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"Oggi, volenti o nolenti, la plastica è indispensabile"

Gent.mo Direttore Angelo Maria Perrino,

da umile chirurgo ortopedico volevo illustrarLe, la mia posizione inerente la politica della plastic tax e  del plastic free-pensiero.

Cordiali saluti
Dr.ssa Mirka Cocconcelli
Chirurgo ortopedico
Bologna

"Oggi, volenti o nolenti, la plastica è indispensabile!"
 
Condivido l’affondo del Presidente di Confindustria Emilia, Caiumi, contro la Plastic tax ed auspico che questo atteggiamento talebano nei confronti dei polimeri finisca, in quanto si sta incautamente demonizzando un intero settore che è fondamentale nell’ambito sanitario. Nel bolognese e nel modenese si realizza un terzo del fatturato nazionale del biomedicale e del packaging; vogliamo penalizzare tutto il comparto del biomedicale della città metropolitana? Vogliamo mettere in ginocchio l’intera filiera della Plastic Valley emiliana? Vogliamo penalizzare anche i pazienti?

Il Green Deal, di cui tutti oggi si riempiono la bocca, per il biomedicale e per federchimica è iniziato una decina di anni fa, con un miglioramento continuo di tutti gli indicatori, nell’ottica della tutela della salute pubblica, della sicurezza e dell’ambiente come affermato al 25° Rapporto Responsible Care di Federchimica, dal Presidente Lamberti e presentato alla Fiera di Rimini, a margine di Ecomondo, il 6 novembre 2019.
La Plastic tax non serve ad affrontare la transizione verso una maggiore sostenibilità ambientale e metterebbe in ginocchio il distretto del biomedicale emiliano, primo in Europa e terzo al mondo, come confermato da Giuliana Gavioli, referente della filiera del biomedicale di Confindustria Emilia, composta da migliaia di aziende e lavoratori ed ostacolando il lavoro dei sanitari che quotidianamente hanno a che fare con i polimeri (Stirene, poliestere, PBS,PBT,PPS, prolene, polietilene, polipropilene, policarbonato, PMMA, poliossimetilene, poliuretano, etc).

Le anime belle che manifestano in piazza, mi spieghino quali alternative posso utilizzare,ORA/ADESSO, per sostituire:” Siringhe, aghi, fili di sutura, protesi cardiache, protesi e tutori ortopedici, carrozzine per disabili, girelli, apparecchi per dialisi, camici idrorepellenti, visiere paraspruzzi, gessi in resina poliuretanica, sondini naso gastrici, flussimetri, provette, sacche per emotrasfusioni, arredamenti ospedalieri, considerato che il legno è vietato da normative nazionali e UE”.

Si fa presto a schierarsi a favore del plastic free, ma quando devi sottoporti ad un prelievo di sangue o urina devi utilizzare, necessariamente, una provetta di plastica monouso in quanto, attualmente, non esiste una valida alternativa. La “genialata” della Plastic Tax, non è altro che una forma di IVA camuffata che ricadrebbe sul consumatore finale, ossia il paziente ed i vari reparti ospedalieri. Infatti, oggi 1 kg di plastica ha un costo medio di 0.90 euro, al quale si aggiunge il valore medio del CAC (Contributo ambientale CONAI), pari a 0.33/kg, per un totale di 1.23 euro/ kg. A questa cifra, sommiamo la Plastic Tax pari ad 1 euro/kg che farebbe lievitare del doppio il costo del prodotto finale: 2.23 euro/kg; il tutto da maggiorare dell’IVA. In soldoni, la tassazione determinerebbe, anche per il biomedicale, un aumento del 110% del costo per l’intera filiera della plastica/polimeri. Per esempio, se un inserto in polietilene di una protesi d’anca mi costa adesso 100 euro, domani costerebbe 223 euro +IVA oltretutto, non avendo la possibilità di sostituire l’inserto in polimetilmetacrilato. Un aumento del 110% del costo dell’intera filiera produttiva dei polimeri danneggia il lavoro, la ricerca, i comuni, la collettività, i pazienti e tutto il comparto sanitario.

Ribadisco che, attualmente, la plastica è insostituibile confermandosi la migliore soluzione in ambito sanitario. Nel 2018 c’è stata una flessione nell’impiego di polimeri vergini bilanciata da un incremento di polimeri riciclati che, ovviamente, la sottoscritta non può utilizzare in un impianto protesico umano.

Una politica lungimirante non penalizza i prodotti, ma i comportamenti incivili e per ottenere uno sviluppo ecosostenibile si deve puntare verso un modello economico circolare non fondato sui divieti o sulla tassazione dei polimeri, ma punendo chi non ricicla e chi abbandona la plastica sul territorio, come ribadito anche dal Prof. Miani, Presidente Sima (Società italiana di medicina ambientale).

Il Prof. Alessandro Miani ha dichiarato :“La plastica esiste da decine di anni, ma gli effetti deleteri per l’ambiente, si sono manifestati negli ultimi anni, a seguito del diffondersi delle plastiche monouso. Porre un freno a tali plastiche ha una ragion d’essere che trova elementi di coerenza anche con il principio, chi inquina paga, che dovrebbe colpire non i produttori di plastica, ma i consumatori che non la smaltiscono opportunamente. La plastica va riciclata considerato che è uno dei prodotti maggiormente recuperabili.”
A mio avviso, sarebbero altre le politiche da incentivare, per esempio: “L’introduzione del “vuoto a rendere”/ cauzioni sul reso, l’utilizzo di eco-compattatori per la raccolta differenziata delle bottiglie di plastica, flaconi di shampo/detersivi, ricevere un bonus monetario/sconti su tasse locali, o altre utilità (ad es. biglietti d’autobus gratuiti) per chi conferisce i rifiuti in maniera corretta, finanziare la ricerca per migliorare i sistemi di produzione di plastiche biodegradabili”. Ribadisco, quindi, la mia forte contrarietà alla Plastic Tax ed al Plastic free-pensiero, in assenza di valide alternative".

 

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