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Politica
Governo rischia sull'autonomia. I (tanti) paletti di FdI, ma Salvini non cede
Foto LaPresse

FdI vuole prima l'ok al presidenzialismo e la legge speciale per Roma Capitale


Le imminenti elezioni regionali in Lombardia hanno fatto rilanciare a Matteo Salvini il progetto dell'autonomia regionale differenziata con il grande lavoro portato avanti dal ministro Roberto Calderoli. Ma, come ha spiegato Gianfranco Fini, il federalismo leghista rischia di essere la vera grana per il governo Meloni. Il Carroccio spinge per arrivare al via libera finale entro la fine dell'anno, anche per dare un segnale importante all'opposizione interna, a quel "Comitato Nord" che si ispira a Umberto Bossi e che critica la nuova Lega nazionale. Ma la strada è lunga e in salita.

Non solo Fratelli d'Italia, ma anche Forza Italia parla di "cautela" e di paletti da mettere al piano scritto da Calderoli. Fonti qualfiicate di FdI spiegano ad Affaritaliani.it che "non c'è alcuna fretta, l'orizzonte è quello dell'intera legislatura". Parole ben diverse dall'obiettivo entro fine 2023. In particolare, prima di dare l'ok finale all'autonomia regionale i partiti di Meloni e Berlusconi vogliono che l'approvazione almeno in un ramo del Parlamento della riforma costituzionale sul presidenzialismo (almeno come segnale per rassicurare il proprio elettorato del Centro-Sud) e soprattutto il via libera alla legge speciale per Roma Capitale, quella che garantisce alla città eterna poteri particolari sul modello delle grandi capitali europee (Madrid e Berlino in testa).

Un braccio di ferro, insomma, che rischia di esplodere nei prossimi mesi, anche perché il tema dei fondi, quindi quello dell'autonomia finanziaria delle singole regioni che accompagna quella sulle materie da decentrare, rischia di essere il cuore della battaglia nel Centrodestra. Non solo. Le opposizioni sono fronte, in Ala e nel Pase, a dare battaglia e a insinuarsi nelle differenze che esistono all'interno della maggioranza. Salvini, impegnatissimo al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, non può arretrare e deve necessariamente ascoltare la sua Lega, ovvero la storica Lega del Nord e in partcolare del Veneto di Luca Zaia (e i dati del 25 settembre dimostrano il malessere degli ex padani). Ma dovrà fare i conti con i paletti di Forza Italia e soprattutto di Fratelli d'Italia: aspettare il presidenzialismo, almeno il primo via libera, e la legge su Roma Capitale. E così, assicurano da FdI, l'autonomia slitterà "sicuramente al 2024, almeno...".

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Tags:
autonomia regionalegoverno meloni fdi lega





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