A Monza un simulatore di guida professionale entra in classe per la prima volta in Italia: il Villoresi avvia il progetto Sim Racing at School.
A Monza, per la prima volta in Italia, un simulatore di guida professionale entra stabilmente nelle lezioni di Matematica e Fisica di una scuola secondaria di secondo grado. Questa mattina il Collegio Villoresi ha inaugurato la nuova Aula Immersiva STEM e il progetto Sim Racing at School, un’iniziativa didattica che unisce il mondo del motorsport alla scuola e che ha ricevuto il patrocinio di ACI.
Una cerimonia tra studenti, docenti e istituzioni del motorsport
All’evento hanno preso parte studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni sportive e del territorio. Tra questi Mario Isola, direttore generale di ACI Sport, e Alfredo Scala, direttore dell’Autodromo di Monza, che hanno sottolineato il valore di un progetto capace di avvicinare i giovani alla tecnologia e alla sicurezza stradale. La presenza di figure così legate alla pista brianzola ha confermato la forza del rapporto tra territorio e motorsport.Con questa giornata prende ufficialmente il via la sperimentazione didattica sostenuta da ACI, un percorso che l’ente intende poi mettere a disposizione di tutti gli istituti italiani interessati ad adottarlo.
Gli obiettivi di ACI e del presidente Geronimo La Russa
Il presidente dell’ACI, Geronimo La Russa, ha spiegato che il progetto punta a rendere concreta la teoria, a creare competenze utili al mondo del lavoro e a promuovere l’educazione stradale, l’inclusione sociale e la sostenibilità. Secondo La Russa non si tratta soltanto di un’aula con un simulatore, ma di un modo nuovo di fare scuola.Il presidente ha inoltre sottolineato l’importanza di parlare il linguaggio dei ragazzi, perché temi come il futuro di una mobilità responsabile, sicura, inclusiva e sostenibile diventano interessanti quando coinvolgono direttamente i giovani e li appassionano.
Un progetto nato al Villoresi
L’idea è di Danilo Piazza, preside della Secondaria di Primo Grado del Collegio Villoresi e membro della Commissione ACI Esport. Il progetto è patrocinato da ACI, che ha scelto proprio il Villoresi come prima scuola sperimentatrice. La scelta non è casuale: l’istituto si trova a pochi minuti di auto dall’Autodromo di Monza, il celebre Tempio della Velocità.Il rettore, don Giorgio Greco, ha parlato di umanesimo digitale, spiegando che il percorso della scuola mira a formare persone capaci di comprendere il valore dell’innovazione e di governare le tecnologie al servizio del bene sociale, tenendo la coscienza al centro di ogni decisione.
Matematica e fisica al volante
Sul piano didattico il preside Piazza ha illustrato come il progetto consenta di rendere concreti concetti di cinematica, dinamica ed energia, ma anche di funzioni, derivate e statistica. Sul piano metodologico l’attività sviluppa pensiero critico e lavoro di squadra, mentre su quello motivazionale sfrutta la passione dei ragazzi per il motorsport e le dinamiche della gamification.Durante la mattinata è emerso con chiarezza come il motorsport sia, per sua natura, un terreno d’incontro tra meccanica, fisica e matematica. Per la dimostrazione sono stati impiegati simulatori professionali come iRacing e Assetto Corsa, e i dati di telemetria che generano sono diventati materiale didattico reale.Gli studenti hanno così verificato la teoria su dati concreti, prodotti dalle proprie sessioni al simulatore. Osservare il tempo sul giro, la traiettoria o la variazione di velocità permette di applicare formule e grafici a situazioni che i ragazzi vivono in prima persona.
Il ruolo dei partner
Il progetto è promosso da tre soggetti. Il Collegio Villoresi di Monza ospita la sperimentazione, ACI attraverso la Commissione ACI Esport offre la cornice sportiva ufficiale, mentre MTS – Motorsport Technical School di Lesmo formerà i docenti e offrirà stage agli studenti. Questa collaborazione tra scuola, istituzione e formazione tecnica permette di costruire un percorso completo.La formazione dei docenti è uno degli aspetti chiave, perché senza insegnanti preparati all’uso del simulatore nessuna lezione avrebbe la stessa efficacia. Gli stage proposti da MTS offrono inoltre un ponte concreto verso il mondo del lavoro nel settore automotive e motorsport.
Educazione stradale e sostenibilità
Tra gli obiettivi dichiarati c’è anche l’educazione stradale. Un simulatore permette di affrontare in modo sicuro situazioni che nella realtà sarebbero pericolose, come frenate d’emergenza, condizioni di scarsa aderenza o errori di traiettoria. Per gli studenti sbagliare in aula significa imparare senza conseguenze, e questo rende l’esperienza formativa anche sul piano dei comportamenti futuri alla guida.Il tema della sostenibilità completa il quadro. Parlare di consumi, efficienza e mobilità responsabile in un contesto che i ragazzi trovano stimolante permette di collegare la fisica dell’energia alle scelte quotidiane. È un modo per mostrare che la scienza applicata alla mobilità non riguarda solo le corse, ma il modo in cui ci spostiamo ogni giorno.
Un modello replicabile in tutta Italia
L’obiettivo dichiarato è rendere il modello disponibile a tutti gli istituti italiani interessati. Se la sperimentazione darà i risultati attesi, la scuola potrebbe diventare un riferimento nazionale per l’uso dei simulatori nella didattica STEM, con benefici che andrebbero oltre la singola classe.Il progetto offre anche una lettura interessante sul rapporto tra giovani e tecnologia. Parlare di velocità, traiettorie e prestazioni con uno strumento che i ragazzi già conoscono dai videogiochi può ridurre la distanza tra la scuola e le materie scientifiche, rendendo accessibile un linguaggio spesso percepito come difficile.Il Villoresi, con il suo percorso orientato all’umanesimo digitale, si candida così a diventare un laboratorio di sperimentazione per la scuola del futuro. La sfida, ora, è verificare sul campo l’impatto dell’iniziativa sull’apprendimento e sulla motivazione degli studenti.
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