Un finale ancora da scrivere
La7 ha trovato il suo nuovo programma di punta. Non servono né opinionisti né collegamenti da Montecitorio: bastano Urbano Cairo ed Enrico Mentana, protagonisti di una soap opera che torna regolarmente in onda al momento di parlare di contratti. Per la prossima puntata, quella dove si dovrebbero tirare le fila della questione, il sito di Roberto D’Agostino indica una data: 9 novembre, il giorno del chiarimento. O della separazione. O, più realisticamente, dell’ennesimo abbraccio con clausole annesse.
Il direttore che critica la propria televisione

La crisi, almeno sul piano editoriale, ha un titolo piuttosto eloquente: La7 sarebbe diventata «la tv anti-Meloni». A dirlo non è un portavoce di Palazzo Chigi, ma proprio Mentana, che a Dogliani ha paragonato la rete a una nuova Rai3 e lamentato un talk show dopo l’altro con ospiti e orientamenti troppo simili. Un caso di autocritica aziendale: il direttore del telegiornale accende il televisore, guarda il resto del palinsesto e si chiede chi abbia scelto il canale.

Cairo, da parte sua, non intende cambiare il Dna dell’emittente e rivendica l’autonomia dei conduttori. In altre parole: siamo una grande famiglia, purché nessuno chieda di ridipingere il salotto. In compenso, gli ascolti premiano la formula. Ed è noto che, nel mondo dell’editoria, gli ideali sono importanti; lo share, però, arriva con il rendiconto.
L’editore cambia, il battibecco resta
Mentana, del resto, con gli editori ha una gloriosa familiarità con il conflitto. Chi crede che Cairo abbia inaugurato il genere dovrebbe ripassare il capitolo Berlusconi. Fu Silvio a chiamarlo nel 1991 per inventare il Tg5. Ma quando il Cavaliere cominciò a tifare per Gianfranco Fini, il giovane direttore rivendicò l’indipendenza del telegiornale. Era entrato nella casa del Biscione per spiegare al padrone che possedere il telecomando non significa scegliere le notizie.
Il rapporto resistette, non senza attriti. Nel 2004 Mentana lasciò la direzione del Tg5, sostituito da Carlo Rossella. Nel 2009 lo strappo definitivo con Mediaset: per la morte di Eluana Englaro chiese spazio informativo su Canale 5, ma in prima serata rimase il Grande Fratello. Dalla politica ai palinsesti, Chicco aveva sperimentato quasi tutte le forme di incompatibilità televisiva.
Il 9 novembre si rompe tutto? Tenete pronta la colla
Il contratto di Mentana con La7 scade il 31 dicembre 2026. L’editore ha ribadito la propria stima, ricordando che per rinnovare bisogna volerlo in due. Il giornalista, intanto, ha lasciato intravedere opzioni altrove, tra Rai e Mediaset. Ma tra una porta socchiusa e un trasloco c’è la stessa distanza che separa un annuncio solenne da una firma sul rinnovo.
Così il 9 novembre rischia di diventare il finale di stagione più prevedibile della tv italiana: due uomini si guardano negli occhi, promettono di cambiare e scoprono che, in fondo, conviene restare insieme. Se invece arriverà davvero la rottura, sarà una notizia. Nel frattempo, il pubblico faccia pure scorta di popcorn. Ma conservi lo scontrino: potrebbero servire per la prossima trattativa.
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