.
Dopo un incidente, una descrizione fedele dei fatti, accompagnata da foto e dati dei veicoli, facilita la corretta gestione del sinistro. Chi vuole conoscere le truffe più comuni può consultare Stop alle Truffe, iniziativa di Facile.it e Consumerismo No Profit con video informativi. Il principio è doppio: evitare dichiarazioni false e controllare chi vende la polizza.
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