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Ricambi auto usati: torna l’allarme truffe online

Ricambi auto usati: torna l’allarme truffe online

ADA lancia l’allarme: crescono le truffe online sui ricambi auto usati, con siti clonati e falsi annunci. Ecco le regole per difendersi.

Cresce in modo significativo il fenomeno delle truffe online legate alla vendita di ricambi auto usati, un problema che secondo ADA – Associazione Demolitori Autoveicoli sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti per un comparto della filiera automotive spesso poco raccontato ma economicamente non trascurabile: quello dell’autodemolizione e del recupero dei componenti usati, un mercato che intercetta sia i consumatori privati sia una parte consistente delle officine di riparazione, che dipendono dai ricambi di seconda mano per contenere i costi di manutenzione dei veicoli meno recenti.

Il fenomeno denunciato da ADA non è nuovo  l’associazione aveva già segnalato casi simili nell’ottobre 2024  ma le ultime settimane hanno fatto registrare un aumento sensibile delle segnalazioni, sia da parte di aziende associate sia da parte di consumatori vittime di raggiri sempre più sofisticati. Il meccanismo alla base della truffa è tanto semplice quanto efficace: i malintenzionati clonano siti web di imprese di autodemolizione realmente esistenti e autorizzate, ne replicano nome, logo e dati aziendali, aprono profili falsi sui social network e pubblicano annunci su marketplace con prezzi particolarmente vantaggiosi, un’esca che nel mercato dei ricambi usati  dove il margine di trattativa sul prezzo è già ampio rispetto ai listini ufficiali  risulta particolarmente credibile agli occhi di chi cerca un componente a basso costo.

Il punto critico della truffa si consuma al momento del pagamento, che i truffatori richiedono in anticipo, spesso tramite bonifico istantaneo o carte prepagate, strumenti che una volta completata la transazione rendono estremamente difficile il recupero delle somme versate. Solo in un secondo momento, quando la vittima si presenta fisicamente presso un centro di demolizione realmente esistente per il ritiro del pezzo acquistato, emerge l’inganno: l’azienda indicata non ha mai ricevuto l’ordine né il relativo pagamento, e si trova costretta a gestire un cliente arrabbiato per una transazione mai avvenuta.

È proprio questo secondo effetto a rendere il fenomeno particolarmente dannoso per la filiera delle autodemolizioni autorizzate: al danno economico diretto subito dai consumatori truffati si somma un danno reputazionale per le imprese il cui nome viene utilizzato senza consenso, costrette a impiegare risorse per gestire reclami relativi a vendite mai effettuate e a difendere la propria immagine presso una clientela che, non conoscendo i dettagli della truffa, rischia di associare l’accaduto direttamente all’azienda clonata piuttosto che ai veri responsabili.

Per limitare il rischio, ADA indica alcune verifiche pratiche che i consumatori dovrebbero compiere prima di qualsiasi acquisto online di ricambi usati: controllare che il sito e l’inserzione siano effettivamente riconducibili all’azienda ufficiale, contattare il venditore attraverso il numero di telefono pubblicato sul sito istituzionale prima di procedere, verificare che l’IBAN indicato per il pagamento sia intestato direttamente all’azienda e non a una persona fisica, e diffidare in modo specifico di richieste di pagamento su carte prepagate, uno strumento che i demolitori autorizzati non utilizzano nelle proprie transazioni commerciali, operando esclusivamente attraverso conti aziendali tracciabili.

La Presidente di ADA, Valentina Varini, ha sottolineato come il danno prodotto da queste truffe non si limiti alla perdita economica del singolo acquirente, ma coinvolga direttamente le imprese autorizzate, la cui immagine viene sfruttata in modo fraudolento senza alcuna possibilità di controllo preventivo. Secondo Varini, contrastare il fenomeno richiede una collaborazione strutturata tra consumatori, imprese e istituzioni, un approccio che l’associazione porta avanti attraverso la segnalazione sistematica dei casi alle autorità competenti e campagne informative rivolte sia ai cittadini sia agli operatori del settore.

Per un comparto come quello dell’autodemolizione autorizzata, che opera in un quadro normativo definito e con responsabilità precise in materia di tracciabilità dei componenti e di smaltimento dei veicoli a fine vita, il proliferare di truffe che ne sfruttano l’identità digitale rappresenta un rischio aggiuntivo in un momento in cui il mercato dei ricambi usati resta una componente rilevante della filiera automotive, sia per il contenimento dei costi di riparazione sia per gli obiettivi di economia circolare che il settore sta progressivamente adottando su spinta della normativa europea.