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D'alema (2)
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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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D'alema (2)

Di uscire dal Partito Democratico Matteo Renzi non ci pensa proprio. A nulla sono valsi i tentativi di farlo innervosire per arrivare alla rottura definitiva con il segretario Bersani. "Matteo - spiegano i suoi -, crede fortemente nel progetto di un partito riformista, unito, capace di intercettare l'elettorato di centrosinistra e che alle prossime elezioni possa fare la differenza". Nessuno strappo quindi. Tentativo fallito, le antenne del 'tortello magico' (come ormai sono stati ribattezzati gli uomini più vicini a Bersani, Migliavacca, Stumpo, Moretti, Speranza)  si sono però drizzate quando Massimo D'Alema, l'eminenza grigia, è andato a Firenze per incontrare il Sindaco. Il motivo ufficiale è stato un convegno sulla crisi dei partiti, ma poco importa perché tra l'ex premier e l'aspirante tale c'è stato un dialogo lungo e approfondito.

Che cosa si saranno detti? Una risposta la si può trovare nella profezia che D'Alema fece più di un mese fa: "I giovani turchi sono pronti ad aiutare Renzi a dare la scalata al partito perché in cambio sperano di formare una corrente del 40 per cento". Il fatto è che D'Alema  è stufo di come Bersani sta gestendo la situazione del governo. Le continue insistenze con i 5Stelle, la partita del Quirinale, il rapporto con Napolitano e Berlusconi. L'ex presidente del Copasir, da vecchio uomo politico qual è, sta già pensando ai prossimi mesi e prepara le truppe per un Congresso che è già iniziato (quello vero dovrebbe essere in autunno, ma probabilmente non si farà).
 

Fabrizio Barca (2)

Ci sarebbe un piano per rivoluzionare gli assetti del Partito Democratico: come la profezia ha rivelato, i giovani turchi (molti ex dalemiani e comunque vicini all'ex presidente del Copasir) starebbero intrattenendo rapporti con Sel per convincerli ad entrare nel Pd e creare un correntone da contrapporre ai rottamatori di Renzi. Un correntone del 40 per cento o anche più. Vendola (che ha rinunciato alla carica di deputato) è già tornato in Puglia dove vuole rimanere, ma da Bari muove le sue pedine e guarda con interesse a questo piano. Con il rottamatore D'Alema ha messo le cose in chiaro: tu fai il candidato premier alle prossime elezioni e lasci alla mia nuova corrente la segreteria.

Ma D'Alema, come è sua natura, si tiene dietro le quinte e sta cercando un 'front man' che possa fare da segretario. Si era fatto il nome di Pisapia, ma il sindaco di Milano è troppo esposto e legato a Sel. L'uomo giusto potrebbe essere allora il ministro Barca che proprio oggi ha presentato il suo manifesto per rilanciare il Partito Democratico. Politico, ma non di professione, esperto del tema 'lavoro', stimato da tutti e col cuore a sinistra (suo padre fu partigiano e direttore del L'Unità), potrebbe raccogliere la sfida. Con la sinistra del partito dalla sua parte e lìappoggio di Renzi non ci sarebbe gioco:  sarebbe il primo tecnico-segretario.

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