Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Lega, a Milano il congresso della resa dei conti: Salvini favorito, Garavaglia e Fontana puntano sul voto segreto. Nodo dei delusi

Lega, a Milano il congresso della resa dei conti: Salvini favorito, Garavaglia e Fontana puntano sul voto segreto. Nodo dei delusi

Il segretario in cerca della riconferma

Lega, a Milano il congresso della resa dei conti: Salvini favorito, Garavaglia e Fontana puntano sul voto segreto. Nodo dei delusi

Si apre a Milano il congresso straordinario della Lega, che si chiude domani con il voto sulla segreteria. Matteo Salvini ha scelto come slogan “Lega di lotta e di governo”, formula con cui prova a tenere insieme due anime: rivendicare ciò che il partito ha ottenuto stando nelle istituzioni e, nello stesso tempo, promettere che restano battaglie da combattere, comprese quelle a cui tiene il fronte nordista. È anche la strategia con cui il segretario spera di riassorbire il dissenso interno e farsi riconfermare.

A sfidarlo c’è Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, che definisce la propria candidatura una “lucida follia”. Il suo obiettivo, spiega, è riportare la Lega su una linea pragmatica, togliendole l’etichetta di partito di estrema destra, che a suo giudizio non rappresenta un elettorato molto più eterogeneo. Tra le sue bandiere ci sono il federalismo e una politica liberale.

I numeri, sulla carta, sono dalla parte di Salvini. I 705 delegati chiamati al voto sono gli stessi che appena un anno e mezzo fa, a Firenze, lo hanno acclamato segretario, e non è facile immaginare che gli equilibri siano cambiati tanto da produrre un ribaltone. Resta però l’incognita dei delusi, e chi ha sottoscritto la candidatura di Garavaglia non rinuncia a sperare. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, tra i firmatari, dice che nessuno ha fatto i conti sulla percentuale dello sfidante, ma che nel segreto dell’urna le sorprese sono possibili. Concorda Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda e capogruppo al Senato con la poltrona in bilico, che invita a non dare nulla per scontato. Garavaglia, dal canto suo, scherza sul proprio ruolo: più che un papabile, dice, si sente un parroco di campagna.

Garavaglia ha intanto lamentato di aver cercato più volte Salvini nelle ultime settimane, per questioni tecniche, senza ricevere risposta. Il segretario ha replicato che il suo telefono è sempre acceso: martedì, mentre era con i camionisti, non ha potuto rispondere subito, ma ha richiamato e i due hanno parlato per oltre un quarto d’ora. Sullo sfondo resta la figura del ministro Giancarlo Giorgetti, amico di lunga data di Garavaglia che, interrogato sui contatti con lui, ha scelto la via dell’ambiguità.

La giornata di oggi è dedicata alle mozioni. La più rilevante è quella del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, vicino a Salvini, che insieme ad alcuni consiglieri regionali lombardi ha inserito i temi cari al Nord (autonomia, federalismo, Zes) nel tentativo di sottrarli allo sfidante. Altri documenti spingono sulla remigrazione, con Isabella Tovaglieri, e sul ritorno di Salvini al Viminale, con Nicola Molteni. Domani si vota sulla segreteria e verrà presentato il nuovo simbolo, che non riporterà più la dicitura “Salvini premier”.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno